Viaggio tra le “istituzioni” di Napoli: il Caffè Mexico

Al banco, tra una miriade di tazzine ancora fumanti, due signori di bianco vestiti, che sembrano capitani in divisa con tanto di berretto che fa pendant col resto, ti accolgono col sorriso familiare di chi sembra conoscerti da una vita e, alla tua richiesta, per loro insolita, di caffè senza zucchero, esordiscono con:

“Signorì! Ma come fate? Quella la vita già è amara! E comunque mò il caffè già l’abbiamo zuccherato, mò ve lo dovete prendere così!”

Tu non puoi fare altro che ridere mentre loro, continuando a parlare con l’aria di chi non è per niente convinto di ciò che sta dicendo, nel frattempo prendono la tazzina zuccherata e, interagendo con quel banco di metallo laminato quasi come fosse una pista di pattinaggio, fanno letteralmente scivolare la tazzina verso il signore che, essendo un habitué, sanno già che il caffè lo preferisce con lo zucchero, anzi con molto zucchero, tanto che si premurano anche di procurargli un’altra bustina, che prelevano dal tazzone giallo che si distingue dallo stemma tipico del caffè Passalacqua.
A proposito di caffè, sono incuriosita dal tipo di caffè in grani che i clienti chiedono più di frequente. Alla cassa c’è Fabio, che, gentilissimo, si mostra da subito disponibile a rispondere alle mie domande.
Tra un via vai continuo di gente, mi risponde mentre rilascia scontrini, saluti e sorrisi, intento a chiedere al cliente di turno cosa ha consumato poco prima. Chi gli risponde: “Un cappuccio incappucciato”, chi “Un latte non macchiato”… Insomma, si sente che siamo a Napoli.

“Ci sono due tipi di caffè”, esordisce Fabio, “‘Robusta’ e ‘Arabica’. Il primo tipo è quello che troviamo più comunemente nei bar ed è ricco di caffeina.
A differenza di quanto si creda, il tipo ‘Arabica’ contiene meno caffeina, pur avendo un gusto molto forte lo stesso. Io lo preferisco, essendo un grande consumatore di caffè; ne posso infatti consumare tranquillamente più di dieci tazzine al giorno senza risentirne”.

Tra quelli che vedo in vetrina, quali sono i caffè più acquistati?
“I nostri due cavalli di battaglia sono l’Harem e il Moana. L’Harem è un caffè 100% arabica; ha un retrogusto molto dolce ed è consigliato a chi lo beve amaro. Il Moana è più forte, aromatico ed è il più amato.

Vedo che in vetrina, oltre alle varie tipologie di caffè, avete anche un vasto assortimento di cornetti e dolci per la prima colazione. Qual è il più richiesto?
“Beh, senza dubbio l’Ischitano, che è il nostro fiore all’occhiello: si tratta di un cornetto a base di pasta brioche, molto gustoso e leggero”.

Si dice che il tempo sembra passare più velocemente quando sei in buona compagnia, ed effettivamente è così. Prendere un caffè al Bar Mexico, ogni volta è come passare a salutare un gruppo di amici di vecchia data. Sai che ti accoglieranno sempre col sorriso, anche se sono svegli dalle 4 del mattino.

La vetrina dei dolci
La vetrina dei caffé

 

 

L’albero delle tazzine
Fabio alla cassa

di Teresa Lanna

(amoreperlarte82@gmail.com)

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.