Terra di lavoro e di basket: la bella realtà della Juvecaserta.

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Scrivere di basket è un onore ed un onere. E’ uno sport apparentemente ostico dal punto di vista tecnico, specie per chi vi si avvicina per la prima volta. Falsa apparenza. Il basket è semplicemente stupendo: agonismo, intelligenza, adrenalina. Chi vi entra a contatto a qualsiasi livello, anche da semplice spettatore occasionale, difficilmente guarisce dal virus. Caserta è la città del basket, la storia parla chiaro e la società Juvecaserta è stata – ed è – l’emblema di quanto sia paradossale e difficile far convivere la passione della gente per questo movimento e le difficoltà da affrontare per consentirsi il lusso di ammirare un campionato professionistico. Nulla è scontato dalle nostre parti: i successi del passato (un campionato, una Coppa Italia, tante finali in Italia ed in Europa) sono figli di un’altra epoca imprenditoriale e di fortunatissime scelte manageriali, che lasciano ancora oggi la loro evidenza in termini di prestigio. Gli anni ’90, croce e delizia, si sono conclusi con il fallimento della società che, ripartita da zero tra mille difficoltà, oggi disputa un dignitosissimo campionato di Lega A grazie alla passione ed all’incoscienza di un Presidente e di pochissimi imprenditori ed appassionati finanziatori, oltre che degli abbonati, che tengono in piedi questa realtà. Ma si naviga a vista ed a suon di promesse da parte di politici ed imprenditori i quali, questi ultimi, tanto prendono dalla nostra terra senza nulla – o poco – restituire in termini di contributo e sviluppo. E’ storia vecchia, purtroppo. Sull’altro binario, corre una passione sempre crescente della città e dei giovanissimi casertani per la palla a spicchi, sia grazie alla Juvecaserta Academy, scuola di basket per ragazzi e ragazze, che alla miriade di associazioni sportive casertane e della provincia che impegnano in maniera sana e costruttiva i pomeriggi ed i weekend di migliaia di casertani. Oltre che affollare, di conseguenza, gli spalti del Palamaggiò in occasione delle partite casalinghe. Un palazzetto pieno di simboli e di storia, che nel suo piccolo – ma è il più grande della Campania – conserva gelosamente l’evidenza di gioie e dolori, successi e lutti, passione e tifo. La Juvecaserta è un modello ricco di margini di miglioramento, che va preservato ed incentivato. Il raccoglimento e la passione del tifo durante le partite della prima squadra sono coinvolgenti e rapiscono vecchi e nuovi avventori, specie se si ha la fortuna di ammirare una squadra costruita con impegno e capacità, come quest’anno. Chi scrive l’ha vissuta sin da bambino, tra successi ed insuccessi, tra gioie e problematiche, tra il bianco ed il nero, colori sociali di cui è piena la città, pieni di significato. Si torna a parlare di basket e le famiglie so





no sempre più coinvolte, quasi costrette a partecipare al rito domenicale, con arrivi da tutta la provincia. Ci sono ottimi spunti, quasi di livello europeo circa le strategie per attirare tifosi, ottimo marketing ancora in via di sviluppo, grande esperienza e tantissime iniziative per promuovere lo sport nelle scuole e nelle università con tanti spunti di analisi. Sarebbe un ottimo stimolo anche per il nostro litorale, pieno di risorse umane che non aspettano altro che essere portate alla luce.

Il basket giocato, di cui ci occuperemo dal prossimo articolo in maniera più dettagliata, oggi è sorprendente in termini di risultati. La squadra viaggia al terzo posto contro ogni pronostico ed il team di coach Dell’Agnello (la storia che torna…) è la vera sorpresa del campionato. Un ottimo gruppo di stranieri di qualità e di italiani di esperienza sta ottenendo enormi risultati, facendo ben sperare sia per l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia che per i Play-off. E a proposito di storia che torna …il 18 Dicembre 2016, in occasione della partita casalinga contro la Consultinvest Pesaro, un certo Oscar Bezerra Schmidt rientrerà al Palamaggiò. A Caserta non si parla d’altro si celebrerà l’evento che di sicuro merita un grande uomo ed un grande sportivo. Al di là dei risultati…che aspettate a scoprire il nostro basket ?

Avv. Antonio Luise 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.