Tutto troppo facile. Il Cagliari si gode la gita a Napoli e ne prende 3. Hamsik ancora a secco ma il San Paolo non smette di sostenerlo

10277632_663986493638955_7862134532385626731_nPartita senza pressioni, leggera quasi fosse un’amichevole, a senso unico; è la gara di Ciro Esposito, che col cuore è anche lui sullo stadio, di Pandevm che sfoggia una grande prestazioni tornando al gol, servendo un assist e mettendo lo zampino per il gol di Dzemaili, di Mesto che torna ad essere titolare dopo lunghi 4 mesi, di Colombo, che esordisce dopo 3 anni di permanenza in azzurro a 38, di Hamsik, il quale purtroppo fa faticare a riallacciare i rapporti con il gol, non trovato neanche dal dischetto. È una festa insolita, non eccessivamente gioiosa, ma inevitabilmente è grande l’orgoglio quando la Coppa Italia sfila con tanto di coccarda azzurra e bianca sotto gli spalti del San Paolo. Segnano quindi Mertens, Pandev e Dzemaili. Tutto troppo facile.

Il Cagliari si gode la gita a Napoli, giocando con una tale morbidezza che mette gli Azzurri a proprio agio, sfoggiando dunque le proprie immense qualità offensive. Ibarbo è l’unico a giocare con maggior tenacia ma predica in un deserto dove non ci sono compagni; il colombiano ricorda per le sue movenze e velocità David Suazo, l’attuale vice di Pulga, che segnò al San Paolo con la maglia del Benfica all’Intertoto nel 2008.

Tuttavia, con la rocambolesca sconfitta della Fiorentina al Franchi per 3-4 contro il Sassuolo, il terzo posto era già assicurato prima che la partita iniziasse. Tutto va per il verso giusto, quello migliore, nella speranza però di ritrovare al più presto un morale completamente rigenerato e nuovamente ebbro di gioia come solo a Napoli si può vivere.

Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!