Vaccini, sì o no? La libertà di scelta vaccinale

Dal 1999 in Italia non esiste l’obbligatorietà vaccinale per l’iscrizione scolastica. Dopo 32 anni di prassi imposta, precisamente dal 1967, la copertura vaccinale aveva tradotto l’obbligatorio in raccomandato, ma pur sempre necessario.
Le vaccinazioni obbligatorie e gratuite sono oggi l’antidifterica, l’antitetanica, l’antipoliomelitica e l’antiepatite B, che iniziano all’età di 3 mesi con richiami progressivi. Sono invece facoltative le vaccinazioni contro la pertosse, il morbillo, la parotite, la rosolia, la varicella e le infezioni da Haemophilus Influenzae b (Hib), meningococco C, pneumococco, influenza e papillomavirus. Con la diffusione dei mezzi di informazione e l’aumento della consapevolezza genitoriale è iniziato un naturale processo di approfondimento della necessità dei vaccini, dei loro tempi di somministrazione, dei componenti e dei presunti interessi che roteano intorno al mercato farmaceutico mondiale. Le case farmaceutiche percepiscono dai vaccini indubbiamente meno introiti di quanti ne percepirebbero in caso di epidemie e, come diffusamente sostenuto da medici e ricercatori, i vaccini sono i farmaci più sicuri, eppure tra molti genitori si è scatenata diffidenza, che ha causato un sensibile calo delle vaccinazioni facoltative ed un conseguente aumento di malattie che sembravano in via di estinzione.

Prima tra tutte il morbillo, che dal 1 gennaio 2017 al 14 maggio 2017, secondo quanto riportato nell’infografica n. 8 di Epicentro (il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica), ha registrato 2395 casi in quasi tutte le Regioni (18/21), con una maggiore incidenza di contagi (91%) in Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. La media nazionale della copertura vaccinale per il morbillo è dell’85,29%, dunque ben sotto il limite di sicurezza del 95%, e secondo il Ministero della Salute in Campania si registra una percentuale dell’80,76%. Questi dati hanno creato uno stato di diffuso allarme, forse indotto anche dall’impegno che l’Italia assunse a Washington il 29 settembre 2014. L’Italia guiderà nei prossimi 5 anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo – si legge nel comunicato stampa dell’epoca sul sito dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco – è quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA). Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama. Dure le reazioni politiche, unite a un oscurantismo dialettico verso movimenti e associazioni in protesta. Il ministro Lorenzin ha presentato un decreto che, nel solco di un’azione autonoma di alcune regioni quali l’Emilia Romagna, rende obbligatorie le vaccinazioni per l’accesso all’asilo nido e alla materna. Tale decreto segue il Piano vaccinale di gennaio 2017 che introduce le seguenti nuove vaccinazioni: Meningo B e C, Rotavirus, Varicella, HPV nei maschi, Meningo tetravalente, Pneumococco e Zoster negli anziani.
Ho cercato allora di comprendere le ragioni dei genitori, rivolgendomi ad un attivo rappresentante del Movimento nazionale per la libertà di scelta, il giornalista e attore David Gramiccioli.

David, i genitori che aderiscono al movimento sono contro i vaccini?
«I genitori che sostengono la libertà di scelta vaccinale non sono contrari ai vaccini, anzi sono il più grande e il più bello spot a favore dei vaccini. Dietro l’espressione ‘libertà di scelta’, che va interpretata come uno slogan, c’è un programma che rappresenta la vera riforma nazionale del paese».

Puoi descrivermi i vostri obiettivi?
«Premetto che nei paesi più civili come l’Austria, la Danimarca, la Germania, l’Irlanda, la Norvegia, l’Olanda, il Portogallo, la Spagna, la Svezia, l’UK non esiste l’obbligo vaccinale. Il nostro piano di riforma prevede un confronto serio tra scienziati, confutare le tesi che possono creare danni irreversibili ai bambini essendo antiscientifiche, una anamnesi pre-vaccinale, cioè uno storico genetico da sottoporre al pediatra per valutare eventuali controindicazioni, alzare l’età evolutiva, ribadendo che i più grandi pediatri italiani partono da un assunto: i vaccini rappresentano la più imprescindibile delle scoperte scientifiche, un primato che però è minato dall’insicurezza, dalla modalità della pratica e dal prodotto vaccino».

Ti riferisci alla presenza di metalli pesanti?
«Esatto, produrre vaccini decontaminati dalla presenza di metalli pesanti. In tal senso sono assolutamente allineato con Silvio Garattini, padre del Mario Negri: vaccini assolutamente sì, sicuri e soprattutto con “maggiore trasparenza, in Italia non abbiamo programmi efficaci di ricerca della tossicità”. Occorre un ente terzo che vigili senza condizionamenti».

Credi che vi sia correlazione tra la fiducia verso le Istituzioni e l’esigenza di una maggiore trasparenza?
«Lì dove si attribuisce all’elevata coscienza sociale il merito dell’alta copertura vaccinale esiste, in realtà, un’alta credibilità istituzionale. È la mancanza di fiducia a creare la paura». 

di Barbara Giardiello