Teatro Rostocco “Teatro che Passione”

Ferdinando Smaldone

Il Teatro Rostocco è una realtà che nasce il 2011, diretto da Ferdinando Smaldone, un attore Acerrano. Da tre anni propongono campus teatrali per gli allievi dei laboratori, in questo raduno si svolgono performance realizzate dai ragazzi, e seminari di approfondimento sulle discipline teatrali.

Quali sono state le difficoltà iniziali?
«Le difficoltà iniziali sono state fidelizzare il pubblico, far capire cioè che l’offerta teatrale permette di far vedere anche il teatro di nicchia e d’elite. In Italia esistono tanti festival teatrali, come quello di Spoleto, e da questi escono tante compagnie teatrali con storie da raccontare, e il nostro spazio off permette a queste di poter girare. Sono sei anni che ospitiamo compagnie di tutt’Italia. Qui sono passati anche attori di fama nazionale, come Aldo Rapè con lo spettacolo “Mutu”, il quale ha vinto il festival di Avignone nel 2012, Mario Santella, Nunzia Schiano, Agostino Chiummariello e Giovanni Meola».

Cosa occorre per far bene l’attore?
«Umiltà, generosità e abbandono. Abbandonarsi al dare e al ricevere. Il teatro è una moneta di scambio incredibile, quanto gli dai tanto ti restituisce. L’attore studia sempre, osserva, sente il mondo che lo circonda e ne trae ispirazione dalle diverse influenze».

Cos’è l’emozione per te?
«Al Teatro Rostocco l’emozione è alla base del nostro pensiero, le fondamenta sulle quali costruire il percorso attoriale nei nostri laboratori, rappresenta cioè il modo migliore per comunicare».

Come fa l’attore a trovare ispirazione?
«Cercando dentro di sé, sulla base emotiva, sui ricordi, sul mondo esterno, noi siamo tutto ciò che abbiamo letto, ascoltato, osservato. Un bravo attore sa unire tutto, riesce a mettere tante cose insieme, ovviamente si attinge anche dall’esperienza personale».

Come fa a concentrarsi l’attore prima di entrare in scena?
«Anche dopo anni di esperienza, le mani devono soffriggere e le ginocchia devono vibrare prima di entrare in scena, poi appena hai iniziato passa, fin quando ci sarà quest’ansia bianca, diventa uno stimolo entrare in scena, ogni attore però ha il suo modo di concentrarsi».

Qual è la missione del Rostocco?
«Ce ne sono molteplici, per esempio offrire spazio a chi non lo ha, come l’esempio delle compagnie teatrali che hanno collaborato con noi, la seconda è offrire al nostro paese, un’opportunità. Ad Acerra abbiamo tante cose che hanno a che fare con la cultura, dal castello baronale al museo di Pulcinella, però il Rostocco è aperto dieci mesi l’anno, tra spettacoli, e laboratori, diventa anche un punto di ritrovo. Il nostro pubblico è molto giovane, infatti spesso il sabato passano un’oretta in nostra compagnia, prima di uscire».

Qual è la difficoltà di lavorare con i ragazzi? Cosa cerchi di trasmettergli nel laboratorio che svolgete?
«La cosa più rilevante che esce fuori, forse per un dato generazionale, che hanno molti contatti e poco contatto, come una solitudine latente, la poca predisposizione all’approccio con l’altro, l’obiettivo è che possano esplorarsi e esplorare l’altro».

Quali sono i progetti futuri del Rostocco?
«Nel prossimo mese abbiamo tre debutti, uno è un Sartre a porte chiuse, uno spettacolo su Pirandello e uno spettacolo su Masaniello. Il nostro obiettivo successivo sarà organizzare il sequel di un nostro spettacolo tratto da un racconto di Dostoyevski, “Bobok 2”».

L’impegno e la passione per il teatro, Ferdinando Smaldone, vuole trasmetterla ai giovani dei laboratori che organizza, e al pubblico che segue i spettacoli da lui diretti. Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita. (cit. Eduardo De Filippo).

di Maria Grazia Scrima

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.