La sosta nei cortili condominiali ed il tenente Di Marco

auto parcheggiate

La sosta dei veicoli nelle aree private non interessa l’attività di vigilanza stradale. Tuttavia i corpi ed i servizi di polizia locale (a me piace sempre l’aggettivo municipale), e più degli altri soggetti titolari di servizi di polizia stradale, vengono di frequente chiamati a dire la loro o attraverso l’analisi preliminari di progetti di lottizzazione e di realizzazione di edifici condominiali o quando l’amministratore del condominio o la proprietà stessa comincia ad avere problemi di “circolazione sulla propria proprietà condominiale”.

Le norme del codice della strada sono finalizzate a tutelare la sicurezza dei cittadini quando questi si muovano in determinato spazio fisico che lo stesso legislatore chiama strada intendendola per “area ad uso pubblico” e provvedendo a classificarla in una precisa tipologia secondo criteri costruttivi e tecnico-funzionali (autostrada, strada extraurbana principale, strada extraurbana secondaria, strada urbana di scorrimento, strada urbana di quartiere, strada locale ed itinerario ciclo-pedonale nonché strada di servizio) e alla rilevanza del percorso (strada statale, regionale, provinciale, comunale e vicinale). Lo stradario, predisposto in primis dal Comune ma anche da altre Amministrazioni come il Ministero, non è mai costitutivo dello “status stradale” ma è semplicemente dichiarativo. Una strada può essere indicata in tale registro come vuoi ma rileva ciò che è in realtà quel percorso. Se è nella condizione di “una strada di scorrimento” e tale e non è quello indicato nello stradario. Per tale motivo lo stesso deve essere costantemente aggiornata. Il consiglio comunale adotta i provvedimenti di classificazione delle strade.

La classificazione formale ma anche lo stato reale dell’area determina competenze giuridiche ed oneri economici di privati e pubblica amministrazione. Su questo argomento è una lotta senza esclusione di colpo tra gli uffici che si occupano di patrimonio e demanio comunale (che prediligono l’aspetto formale) ed i vigili urbani (che non possono non tener conto dello stato reale ai fini dell’applicazione del codice della strada. In questo caso mitiche sono “le bestemmie” (a fini di bene) del Ten. Giancarlo Di Marco della Polizia Locale di Spoleto).

Una strada chiusa o, meglio ancora, un’area in cui avviene una circolazione di pedoni, veicoli ed animali chiusa con un cancello non è oggetto di interventi dei pubblici poteri sia in termini di disciplina che di accertamento di comportamenti illeciti che determinano responsabilità patrimoniali e non patrimoniali.

In tal senso la sentenza n. 20612 della Corte di cassazione pubblicata in data 31 agosto 2017 fornisce qualche indicazione utile. L’assemblea condominiale può deliberare a semplice maggioranza l’uso a parcheggio di spazi comuni: può legittimamente individuare un posto auto nei cortili per ogni condomino senza assegnazione specifica – ma attenzione – purché non vengano pregiudicate le proprietà esclusive e che tutti i condomini siano posti in grado di esercitare la facoltà concessa.

L’assegnazione, in via esclusiva e per un tempo indefinito (al di fuori, dunque, da ogni logica di turnazione), di posti macchina all’interno di un’area condominiale è comunque illegittima, in quanto determina una limitazione dell’uso e del godimento che gli altri condomini hanno diritto di esercitare sul bene comune (cfr. sul punto Cass. 22 gennaio 2004, n. 1004, che ha ritenuto affetta da nullità l’assegnazione nominativa ai singoli condomini di posti fissi, ubicati nel cortile comune, per il parcheggio della seconda autovettura: in detta pronuncia si è valorizzato il fatto per cui una tale delibera sottraeva l’utilizzazione del bene comune a coloro che non possedevano la seconda autovettura).

Infatti ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa. La Corte vuole farci capire che (a livello pratico), per assegnare in via esclusiva e nominativa posti di parcheggio nel cortile di proprietà comune, si renderebbe necessaria l’adesione di tutti i condomini.

Ed i vigili? I vigili non c’entrano direbbe il Ten. Di Marco.

di Vincenzo Russo Traetto