Tempi di vendemmia

La vendemmia nel tempo non ha solo rappresentato una pratica agronomica ma, soprattutto ai tempi dei nostri nonni, era un evento sociale di condivisione ed aggregazione.

Uomini e donne in gran numero, spesso anche bambini, si ritrovavano in vigna per svolgere il lavoro di raccolta e trasporto dei grappoli supportati al massimo da buoi o cavalli.

Le giornate della vendemmia erano attese ma anche temute dai contadini. Infatti rappresentava il momento di tirare le somme di un’intera annata di lavoro e di fatiche non sempre equamente ripagate a causa di una improvvisa grandinata, di inverni troppo rigidi o del perdurare della siccità. Tutte variabili che, ancora oggi, possono determinare la fortuna o meno di un’annata agraria.

Oggi per fare la vendemmia si impiegano trattori e vendemmiatrici, macchinari altamente specializzati che consentono ampi margini di risparmio in termini di costo della manodopera e tempi di raccolta soprattutto in presenza di grandi superfici su cui operare. Anche la pigiatura, che una volta veniva eseguita senza l’ausilio di macchine, viene svolta oggi meccanicamente.

Ai giorni nostri la qualità del vino è un obiettivo che si ricerca in cantina oltre che in vigna grazie all’opera di figure professionali specializzate esperte in chimica e biologia vegetale ma anche a conoscenza dei diversi processi produttivi e delle relative tecniche.

I tempi e i metodi variano ma passione e impegno di viticoltori e aziende che curano le proprie vigne rimane inalterato per una continua ricerca della formula perfetta tra tradizione e innovazione.

Il giusto equilibrio tra esigenze del mercato e necessità di dare dei caratteri unici ad un prodotto che è molto di più di una semplice bevanda … è storia, cultura e territorio!

di Antonino Calopresti