Udine si conferma un tabù: il Napoli crolla al Friuli e perde 1-0

2014-09-21_16-58-02CHE CONFUSIONE…– Lo stato attuale del Napoli è una subordinata confusione e la squadra tarda, e proprio non riesce, a ritrovare uno stabile equilibrio. La sconfitta ad Udine è un altro segno che rappresenta quanto questa squadra non trovi tra gli individui un’armonia tattica che garantisca bel gioco e risultati. Benitez non se la sente mai di cambiare modo di disporre gli uomini in campo. Se la tecnica può risentire dei mancati innesti di spessore, la tattica è frutto di esperienza gusti e studi dell’allenatore. Ci sono però moduli che si adeguano meglio a determinate squadre ed altre che richiedono un tipo di gioco diverso anche in base agli uomini che lo stesso allenatore dispone.

MANCANZE– Al Napoli manca un centrocampo che garantisca al contempo quantità e qualità, copertura, capacità di ripartenza e impostazione del gioco. In difesa manca un leader che lo scorso anno era impersonificato nella figura di Albiol. La fase difensiva pare poco curata e si soffre tantissimo sulle palle alte e sui calci da fermo, tanto che il gol di Danilo è frutto degli sviluppi di una punizione battuta da Di Natale verso centro dell’area. La capacità di reazione è per nulla proporzionata alla pericolosità con la quale la squadra arriva sottoporta. Higuain appare isolato e spesse volte nervoso perché intenzionato a giocare più palloni che, per sua sfortuna, non gli arrivano.

2014-09-21_17-04-37TABU’– E il Napoli stecca ancora una volta collezionando la seconda sconfitta in tre partite di campionato. Chievo ed Udinese si confermano bestie nere per gli azzurri. La sfortuna non è la sola protagonista in questo scenario temporaneamente triste per il Napoli ma c’è di mezzo anche la contrariata volontà di Benitez a cambiare modulo che potrebbe essere una nuova arma per un Napoli diverso e più concreto.

RISCATTO CON SEGGIOLE VUOTE– C’è subito la possibilità di riscattarsi mercoledì in casa contro il Palermo. I napoletani vivono forse uno dei più difficili momenti nell’era De Laurentiis in quanto sono tifosi sfiduciati da un mercato deludente, da una Champions sfumata e da risultati che perseverano nella negatività. Tre fattori che renderanno il S. Paolo pieno ampi spazi vuoti e seggiole senza tifosi. Serve quanto prima un cambio di marcia perché senza questo il Napoli continuerebbe a percorrere una buia strada in un tunnel la cui via d’uscita apparirebbe ancora troppo lontana. Se così fosse, certe strade poi sarebbero destinate già a dividersi. Ma la perpetua sofferenza e la consapevolezza di dover credere nei propri sogni fa si che il tifoso napoletano abbia sempre conservato in sé briciole timide di speranza nascoste dietro un muro di amarezza. È l’indole del napoletano: sfoga la rabbia, ma in fondo trova sempre un motivo per crederci.

Fabio Corsaro

 

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!