Tares: lo sconto che sa di beffa

taresRiduzione promessa ma non ancora quantificata e impossibilità di introdurre, almeno per il momento, le tariffazioni agevolate

Il capitolo Tares del comune di Giugliano sembra aver raggiunto vette assolutamente fuori dalla portata di qualsivoglia forma di disorganizzazione amministrativa come pur se ne vedono tante in Italia e di cui abbiamo notizia ogni giorno. Stando alle ultime rivelazioni, infatti, sembra che il comune non abbia tenuto conto di sopravvenute economie di spesa che, di conseguenza, non sono state individuate e previste nel bilancio di previsione dell’ente. A questo punto è lecito chiedersi se la situazione finanziaria del nostro comune sia sotto controllo, ossia monitorata, come dovrebbe essere, da persone competenti.

Eppure mai come nelle materie fiscali è necessario prestare attenzione dal momento che un errore, una svista, una distrazione, chiamatela come volete, può danneggiare, come nei fatti è avvenuto, l’intera popolazione residente. Difatti è ormai chiaro che grazie a queste economie di spesa, decisamente inverosimili per un comune male amministrato come il nostro, sarà possibile praticare uno sconto, ancora non quantificato, sui folli importi che le famiglie si sono visti recapitare. Questa, pur essendo una buona notizia, rappresenta ben poca cosa di fronte alle giuste e veementi rimostranze della popolazione, ove si pensi che la decisione più attesa, ossia quella di praticare delle tariffazioni agevolate, grazie alle suddette economie di spesa, non sarà possibile attuarla dal momento che si dovrebbe agire direttamente sul regolamento Tares approvato dalla Commissione straordinaria con delibera del 6 novembre 2013 e ciò non è consentito dalla legge. Eppure, diciamo noi, forse si potrebbe. Pensate a quante deroghe sono state adottate in regime di emergenza rifiuti, deroghe che, in molti casi, e adesso ne stiamo vedendo i risultati, sono andate anche oltre quanto permesso e concesso dalla legge, mettendo in pericolo la salute di tutti. Insomma, il comune ha peccato di superficialità e dilettantismo, tanto più incomprensibile quanto più si consideri il grave stato di depressione economica che attanaglia la nostra regione e, più in generale, il Sud del Paese.

Di recente, sempre sulla vicenda Tares, abbiamo anche assistito a dichiarazioni di malcelata soddisfazione da parte di qualche politico che si è attribuito la paternità della misera e ancora incerta concessione dello sconto promesso, dimentico, il che non stupisce, che dietro la concessione dello sconto c’è la decisa protesta dei cittadini che per giorni si sono radunati sotto la sede del comune cercando di ottenere una tassazione equa e che, come riportato dai notiziari, ha subìto anche le cariche della polizia. Tra i manifestanti, ad eccezione di una folta rappresentanza del Movimento 5 stelle e delle associazioni più attive sul territorio, non si è visto un solo politico dei partiti tradizionali, per cui di cosa si vantino si stenta a capirlo. Dov’erano questi paladini degli oppressi nel momento in cui veniva approntato un servizio tra i più cari ed inefficienti d’Italia? Potete scommetterci che avanzeranno la scusa del commissariamento, non considerando, ma che sbadati!, che lo scioglimento è conseguenza del malaffare che li ha visti in prima fila tra i banchi del consigli e della giunta. Per cui nessuna considerazione, nessun ripensamento: che rimangano nell’oblio in cui sono stati gettati e da cui cercheranno di venir fuori con l’avvicinarsi delle elezioni prendendosi meriti inconsistenti ed inesistenti.

Parimenti deludente è stata le gestione commissariale dell’intera faccenda che si è uniformata alla ben nota inefficienza dei mestieranti della politica. Perché non sono state previste le agevolazioni concesse in altri comuni pur in ben più favorevoli contesti socio-economici? Molti enti infatti, per alleviare il pesante aggravio dei costi aggiunti dal Governo, hanno previsto delle agevolazioni per le categorie meno abbienti, le persone sole, le famiglie con reddito Isee basso (e da noi ce ne sono tantissime). I cittadini sono sotto assedio: da una parte il Governo centrale, dall’altro i comuni che scaricano le loro inefficienze sul cittadino. Ricordiamo, infatti, che il salto all’insù della tariffa Tares, (in vigore dal 1 gennaio 2013), oltre che dalla maggiorazione per lo Stato, è stato determinato da un diverso metodo di calcolo stabilito dal Governo (d.l. 201/2011), e dalla copertura totale del servizio rifiuti (prima era all’89%) con l’aggiunta dei servizi prima coperti con altre voci di bilancio. È vero gli enti sono stati penalizzati dai tagli dei trasferimenti, ma quanta virtuosità hanno accumulato negli anni di vacche grasse? A questo proposito è necessario fare dei distinguo: la buona amministrazione ha prodotto dei risultati in alcune ben specifiche zone del Paese e questo è sotto gli occhi di tutti. In altre, vedi comune di Giugliano, tale virtuosità non si è mai vista. La gestione è stata sempre affaristica, i risultati conseguenti.

E ora direte voi? Beh ora visto che le agevolazioni restano solo quelle, ben misere, previste dal regolamento che non può più essere modificato, dobbiamo sperare che lo sconto, per ora solo promesso, sia consistente. Obbedendo più ad un capriccio che ad una reale speranza di cambiamento, vista l’immodificabilità del regolamento, mi permetto di suggerire alcune agevolazioni che avrebbero potuto essere inserite e che chissà mai perché (non è vero lo sappiamo il perché) non sono state prese in considerazione: abbattimento del 50% della Tares per chi ha un reddito Isee fino a 5mila euro; del 30% fino a 10mila; forti sconti per i portatori di handicap; esenzione totale per case, locali e capannoni senza utenze; detrazione del 30% per le persone che vivono sole, per capannoni e negozi sfitti dove non si svolge alcuna attività. Queste sono le agevolazioni previste da tanti enti locali, ma non dal nostro comune. Eppure, non ci voleva poi così tanto, bastava copiare …

Francesco Romeo

E.C.O. della Fascia costiera

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.