Turku è in Finlandia e Paavo Nurmi corre

Paavo Nurmi

Albescente non è albeggiante. Vogliamo crederlo. Non ascoltate i burocrati della parola. I professori delle cattedre universitarie ed i docenti dei licei. L’albescenza è l’inizio dell’illuminazione, è quel chiarore timido, canuto, incerto prima che inizi l’albeggiare, la luce decisa e determinata.

Turku non è türkü. Ne siamo sicuri. Il türkü è una musica popolare della Turchia cantata e suonata con il saz – uno strumento a corda come la chitarra occidentale o il mandolino napoletano –. Storie di vita, donne e amori raccontate dai Turchi discendenti degli Unni, popolo nomade siberiano di origine mongola che hanno causato le invasioni barbariche con la fine dell’Impero Romano. Non ascoltate i maestri di mandolino. Turku non è una musica ma una città finlandese di circa 170.000 abitanti fondata nel 1229 alla foce del fiume Aurajoki. Io non ci potevo credere. Finlandese. È come se in Galles ci fosse una città con il nome di Pizzacuapummarolacoppajammajà. Il nome è lungo come quelli gallesi ma l’accento sulla “à” finale rende inverosimile il tutto.

A Turku l’altro giorno è stata vissuta una storia di donne e di morte. A poche ore dall’attentato delle Ramblas di Barcellona, un marocchino ha compiuto il primo attacco di terrorismo islamico nei paesi scandinavi. Il bilancio è di 2 morti – una ragazzina di 15 anni e una donna di 67 – e 8 feriti, tra cui l’italiana Luisa Biancucci, ricercatrice di 30 anni, ferita a una spalla. La polizia finnica ha spiegato che l’attacco – costituito da una serie di fendenti con coltello – era rivolto a donne. I 2 uomini – che hanno riportato leggere ferite – sono intervenuti per fermarlo.

Una donna Liisa Liimatainen – giornalista finlandese, autrice di libri sull’Iran e sull’Arabia Saudita – ha spiegato alcune cose molto interessanti del proprio paese rispetto alla questione internazionale: su una popolazione di poco più di 5.000.000 di finlandesi l’ISIS ha arruolato una novantina di combattenti dei quali una decina sono tornati in patria e sono sotto osservazione degli organi di polizia, la popolazione di religione musulmana in Finlandia gira intorno alle 80.000 unità, la Finlandia svolge un ruolo fondamentale in Iraq addestrando militarmente i curdi, le spese dello stato sociale per l’integrazione sono state ridotte.

È il caso di ricordare l’ONU nel 2008 ha valutato il sistema scolastico finlandese il migliore del mondo, insieme a quello danese, australiano e neozelandese.

La Finlandia fa parte della penisola scandinava ma i finlandesi sono ben altra cosa rispetto agli svedesi. Pensate che il Regno di Svezia – di cui faceva parte la Finlandia fino al 1809 – è il primo Stato ad introdurre nel proprio ordinamento il diritto del cittadino alla trasparenza amministrativa proprio grazie ad un finlandese Anders Chydenius (1729-1803). Nel 1766, 200 anni prima degli USA e 250 prima degli italiani.

Possiamo dire sostanzialmente che mentre i norvegesi e gli svedesi sono vichinghi – vengono dal nord come i danesi e i tedeschi – i finlandesi vengono dall’est, sono i finnici che si mischiarono con i mongoli ed occuparono la Lapponia. Il carattere mongolo degli zigomi alti è tipico di dei finlandesi. A mo’ di esempio: il campione di formula uno Mika Häkkinen.

Mongoli come i turchi che suonano il türkü.

Gli zigomi alti erano anche nel volto del grande mezzofondista

Paavo Johannes Nurmi, nato proprio a Turku, vincitore di 9 medaglie d’oro olimpiche e 3 d’argento tra il 1920 e il 1928. Paavo è stato uno dei “finlandesi volanti” assieme ad Hannes Kolehmainen – 4 medaglie d’oro e

1 d’argento ai Giochi olimpici fra il ’12 ed ’20 – e Ville Ritola – 5 ori e 3 argenti alle Olimpiadi del ’24 e del ’28. Nei giochi degli anni venti la Finlandia contendeva il primato agli americani nelle discipline dell’atletica leggera.

Paavo era vegetariano e non parlava. Mai. Ma non era muto. Correva con il cronometro in mano. Non è che il cronometro gli desse il tempo. Lui voleva capire se gli avversari rispettavano i tempi che lui si era annotato prima della gara. La perfezione organizzativa. Una volta un atleta americano lo sorprese sui 5.000 metri perché andava più forte rispetto alle sue previsioni e gli stava davanti. Il cronometro non gli serviva. Lo buttò per terra e vinse in rimonta.

Non parlava mai. Qualcuno intese che qualche volta sorridesse – almeno questo – ma si sbagliava erano gli zigomi alti dei popoli di origine mongola. Lui correva nelle strade di Turku e quando incontrava una donna le sorrideva. Storie di donne, vita e amori.

Morì nel 1973 e nel 2013 i Jalava, gruppo musicale di rock e bluegrass finnico, dedicano al turku una canzone: “Paavo Nurmi”. Tutta di corsa.

di Vincenzo Russo Traetto