“Un curioso accidente” di Goldoni

in scena al Teatro Arcas dal 12 al 22 febbraio, per sottolineare l’iniziativa di sabato 14 febbraio. Per festeggiare San Valentino ci sarà una doppia con aperitivo alle ore 18: il trionfo dell’amore sul palco e in platea al Teatro Arcas.

Allego locandina e foto e segue comunicato stampa, con viva preghiera di diffusione.locandina fb arcas 2

“Un curioso accidente” di Goldoni è in scena al Teatro Arcas dal 12 al 22 febbraio.
Sinossi:
Pancrazio, ricco commerciante, ospita nella propria casa Flavio, giovane nobile studente. Flavio, durante la sua permanenza in questa casa, si innamora di Flaminia, figlia di Pancrazio. Il giovane, credendo impossibile che possa coronare il suo sogno d’amore, decide di partire. Pancrazio, vedendo il giovane sempre più malinconico, sospetta che qualche dispiacere segreto gli provochi una malattia dello spirito. Pancrazio ha troppa fiducia in sua figlia per avere anche il minimo sospetto di ciò che accade e crede piuttosto che Flavio si sia innamorato di Costanza, amica di sua figlia. Flaminia, con l’aiuto della sua serva Corallina, a sua volta innamorata di Coviello, servo di Flavio, e quindi interessata a non far partire il giovane, lascia credere al padre che Flavio ami realmente Costanza, ma che si disperi perché il padre della giovane, don Cassandro, agiato quanto avaro negoziante, non gliela voglia accordare come moglie perché, seppur nobile, non è abbastanza ricco per la figlia. Pancrazio cerca quindi di mediare con Cassandro, che non vuole sentire ragioni. A questo punto Pancrazio, esorta Flavio a rapire Costanza, fornendogli egli stesso il denaro necessario a portare a termine il rapimento. Il giovane profitta del consiglio e del danaro e fugge sì, ma con Flaminia.
Finale e scioglimento della matassa resta una sorpresa per il pubblico che verrà.
Note di regia:
La Venezia da cui nasce l’arte di Goldoni è sì quella dei vecchi mercanti, onesti, gretti e tradizionalisti e delle loro ragazze custodite gelosamente dentro casa; ma è soprattutto la Venezia del carnevale e dei teatri. Chiamiamola pure verità, se vogliamo, quella di Goldoni: ma si tratta di una verità armoniosamente aggraziata. I dialoghi che Goldoni crea per i suoi personaggi nelle commedie da lui scritte in lingua italiana sono dialoghi alle volte trascurati, alle volte senza forza; eppure così pieni nelle sue inversioni, sospiri e oneste languidezze, di carattere e insomma di stile. Nelle sue commedie miste di dialetto (nel nostro caso napoletano) e di lingua notava Isidoro Del Lungo (critico letterario 1841-1927) “l’italiano frammezzato al veneziano fa la figura di un asmatico di fiato corto fra persone di polmoni sani e di torace ben costruito; e il veneziano che interrompe l’italiano, anche se è il veneziano dell’Arlecchino e di Truffaldino (nel nostro caso di Pancrazio e Coviello) , è come una folata di aria buona in una stanza dove si respiri a disagio”. Goldoni non usò il dialetto nella sua rozzezza ma in maniera fluida, musicale. Persino nelle sue scene popolari i toni, nei loro battibecchi, dei personaggi (Corallina nel nostro caso) sono strilletti e strillini. L’adattamento di questo nostro “Accidente”, prende forma dalla mescolanza del testo originale in tre atti di Goldoni, con una riduzione in napoletano in un atto della prima metà del ‘900. E’ nostra intenzione mettere in scena uno spettacolo che faccia divertire con eleganza e nel rispetto di due scuole teatrali cresciute e sviluppatesi sulla scia della Commedia Dell’Arte. (Francesco Sisto)