Via Pino Daniele

Da ieri esiste una via Pino Daniele. Già vicoletto Donnalbina, è sita nel quartiere San Giuseppe, a pochi passi dalla Chiesa di Santa Maria La Nova, lì dove il nostro ‘Pinuccio’, non solo musicista come indicato nella targa, ma pure pregevole cantautore, è nato e cresciuto.
Alcuni napoletani hanno protestato per lo ‘sfratto’ del vicoletto Donnalbina, proseguimento ideale della Chiesa di Santa Maria Donnalbina, antico luogo di culto e importante testimonianza di arte barocca napoletana del Seicento.
“Più di tutti, nero, nero, quel vicolo di Donnalbina, con due ruscelli di acque sudicie, con monticelli di immondizie qua e là raccolti, e dove sparsi; nero, non solo per la sua tetraggine naturale, per la sua sporcizia, ma nero anche per l’alta muraglia del monastero di Donnalbina.” Queste le parole che il monastero e l’annesso vicolo ispirarono in Matilde Serao nel suo libro ‘Leggende metropolitane’.
L’inaugurazione si è tenuta alle ore 16.00, in presenza di alcuni musicisti, amici storici di Pino Daniele, tra cui ricordiamo Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Tony Cercola; dei familiari, tra cui i fratelli Nello e Salvatore, insieme all’ultimo arrivato in famiglia, il piccolo Francesco; dell’assessore alla cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, e del sindaco Luigi de Magistris. Quest’ultimo ha manifestato ancora una volta un grande affetto verso il musicista scomparso prematuramente lo scorso 4 gennaio, dichiarando come, contrariamente alla legge che impone l’attesa di 10 anni dalla dipartita per l’intitolazione di una strada, in questo caso si sia riuscito ad ottenere una deroga. Ha ricordato che è stato chiesto alla società che gestisce l’aeroporto, di dedicarlo all’artista partenopeo. Ha volto infine un invito a tutti gli artisti, soprattutto quelli campani, di adesione e sostegno al festeggiamento di Capodanno che sarà “dedicato interamente a Pino, a chiusura di un anno di tristezza, perché è stato un anno senza Pino, ma Pino va ricordato con la musica, va ricordato anche con la gioia, va ricordato anche con l’allegria”.
Dal 17 ottobre partirà al Pan la mostra fotografica di Alessandro d’Urso ‘Addove’, curata da Roberta de Fabritiis. “Addove era un termine che papà usava 200 volte al giorno” ha dichiarato la figlia Sara. La mostra esporrà il lato professionale, ma pure quello più squisitamente umano di Pino Daniele, grazie all’intimità di un’amicizia ed una collaborazione che ha legato il fotografo e il musicista per 20 anni. 180 fotografie e video inediti saranno pubblicati in un racconto dal 1990 al 2009. A margine della mostra ci saranno anche eventi live con artisti, tra i quali Alessandro Siani e Raiz.
E’ dunque in atto un encomiabile collage di eventi ed iniziative per tenere viva la memoria di un artista che batte in noi, in una rappresentazione eterna di Napoli. Prima dell’inaugurazione, però, quel muro avrebbero potuto tinteggiarlo.

Barbara Giardiello