Tornare al passato per guardare al futuro

A mezz’ora di macchina da una delle aree più inquinate d’Italia ci sono realtà, come quella di Ciorlano, che piano piano stanno per scomparire. Un sogno ma, alla fine, attraverso un calcolo di costi e rischi, una soluzione possibile per cambiare vita: tornare indietro, per andare avanti. Quattrocento abitanti, una grande famiglia, un ambiente incontaminato.

Il nome Ciorlano compare per la prima volta in un documento del 1309. Il centro abitato si trova su un colle che sovrasta la pianura compresa tra Prata Sannita e Capriati a Volturno, circondata dal Lete e dal Sava, affluenti del Volturno.
All’inizio dell’VIII° secolo, un gruppo di coloni del Monastero di San Vincenzo al Volturno diede vita a un primo nucleo dell’abitato. Nel XIV° vi furono violenti scontri per il controllo dei confini tra Capriati, Ciorlano e Torcino, che furono poi definiti solo nel 1328, quando il piccolo comune ottenne la propria indipendenza. Durante la seconda guerra mondiale il piccolo abitato non subì danni gravissimi grazie alla sua posizione decentrata, ma nell’ultimo dopoguerra è stato interessato da una forte emigrazione e la popolazione si è dimezzata.

Il centro storico di Ciorlano è dominato dall’antico castello longobardo, con un torrione centrale dalla forma irregolare e quattro torri circolari agli angoli delle mura di cinta. Adiacente a detta struttura vi è la Chiesa di San Nicola, a tre navate con volta a botte e spioventi che custodisce il dipinto della Vergine che appare ai Santi Nicola e Girolamo. Altro edificio religioso di fattura settecentesca è la Chiesa dell’Annunziata a pianta rettangolare. Nella sua volta è dipinta l’Annunciazione.
Ciorlano mantiene intatte le antiche abitudini contadine. L’economia, infatti, è prevalentemente agricola e prevede la coltivazione di ortaggi, cereali e viti per la produzione di vino. Diffusa anche la lavorazione di prodotti da forno. Inoltre, in tutte le stagioni, si possono degustare saporiti salumi e carni di alta qualità.

Ciorlano è il comune della provincia di Caserta con il minor numero di abitanti, è sede di un impianto eolico che consiste in 10 aerogeneratori, ognuno avente una turbina controvento a passo regolabile con un’imbardata mobile e un rotore a tre pale avente diametro pari 80 mt.

La vocazione di questi centri è agricola ma l’unica prospettiva di sviluppo è il turismo e il patrimonio immobiliare può essere riconvertito attraverso soluzioni di albergo diffuso.

A Ciorlano, paese più piccolo della provincia, si vive così.

di Antonino Calopresti