Tutto inquinato, tutto pilotato…muore anche la speranza per una gioventù LIBERA!!!

HUHUHUTutto inquinato, tutto pilotato…muore anche la speranza per una gioventù LIBERA!!! 

Cosa occorre fare ,affinché nasca una nuova generazione, libera, non condizionata o asservita al potente di turno o alle direttive dei partiti? Difficile realizzare qualcosa fino a quando le risorse le gestiranno “loro”… Non mi resta altro da fare che lanciare un  “NON MOLLATE”,  invito a cui io stesso inizio ad avere difficoltà nel continuare a crederci.
Tommaso Morlando

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IL FORUM REGIONALE DELLA GIOVENTU’ SI TINGE DI VERGOGNA. E’ QUESTA LA GIOVENTU’ CAMPANA?

[post del 21 gennaio 2015 riferito alle elezioni che si sono tenute il giorno 20 gennaio 2015]

 

Spero davvero che avrete la voglia di leggere fino in fondo questo post che è molto lungo, ma spiega tante cose importanti.

 

Ieri pomeriggio si è tenuta l’assemblea per eleggere il nuovo Presidente del Forum Regionale della Gioventù. Per chi non lo sapesse, il Forum Regionale della Gioventù è stato istituito con legge regionale n.14 del 1989 con lo scopo (tra gli altri) di rappresentare gli interessi e le aspirazioni dei giovani (come si legge qui: http://www.giovani.regione.campania.it/index.cfm?m=271). Detto in soldoni nel Forum ci sono rappresentanti sia delle giovanili di partito, sia del panorama associativo campano. Insomma il Forum raccoglie tutta la meglio gioventù campana affinché si possano convogliare energie, saperi ed attività a favore di altri giovani campani. Tutto molto bello…

 

Una premessa: nella descrizione dei fatti non farò nomi di persone, associazioni e partiti innanzitutto perché non sono in grado di ricordare i nomi di tutti quelli che hanno contribuito alle schifezze che ho visto e poi perché puntare il dito contro qualcuno non avrebbe alcun valore. Vorrei solo che questo post ci aiutasse a riflettere. Inoltre non entro nel merito di quello che il Forum (guidato dal presidente uscente) è stato capace di fare o non fare, riconoscendo che la mia partecipazione al suo interno è stata davvero limitata se non nulla (solo per colpa mia? No, ma questa è un’altra storia). Quanto segue è uno sfogo personale e non ha alcuna valenza politica, ma sottolinea solo alcuni deplorevoli aspetti umani e sociali delle vicende di ieri.

 

Alle 17 l’assemblea si riunisce in seconda convocazione. Grande partecipazione: si contano solo un paio di assenti. Ascoltiamo il verbale dell’assemblea precedente e, successivamente, le parole del presidente uscente. Apriamo le votazioni. Chi sono i candidati? Due? No. Tre. Mi è sembrato che il terzo sia comparso dal nulla e mi è sembrato di vedere molti volti sorpresi (ma magari è una mia impressione). Inoltre il terzo candidato non si è fatto avanti proponendosi con la sua voce o alzando la mano (come avevano fatto i due precedenti) ma tramite un altro membro del forum (il suo protettore?). Comunque, che siano due o tre i candidati si deve votare, questo è quanto. Prima di procedere alla votazione i tre candidati dicono poche parole rispetto ai loro programmi da mettere in pratica qualora fossero eletti. Anche su questo mi voglio soffermare: il primo ha idee chiare (lo indicherò per comodità con la lettera A); il secondo presenta un programma non proprio chiaro. Dice solo di essere in continuità col presidente uscente (lo indicherò per comodità con la lettera B); il terzo (quello “menato dentro”) arrabatta un discorso senza molto senso, egli stesso non sembra convinto di ciò dice.

 

(Riflessione numero 1) mi domando: è possibile che un potenziale Presidente del Forum Regionale della Gioventù, che come abbiamo detto raccoglie il meglio del meglio della gioventù campana, non sappia nemmeno su cosa vorrà lavorare una volta eletto? Evidentemente sì. Ma voglio dimenticarmi della forma per badare alla sostanza (c’è la sostanza almeno?).

 

Si aprono le votazioni: il voto è palese e per appello nominale. Ci sono vari turni di votazione con quorum differenti.

 

La prima votazione dà vincente A, ma il quorum non viene raggiunto. Si leva subito un gran vociare di delegati che chiedono una pausa. La cosa mi suona strana perché siamo lì dentro da meno di un’ora, a che serve una pausa? Solo ora mi accorgo di essere troppo ingenuo. Ad ogni modo tenete a mente questa cosa della pausa perché dopo la ritroveremo. Votiamo la proposta di pausa che viene respinta con grande delusione degli stessi delegati. La volevano proprio questa pausa!

 

Seconda votazione. Risultato pressoché identico: vittoria del candidato A, ma il quorum non viene raggiunto.

