VINITALY E I VINI CAMPANI

La Campania torna unita alla cinquantesima edizione del Vinitaly di Verona, dopo essersi presentata separata lo scorso anno.
Quest’anno la Regione Campania – che rappresenta una filiera vitivinicola piccola ma di grande qualità e con una forte vocazione all’export – partecipa al Vinitaly 2016 con il suo stand, dove saranno presenti oltre 180 produttori così suddivisi: Avellino 80, Benevento 37, Caserta 25, Napoli 20, Salerno 20. Nell’area espositiva della Regione Campania sono stati organizzati eventi e una serie di attività in collaborazione con Unioncamere e con i Consorzi di tutela vino regionali.

Domenica 10 aprile, nel padiglione Campania, si terrà alle ore 16 un convegno sul tema “Le strategie di crescita della Campania sui mercati internazionali”. Al dibattito, parteciperà il presidente della Regione con delega all’agricoltura, On. Vincenzo De Luca, interverranno Andrea Prete (Unioncamere), Libero Rillo (Consorzio Sannio Dop), Bruno De Concilis (Consorzio Vita Salernum Vites), Vito Iacono (Strade del vino Isola d’Ischia), Luigi Moio (presidente Organizzazione internazionale della vigna e del vino) ed Ernesto Abbana (Unione Italiana Vini).

“Vinitaly costituisce un’irrinunciabile vetrina per tutti i produttori campani. Il riconoscimento di tutto ciò va alla Camera di Commercio di Avellino, la quale ha creato le condizioni per dare a ciascun produttore la sua giusta collocazione. Ottima organizzazione, capacità nella gestione dei servizi, spazi che rispondono alle diverse esigenze di ognuno: sono questi i plus garantiti dalla collettiva camerale che è stata in grado, in questi anni, di ritagliarsi un ruolo sempre più prestigioso”.

In questo contesto importante sia a livello nazionale ma soprattutto fondamentale per il mercato internazionale si inserisce in  modo molto significativo l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura della Camera del Testo Unico del Vino. 

“A Vinitaly sarà presentato nel dettaglio il provvedimento che è stato condiviso con tutta la filiera. A trent’anni dallo scandalo del metanolo l’Italia punta ad avere una sola norma di riferimento per il settore vitivinicolo, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti. Il testo unico è uno strumento fondamentale della nostra strategia di rafforzamento del vino italiano e del percorso di semplificazione che stiamo portando avanti. Ora è importante andare avanti nell’iter parlamentare e arrivare presto alla sua approvazione definitiva”, così riferisce il Ministro Martina.

“ L’attesa per il Testo unico è ormai agli sgoccioli. In due anni è stato affrontato un lavoro enorme che ha portato a un testo organico, in grado di dare ai produttori risposte complete sotto ogni punto di vista, costruite intorno ai due assi portanti della semplificazione amministrativa e della sicurezza alimentare. Principi che informano tutti i nove titoli in cui è articolata la legge, trovando una declinazione nel Sian, per semplificare gli adempimenti attraverso l’istituzione di una innovativa rete informatica di gestione, e nello schedario vitivinicolo del Mipaaf, mirato a contenere tutte le informazioni sul potenziale produttivo viticolo”.

“L’idea è che la certezza dei criteri e delle modalità ispettive liberi le aziende da vessazioni e ostacoli di natura burocratica. L’obiettivo è facilitare i produttori, facendogli cogliere le opportunità sui mercati esteri, dove c’è la possibilità di conquistare nuove importanti fette di mercato”.

Di Antonino Calopresti

                                                                                                                                                            calopresti.antonino@libero.it