Vincenzo Imperatore, accusa il nuovo sistema bancario

Vincenzo Imperatore

Un “j’accuse” senza precedenti, a partire da documenti interni e “confidenze” di dirigenti tuttora in attività. Vincenzo Imperatore, ex manager bancario e autore del bestseller “Io so e ho le prove”, entra nelle segretissime stanze dei principali istituti di credito e racconta come si sono riorganizzati dopo la crisi nel nuovo libro Io vi accuso, “un piccolo saggio che parte dalla denuncia di un sistema di relazioni che ha contribuito a distruggere la piccola imprenditoria del nostro paese, rivolto essenzialmente a quei circa 4,75 milioni di piccoli imprenditori italiani”. I clienti privilegiati, i prodotti da spingere, le vessazioni, i nuovi cavilli contrattuali, i corsi di formazione per manager e funzionari.

La regola è guadagnare il più possibile con una percentuale di rischio pari a zero. Sotto ci siamo noi, le famiglie, le piccole e medie imprese, la maggioranza degli italiani. Vincenzo Imperatore allestisce un vero processo al sistema bancario e non solo. È incredibile scoprire come si sta riorganizzando il sistema bancario, mentre arrivano miliardi da Bruxelles.

Ben poco viene impiegato per sostenere commercianti in difficoltà, piccoli imprenditori, giovani famiglie, pensionati da 500 euro al mese. Sono categorie tuttora vessate. Eppure i soldi ci sono. Ci sono nuovi altarini da svelare in nome della giustizia e della verità? A tal proposito abbiamo intervistato Vincenzo Imperatore che sulle accuse, sugli illeciti e le menzogne imprenditoriali ha creato un vero e proprio “capolavoro” editoriale.

Perché ha deciso di accusare un’istituzione di cui lei stesso faceva parte solo adesso da ex dirigente?
«Durante le numerose presentazioni organizzate per il mio precedente libro, «Io so e ho le prove», l’obiezione più frequente che mi veniva posta suonava più o meno così: “Troppo facile parlare ora che sei fuori, perché non lo hai fatto quando facevi parte di quel mondo?” Ho sempre accettato le critiche di chi, paradossalmente, mi ha definito “poco coraggioso” se non addirittura “opportunista” e ancora oggi non posso che confermare la mia idea al riguardo: assumersi la responsabilità di attaccare un sistema come quello bancario dall’interno può costare molto caro, soprattutto perché gli strumenti di tutela per chi denuncia in Italia sono ancora inefficienti. Le banche distruggono chi si rifiuta di obbedire alle loro “leggi”. Sempre e comunque. Trattandosi di soldi, tanti soldi, la pietà dentro quelle stanze scarseggia, l’aspetto umano ancora di più. Voltare le spalle e scegliere di andarsene comporta già di per sé scelte difficili, pesanti compromessi, rivalse. E l’ho provato sulla mia pelle. Basta leggere nel libro ciò che è capitato a Enrico Ceci, un ex bancario che ha denunciato dall’interno. Nel nostro paese manca ancora una legge che tuteli il whistleblowing».

Cosa si aspetta da questa nuova “fatica letteraria”?
«Non mi aspetto nulla a titolo personale perché per un autore già la semplice pubblicazione del suo lavoro da parte di una importante casa editrice come Chiarelettere rappresenta una gioia incredibile. Come scrivo al termine del libro, alle persone cui è rivolto il libro dico che aver coraggio non significa non aver paura. Significa avere la forza di guardare in faccia la paura e decidere di andare avanti lo stesso. Ma per farlo bisogna riconoscerla. Non è assolutamente mia intenzione fare terrorismo psicologico o incauto proselitismo ma la mia personalissima esperienza e ciò che, soprattutto in questi ultimi anni, la vita mi ha riservato hanno insegnato al sottoscritto che, come recitava una bellissima dedica fattami da una carissima amica, “la vita è un bellissimo cerchio”. Nel cerchio siamo tutti uguali, nessuno è davanti a noi, nessuno è dietro, nessuno è sopra, nessuno è sotto, siamo tutti sulla stessa linea, nel perfetto equilibrio. Il cerchio è unità, il cerchio è democratico. Il cerchio dà coraggio».

Si può gestire una piccola impresa senza l’istituzione bianca?
«Bisogna stamparsi bene nella testa che senza le banche ce la si può fare lo stesso. Sia a vivere che a lavorare. Le piccole e le medie imprese possono fare investimenti e crescere anche riducendo all’osso il sostegno di chi nel tempo le ha conciate così male. Come? Tanto per cominciare servendosi di figure professionali innovative e poi puntando su forme di sostentamento che escono dalla logica bancaria. Nella seconda parte del libro, un vero e proprio vademecum per muoversi nelle logiche della finanza alternativa, sono indicati gli strumenti e le figure professionali per poter avviare un percorso di indipendenza dal sistema bancario».

Insomma, in questo libro Vincenzo Imperatore racconta anche come la piccola impresa può sopravvivere senza bisogno delle banche. Gli strumenti ci sono. Un nuovo sistema di lavoro finalmente è possibile.

di Martina Giugliano

Tratto da Informare n° 151 Novembre 2015

 

Io vi accuso di Vincenzo Imperatore
Io vi accuso di Vincenzo Imperatore

About martina giugliano

Nata il 05/02/1991 a Napoli. Laureanda presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Lettere Moderne. Addetto Stampa dell’Associazione “Social Evo“. Speaker radiofonica, tutti i venerdì curo la rubrica free time sulle frequenze di Radio Amore.