 

A questo punto noto una cosa strana: un volto noto del Forum (ho promesso di non fare nomi) dice da lontano al candidato A: “Ormai hai vinto. Posso dirtelo?. Hai vinto”. La sua faccia è chiaramente nervosa. La cosa mi puzza.

 

Dovremmo ora passare alla terza votazione. No. Viene proposta di nuovo una pausa. Questi delegati si stancano in fretta. Chiasso in aula. Qualcuno esce senza nemmeno aspettare che si voti. Altri urlano che la pausa è già approvata. Si vota la proposta, che questa volta viene approvata. E’ pausa di 20 minuti.

 

Dall’aula in cui ci troviamo alcuni spariscono, altri formano gruppetti negli angoli più nascosti. C’è un gran da fare da cui io sono totalmente escluso. Me ne disinteresso totalmente e anche gli altri non sembrano interessati a rendermene partecipe. Rimango al mio posto aspettando che la pausa di 20 minuti finisca per procedere alla terza votazione. Passano ben più di 20 minuti, ma l’assemblea non si riunisce. Il nervosismo si taglia a fette.

 

(Riflessione numero 2): secondo me è una vera e propria scorrettezza, nonché un atto di prepotenza, una mancanza di rispetto non riprendere i lavori allo scadere dei 20 minuti. La volontà dell’assemblea non ha alcun valore? Si vota per 20 minuti di pausa, ma basta sparire per prolungare la pausa quanto si vuole. Il tutto con l’indifferenza del funzionario della Regione che non si preoccupa minimamente, di far rispettare le volontà dell’assemblea che ha votato per una determinata proposta. La proposta non era una pausa a tempo indeterminato.

 

Dopo una quarantina di minuti rientrano tutti. C’è fermento. Andiamo con la terza votazione? No. I candidati sono cambiati. Sembra si possa fare. Comunque loro lo fanno e basta. Il candidato C (quello “menato dentro”) si fa da parte e indovinate chi prende il suo posto? Nientepopodimeno che il suo protettore. Avete capito bene. Quello che l’aveva tirato in ballo, proponendolo inaspettatamente come terzo candidato (lo chiamerò per comodità C-bis). A questo punto c’è ancora qualcuno che chiede pausa, non si capisce per quale motivo. Fortunatamente uno dei delegati fa presente che è appena terminata una pausa andata ben oltre il dovuto e che è il caso di procedere alla terza votazione, al termine della quale si metterà ai voti una nuova proposta di pausa. Osservazione accolta.

 

Terza votazione. Se non erro il risultato non cambia. Vincente A, senza raggiungimento del quorum.

 

“Pausa pausa!”. Ancora. Un altro viso noto del forum (e sia chiaro che all’espressione “viso noto” do solo accezioni negative) urla con tono nervosissimo che “è approvata! All’unanimità”. Poi gira i tacchi ed esce con la sua cricca. Non ricordo se poi la pausa è stata messa ai voti effettivamente.

 

Inizia la pausa. L’andirivieni si fa più intenso. Qui capisco l’importanza della pausa. La pausa serve a chiudersi nelle stanze o raggrupparsi negli angolini per elaborare proposte da presentare agli avversari e fare in modo che nessuno esca dall’assemblea scontento. Esempio: diamo i voti al candidato x purché questi ci prometta di costituire un ufficio di presidenza composto per la maggior parte di persone nostre. Oppure: vota il nostro presidente e noi ti diamo tutto l’ufficio di presidenza con un solo uomo nostro. Proposte del genere volano da destra a sinistra e da sinistra a destra per tutto il tempo della pausa e anche di più. Ancora una volta nel silenzio del funzionario della Regione per il quale la pausa potrebbe durare anche in eterno. Fino ad ora io sono rimasto quasi sempre in disparte. Mi alzo solo quando capisco che anche al candidato al quale ho dato il mio voto per tre votazioni di fila è arrivata all’orecchio una proposta per un compromesso. Metto subito le cose in chiaro: in caso di porcate io non ci sto più. Intanto succede l’impossibile. Qualcuno dice che determinati accordi non abbiano ricevuto il placet di un noto politico campano. Poco dopo il candidato A invita tutti a sedersi perché dietro ad una porta se le stanno dando di santa ragione. Avete capito bene: si picchiano. Il meglio del meglio della gioventù campana ha scatenato una rissa. Per cosa? Per chi? (Voglio precisare che non ho visto con i miei occhi volare calci e pugni, ma considerando quanto si era fatto rovente il clima non stento a crederci. Tra l’altro la notizia delle “mazzate” ha impensierito anche il funzionario della Regione il quale è accorso velocemente. Al suo arrivo, dalla porta sono usciti immediatamente tutti i delegati e i due “volti noti” alcuni dei quali avevano facce strane, sul preoccupato/nervoso.)

