Vaccini, privacy ed autocertificazione corretta

vaccini privacy

Il Garante per la Protezione dei dati personali ha adottato l’autorizzazione n° 365 del 1/09/2017 che consentirà alle scuole pubbliche e private di comunicare alle ASL competenti gli elenchi degli iscritti semplificando notevolmente gli adempimenti a carico delle famiglie per la verifica degli adempimenti vaccinali. Il DL 73/2017 sulle vaccinazioni e le relative disposizioni dei Ministeri competenti mettono in gioco vari interessi tutelati dall’ordinamento: salute, privacy, istruzione e semplificazione amministrativa.

Nell’ordine vediamo di che si tratta:

L’art. 1 del d.l. n. 73/2017 prevede che, al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologia in termini di profilassi e di copertura vaccinale, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni di seguito indicate:

  1. anti-poliomielitica;
  2. anti-difterica;
  3. anti-tetanica;
  4. anti-epatite B;
  5. anti-pertosse;
  6. anti-Haemophilus influenzae tipo b” (art. 1, comma 1)

Agli stessi fini, sono altresì obbligatorie e gratuite, le vaccinazioni di seguito indicate:

  1. anti-morbillo;
  2. anti-rosolia;
  3. anti-parotite;
  4. anti-varicella” (art. 1, comma 1 bis).

La COSA È CHIARA: la legge individua soggetti ed oneri a carico di tali soggetti per garantire la salute pubblica e privata. Sono indicati i vaccini temperati dal “calendario vaccinale”.

BENE. INTERVIENE LA PA PER DISPOSIZIONI APPLICATIVE DI TIPO AMMINISTRATIVO:
le circolari del 16 agosto 2017 del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) hanno fornito le prime indicazioni in ordine all’applicazione della disciplina transitoria prevista dall’art. 5 del decreto. Al riguardo, per l’anno 2017/2018, nel caso di effettuata vaccinazione, è stato precisato che, per agevolare i genitori/tutori/soggetti affidatari e dare loro il tempo necessario a recuperare la copia del libretto vaccinale, il certificato vaccinale o l’attestazione della ASL, tale documentazione può essere sostituita da c.d. autodichiarazione, resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione idonea comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dovrà essere presentata entro il 10 marzo 2018.
Il Ministero della Salute, in particolare, specifica la tipologia di documentazione che può essere presentata agli istituti scolastici per comprovare:

  1. L’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie: copia del LIBRETTO DELLE VACCINAZIONI vidimato dal competente servizio della ASL ovvero il CERTIFICATO VACCINALE, oppure l’ATTESTAZIONE (certificazione atipica) datata rilasciata dal competente servizio della ASL, che indichi se il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per l’età;
  2. L’ESONERO, l’OMISSIONE o il DIFFERIMENTO delle vaccinazioni obbligatorie: l’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, potrà essere comprovata in due diversi modi, tra loro alternativi, presentando o copia della notifica di malattia infettiva effettuata alla ASL dal medico curante, come previsto dal decreto ministeriale 15 dicembre 1990 (tale notifica è disponibile presso i Servizi di Igiene Pubblica della ASL presso la quale è stata effettuata), o attestazione di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale rilasciata dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta del SSN, anche a seguito dell’effettuazione di un’analisi sierologica;
  3. La PRESENTAZIONE FORMALE RICHIESTA DI VACCINAZIONE alla ASL territorialmente competente, secondo le modalità consentite dalla stessa ASL per la prenotazione.

ATTENZIONE l’autocertificazione (mai autodichiarazione come scrivono i ministeri) trova un limite nell’articolo 49 del dpr 445/2000 “i certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento, salvo diverse disposizioni della normativa di settore”. Il libretto sanitario o il certificato vaccinale costituiscono certificazione medica e/o sanitaria e NON PUÒ ESSERE SOSTITUITA DA AUTOCERTIFICAZIONE.

Poi interviene il Garante per un semplice motivo. Il legislatore ha disposto una disciplina semplificatoria per l’anno scolastico 2019/20 non per questo. E quindi faceva si che il “cittadino facesse il postino tra pubbliche amministrazioni” infatti esisteva una norma che disciplinasse la comunicazione (trattamento) tra scuole ed ASL.
Ai sensi degli artt. 19, comma 2, e 39, comma 1, lett. a), del Codice privacy la comunicazione di dati personali da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti pubblici è ammessa quando è prevista da una norma di legge o di regolamento, ovvero, in mancanza di tale norma, quando è comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali, e può essere iniziata se è decorso il termine di cui all’articolo 39, comma 2, e non è stata adottata dal Garante la diversa determinazione.

La decisione del Garante risponde alla richiesta dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l’intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale – anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse – al fine di favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge.
Sulla base del provvedimento del Garante:

  • Le SCUOLE (sia quelli pubbliche, sia quelle private) e i SERVIZI EDUCATIVO PER L’INFANZIA possono trasmettere l’elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Tali elenchi potranno essere usati per l’attività di verifica delle singole posizioni e per l’avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto.
  • Le AZIENDE SANITARIE, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici.

MA VI È DA PRECISARE CHE NON VI È AUTORIZZAZIONE INVERSA. MI SPIEGO.
Il Garante, nei giorni scorsi, ha avuto richieste da parte di alcune regioni che vorrebbero poter comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni. Al riguardo, si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare – con parere conforme dell’Autorità – che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy.

«Sin dall’inizio della vicenda il Garante della privacy ha offerto la massima collaborazione ai Ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte – afferma il Presidente Antonello Soro – Per aiutare ulteriormente famiglie, scuole e regioni, abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati. Ci auguriamo che questo provvedimento ristabilisca chiarezza e limiti i possibili rischi legati a uno scambio dati effettuato in assenza di una regolamentazione omogenea su tutto il territorio. Con il nostro provvedimento è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle ASL. Al momento, invece, manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle ASL alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni».

di Vincenzo Russo Traetto