Varsavia, cuore pulsante dell’Europa di Harry di Prisco

Varsavia la città vecchia dal fiume VistolaIl monumento alla Rivoltail monumento a Chopinun testimone dell'insurrezione del '44Varsavia, detta nel diciottesimo secolo la Parigi dell’Est, anche per le tante testimonianze lasciate dagli artisti italiani, è situata nel cuore dell’Europa ed è da sempre una città movimentata e piena di vita. La sua natura esuberante la rende una città unica, che meglio risponde alle aspettative di chi decide di recarvisi, coniugando perfettamente l’antico con il moderno. Con lo spirito di chi ama l’arte e da buoni viaggiatori, con un volo di linea da Napoli via Roma, abbiamo raggiunto a fine agosto la nostra destinazione: Varsavia. C’è da considerare che gli aeroporti europei sono lontani dal centro cittadino. In questo caso il “Warsaw Chopin” dista solo 13 chilometri dal cuore pulsante della città, collegandosi ad essa grazie ad un efficiente servizio ferroviario metropolitano. E qui la prima attrazione ci ha subito colpiti, vicino alla stazione principale “Centralina”, a pochi passi dal Palazzo della Cultura e della Scienza, opera di un architetto sovietico, abbiamo potuto ammirare le modernissime volte di vetro colorato del centro commerciale.

Ma ritorniamo alla nostra esperienza di viaggio. I luoghi più significativi  della città sono stati da noi visitati e abbiamo anche scoperto i suoi aspetti più curiosi a cominciare dalla leggenda che racconta di due sorelle sirene che, nuotando nel mar Baltico, presero strade diverse: una approdò a Copenaghen e l’altra risalì il fiume Vistola, fermandosi per riposare in un luogo che oggi è la città vecchia. E tutt’oggi, abbiamo anche scoperto che di statue della sirena di Varsavia ce ne sono ben tre, ma ce ne sono molte altre più piccole che nessuno è riuscito ancora a contare. Nel nostro tour non poteva mancare una visita al Palazzo Reale, oggi museo, dove sono gli ambienti più fastosi come la sala del trono e la sala detta del Canaletto, con 22 vedute di Varsavia. Furono proprio i quadri del nostro pittore settecentesco ad essere di grande aiuto durante la ricostruzione della città, distrutta al 90% dalla furia nazista e che nel 1980 è stata proclamata patrimonio di tutta l’Umanità dall’Unesco. I nostri passi ci hanno poi portato al Museo dell’Insurrezione, che ricordano alle giovani generazioni gli orrori della guerra e che fanno comprendere la storia e la forza di ripresa del popolo polacco. Nell’occasione abbiamo incontrato uno dei più anziani volontari del museo, Henryk Wasilewski, che dall’alto dei suoi 96 anni, testimonia con silenziosa dignità il dramma da loro vissuto nei campi di concentramento. Non potevamo se non abbracciarlo affettuosamente! A volte, se non sempre, un gesto vale più di tante parole. E poi non si può mancare un saluto al monumento di Chopin, il più illustre cittadino di Varsavia, nel giardino delle rose del parco Lazienki e approfittando di questa sosta poter ammirare gli scoiattoli che non disdegneranno le noccioline che offrirete loro (non dimenticatele di metterle in valigia) e sempre nel parco ci si può riposare sulle panchine musicali, installate nel duecentesimo anniversario della nascita di Chopin, che permettono, premendo un pulsante, di poter ascoltare qualche suo brano, sempre che vi ricorderete di spegnere il cellulare. Il Parco Lazienki, vero polmone di verde per la città, è una delle mete preferite dai cittadini di Varsavia.  Ma il verde è stato fondamentale per ricostruire la città e sono stati previsti anche giardini pensili attrezzati su alcuni luoghi pubblici come la Biblioteca dell’Università con i suoi originali 2000 metri quadrati di verde sul tetto, unito da passerelle, ponti e pergolati. E sì perché, quasi dimenticavamo, Varsavia non è solo la capitale ma è una grande città universitaria. Proprio per questo amore per il verde, il padiglione della Polonia dell’Expo Milano 2015 sarà completamente seminato a frutteto con filari di alberi di mele, di cui il Paese è leader. I visitatori potranno così raccogliere personalmente i frutti dagli alberi.

Harry di Prisco

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.