Un gioiello meraviglioso torna nella mani della sua città

Dopo la restituzione della facciata della Chiesa di San Paolo Maggiore, conosciuta anche come Chiesa dei Dioscuri o di Castore e Polluce, un’altra riapertura riguarda il cuore il Napoli, nella zona di Piazza San Gaetano e San Gregorio Armeno: si tratta della Sala Capitolare del Complesso di San Lorenzo Maggiore, la cui prima pietra fu posata nel lontano 1235.

La Chiesa di San Lorenzo è testimone di un passaggio cruciale nella storia della città, poiché si tratta di una delle prime opere ad avere un grosso impulso da parte di Carlo I d’Angiò, colui che rese Napoli per la prima volta capitale di un Regno indipendente. Il nuovo ruolo della città doveva corrispondere a una rivoluzione anche urbanistica, per rendere la sua bellezza all’altezza delle altre grandi città d’Europa. Carlo I, nato a Parigi, portò a Napoli le maestranze transalpine e fu dunque la prima a essere costruita nello stile Gotico francese.

La chiesa nel corso dei secoli ha visto numerosi interventi che ne hanno in parte cambiato l’aspetto originario, tant’è vero che la facciata la vediamo in stile Barocco, così come – ed è la più curiosa caratteristica di San Lorenzo Maggiore – il cappellone dedicato a Sant’Antonio nel transetto sinistro e, nella navata, la cappella Cacace, in stile Barocco tra tutte le altre in Gotico e alle quali ha lavorato Cosimo Fanzago.

La Sala Capitolare, il cui ingresso si trova nel lato est del chiostro, è anch’essa in stile Gotico e risale al periodo Svevo. È proprio questa che è appena tornata visitabile dopo un’importante operazione di restauro, servita alla manutenzione e alla restaurazione dei fantastici affreschi agli inizi del ‘600 da Loise il Siciliano, al secolo Luigi Rodriguez, il quale lavorò ad alcune delle più importanti commissioni del tempo in diversi complessi ecclesiastici di Napoli.

Entrando nel Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore avete la possibilità di visitare quattro piani di Museo dove sono raccolti tutti i reperti ritrovati negli scavi dell’antica Neapolis, reperti Medievali della Basilica e spettacolari pastori del presepe Napoletano del ‘700, ripercorrendo perciò 2500 anni della storia della città.

di Antonino Calopresti