Un Carnevale di bambini che chiedono il diritto ai trasporti scolastici.

images“Ma pecché amma ‘i a pere?” Perché dobbiamo andare a piedi? Si chiedono i bambini di Castel Volturno, africani e casertani, uniti nello stesso coro contro l’assenza di mezzi di trasporto nel paese attraversato dalla via Domiziana. I ragazzi hanno scelto questa ennesima emergenza, quella dei trasporti, come tema per la parata di Carnevale che si terrà sabato primo marzo dalle 14.30, partenza dal Parco Sementini.

E’ il quarto corteo di Carnevale organizzato dalla Casa del Bambino, centro culturale giovanile del territorio gestito dai missionari comboniani. Il primo fu lanciato due anni dopo la strage di Castel Volturno durante la quale furono uccisi sei immigrati africani, raccontata anche nel film “La Bas – Educazione criminale” , opera prima di Guido Lombardi, ambientato e girato a Castel Volturno e premiato con il Leone al futuro alla Mostra di Venezia del 2011.

Dopo dieci anni, la Casa del Bambino si è trasferita dalla via Domiziana alla frazione Destra Volturno dove è forte la presenza di migranti e quasi assoluta la mancanza dei servizi. “Siamo voluti venire qui per affrontare l’emergenza ancor più da vicino  –  spiega padre Antonio Bonato, missionario comboniano lodigiano dal 2008 a Castel Volturno dopo quasi vent’anni di missione in Mozambico  –  quasi 4000 persone tra migranti africani e napoletani o casertani vivono nella frazione Destra Volturno per risparmiare sugli affitti di casa, senza mezzi di trasporto pubblico, per ogni spostamento serve l’auto, anche il trasporto scolastico è stato soppresso, il sistema fognario non funziona: quando piove le strade si inondano completamente. Ogni giorno qualche persona scarica rifiuti ingombranti, soprattutto materassi. E’ per questo che i ragazzi all’unanimità hanno scelto il tema dei trasporti pubblici come emblema di questa condizione di degrado”.

Il carro di Carnevale, che sabato primo marzo attraverserà le strade di Castel Volturno, comune sciolto per infiltrazioni camorristichec che andrà al voto a maggio, avrà infatti provocatoriamente il profilo dell’autobus M1, unico mezzo di trasporto pubblico che consente di spostarsi, con rare corse, solo dall’arteria Domiziana verso Napoli, e non all’interno del paese.

“Chi non si muove, chi non può spostarsi rimane fermo! Rimane recluso, magari in un piccolo viale, magari in una casa  –  si legge nell’appello alla cittadinanza a partecipar alla parata – muoversi diventa fondamentale per conoscere, per instaurare relazioni, per fare strada senza farsi strada. Allora muoviamoci! Mettiamoci in cammino! Riprendiamoci ciò che è nostro senza chiuderci in casa. Sviluppare, in questo territorio violentato, laboratori di riciclo e riuso creativo in termini anche di critica sociale e urlare: il Re è Nudo!”.

I bambini che frequentano il centro hanno stilato una classifica dal titolo “Cose che ci fanno arrabbiare”: al primo posto c’è la spazzatura, poi camminare, ossia spostarsi sempre a piedi tra strade piene di buche e allagamenti, poi l’allagamento del fiume, la mancanza di illuminazione stradale, le case abbandonate e le condizioni del mare ossia l’inquinamento.

La Casa del Bambino da oltre un anno ha lanciato anche la squadra di rugby multiculturale “I Pirati”, affiancandola alla ludoteca, la biblioteca, cineforum di film d’animazione e molte altre attività d’integrazione multiculturale tra ragazzi ma anche tra i loro genitori in quella terra conosciuta come Little Africa. In un diario-manifesto che richiama “Le avventure di Huckleberry Finn” ambientate a Castel Volturno, la fuga di un bambino nero e uno bianco sul Mississipi diventata la fuga sul Volturno, sono illustrate tutte le attività, ma l’allarme è alto: “C’è bisogno che le istituzioni si accorgano di noi, vivere senza servizi, senza trasporti e centri di aggregazione vicini, non ci consente di fare vita sociale: non ci permette di essere cittadini”.

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.