UNA VITA SALVATA

Quando un defibrillatore incontra sulla sua strada un Angelo di nome Cornelio Scialdone
” Il giorno 15 Giugno u.s. alle ore 18.06 Cornelio è a casa a Vitulazio e sente il figlio Carmine che gli urla: Papà corri. Si veste ed esce in strada e trova un ragazzo a terra che non si muove. Si avvicina al ragazzo, valuta e capisce che era in Arresto Cardio Respiratorio, prontamente guarda una ragazza che si trovava vicino, gli chiede come si chiama e di avvertire il 118, riferendogli che avevamo una persona in Arresto Cardio Respiratorio. Nel frattempo gira il ragazzo in posizione supina e inizia una Rianimazione Cardio Polmonare. Nel frattempo giunge la moglie di Cornelio, Teresa Natale sul posto con il Defibrillatore che aveva in casa, mentre lei accende lo stesso applica le piastre e Cornelio non smette mai di fare la rianimazione. Una volta che il Defibrillatore inizia ad effettuare l’analisi, effettua la prima analisi e effettua la prima scarica sul malcapitato. Appena terminata la scarica, Cornelio riprende subito con la rianimazione con cadenza di 30 compressione e 2 ventilazioni, alternandosi alla rianimazione con la moglie. Giunge sul posto un altro ragazzo di nome Salvatore Vigliucci che si offre di dare il cambio nella rianimazione, dopo circa 2 minuti continui di rianimazione, il defibrillatore effettua una seconda analisi del ritmo cardiaco e effettua una seconda scarica – appena terminata la seconda scarica tutte e tre le persone citate riprendono con la rianimazione cardio polmonare – senza mai interrompersi – e cosi per altri 2 minuti con alternanza di 30 compressioni e 2 ventilazioni – dopo ulteriori 2 minuti il defibrillatore effettua una nuova analisi e non permette di scaricare. Così si riprende di nuovo con la rianimazione senza interrompere mai con l’aiuto di Teresa e Salvatore Vigliucci alternandosi nella rianimazione con cambio sincronizzato – dopo ulteriori 2 minuti il defibrillatore ripete una nuova analisi e dopo questa ancora non permette di defibrillare e si riprende di nuovo con la rianimazione senza mai fermarsi. A questo punto i tre “angeli” vedono una ripresa di circolo e frequenza cardiaca, allora non interrompono il massaggio e Cornelio sente di riprenderlo e questo gli da la carica ancora di più per non fermarsi. Dopo circa 24 minuti di rianimazione 2 scariche effettuate e altre 2 analisi si sente la sirena di un ambulanza. Cornelio non si ferma fino a che non arriva il mezzo e vede scendere il medico che gli dice di smettere in quanto aveva visto che lo sventurato era stato ripreso. Una volta che il ragazzo viene caricato sull’ambulanza, Cornelio scoppia a piangere, sente le ginocchia che gli sanguinano e fanno male ma il dolore non è nulla rispetto alla gioia e grande adrenalina che era in lui, ha pianto per tanto tempo. Il ragazzo di 35 anni M. A. è vivo e sta bene.
                                                                                                                                                                           di Antonino Calopresti
                                                                                                                                                              calopresti.antonino@libero.it