 

(Riflessione numero 3): sarò pure ingenuo, ma a guardare tutto questo movimento, tra ricerche di compromessi a tutti i costi, botte, la chiamata di un politico locale (se vera), pause prolungate senza limiti, gente che sparisce, gente che telefona, gente che confabula, visi preoccupati, cambi di candidati in corso d’opera e quant’altro, qualche domanda me la sono posta e credo anche di aver dato a me stesso delle risposte.

 

Credo che gli interessi in gioco all’interno del Forum Regionale della Gioventù vadano ben al di là del confronto politico (e non) tra le associazioni e le giovanili di partito. Ieri ho avuto l’impressione che nessuno in quell’aula stesse lavorando nell’interesse dei giovani. E se è vero che qualcuno lì dentro ha ricevuto anche la chiamata di un noto politico campano, allora vuol dire che non si tratta di giovani impegnati per contribuire al cambiamento, ma solo di giovani che, all’interno delle giovanili di partito, vengono manipolati da chi sta più in alto di loro. Qualcuno che sfrutta le politiche giovanili per il proprio tornaconto o per quello del partito. Non mi pare di aver assistito ad un’assemblea genuina di giovani volenterosi, attivi, pronti a mettersi in gioco per un “bene superiore”, pronti a mettersi in gioco per i propri coetanei e per la propria comunità. Ho assistito ad un penosa guerra tra poveri per spartirsi cariche. Sono sicuro che è un bene che ci sia una dialettica tra forze politiche e pensieri contrapposti, perché penso che dal dialogo, dallo scambio di opinioni e dalla conoscenza reciproca nasca il cambiamento. Ma se in gioco c’è la possibilità di cooperare tutti insieme per contribuire nei fatti a dare ai giovani campani nuove opportunità allora bisognerebbe mettere in tasca le tessere del partito, dimenticare i propri interessi (oppure quelli di chi sta sopra di noi) e pensare solo a lavorare nel migliore dei modi. Durante l’assemblea di ieri si respirava un’aria totalmente diversa. Ho visto ragazzi come me ed anche più piccoli con il sangue agli occhi, nervosi, tesi, ma per cosa? Per una carica, una poltrona? Per come la vedo io bisognava partecipare alla competizione e basta, senza troppi intrallazzi. Bisognava essere coscienti del fatto che, indipendentemente dal candidato vincente, si doveva lavorare per raggiungere determinati obiettivi (sempre all’interno di una dialettica politica). Evidentemente le cose non sono così semplici e a qualcuno fa comodo che quella determinata carica sia ricoperta dal giovane del partito X. Ma chi se ne frega delle cariche! Lavoriamo insieme e basta.

 

Finita la pausa (decisamente in ritardo) l’assemblea riprende e si vota per la quarta volta, ma con l’ennesima sorpresa. I candidati B e C-bis rinunciano alla candidatura e al loro posto subentra un candidato tutto nuovo (che per comodità chiamerò D). Dunque in gara A e D. Anche per questo giro (come per i precedenti tre) il mio voto va ad A. Anzi sono doppiamente convinto che il mio voto debba andare ad A perché si è dimostrato in grado di rinunciare a qualsiasi tipo di compromesso. Risultato: vittoria di D, come era prevedibile. D è il nuovo Presidente del Forum Regionale della Gioventù e nell’ufficio di presidenza, tra gli altri, chi troviamo? Guarda caso B, che curiosamente si era tirato indietro all’ultimo giro di votazioni. Forse sapeva che, in caso di vittoria di D (cosa praticamente certa), avrebbe preso parte alla spartizione delle cariche.

 

(Riflessione numero 4, ultima): i giovani dovrebbero essere il motore del vero cambiamento, dovrebbero essere critici, dovrebbero essere in grado di imparare dagli errori di chi li ha preceduti. I giovani che ho visto ieri dovrebbero solo vergognarsi per il penoso show a cui hanno dato vita. Un pessimo esempio di partecipazione, di politica e di associazionismo. E mi ci metto anche io visto che sono rimasto lì senza fare niente ad osservare uno spettacolo grottesco. Se i giovani sono così non c’è niente per cui vale la pena battersi. Ma non voglio crederci e voglio ancora sperare ed impegnarmi. Perché se ci diamo per vinti noi ragazzi, in Campania, come possiamo sperare che gli adulti a Roma possano fare qualcosa di buono per questo paese!

 

Mi auguro solo che la feccia, a tutti i livelli, di qualsiasi età e di qualsiasi colore politico, venga arginata e spazzata via dall’onestà, dalla legalità e dalla voglia di mettersi in gioco per costruire qualcosa di buono per la collettività in maniera disinteressata.

 

Con questa Associazione andiamo avanti come sempre, facendo attività senza alcun interesse politico ed economico, ma solo per il bene della città di Napoli. Semplici. Giovani. Liberi. E con le mani pulite.

 

Simone Scarpati
Studenti Napoletani Contro la Camorra

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.