Taglio delle fermate dei treni alla stazione di Sessa Aurunca

TAGLIO DELLE FERMATE DEI TRENI ALLA STAZIONE FERROVIARIA DI SESSA AURUNCA, SGAMBATO (PD) INTERROGA IL MINISTRO DELRIO: “DA TRENITALIA SCELTE INCOMPRENSIBILI CHE PENALIZZANO LAVORATORI, STUDENTI E PENDOLARI DELLA CAMPANIA E DELL’ALTO CASERTANO IN PARTICOLARE. INTERVENGA IL GOVERNO CON I DOVUTI CORRETTIVI”.
Approda in Parlamento la questione della cancellazione delle fermate dei treni che collegano il Lazio e la Campania presso la stazione di adesso Aurunca-Roccamonfina.
Con una interrogazione a risposta in commissione, l’On. Camilla Sgambato, quale prima firmataria, unitamente ai colleghi deputati Massimiliano Manfredi e Tino Iannuzzi, ha investito della questione direttamente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, per sapere quali provvedimenti intenda adottare per cancellare misure e correggere scelte adottate da Trenitalia che hanno finito per creare disagi ai pendolari e disservizi all’intero territorio dell’Alto Casertano.
Appare davvero incomprensibile la ratio del nuovo piano trasporti varato da Trenitalia, soprattutto nella parte in cui cancella d’un colpo le fermate dei treni che collegano la Campania al Lazio, alla stazione ferroviaria di Sessa Aurunca. 
Piuttosto che tenere in debita considerazione le esigenze di un’utenza così vasta che quotidianamente usufruisce del servizio di trasporto su ferro per raggiungere Napoli, Roma od il vicino basso Lazio, l’azienda ha pensato bene di creare disagi e disservizi a iosa ai residenti ed ai pendolari dell’Alto Casertano. 
Ritengo che il Ministro debba intervenire al più presto per porre fine ad un piano fortemente discriminatorio per i viaggiatori”, dichiara Sgambato.
“Premesso che:
Trenitalia s.p.a. con decorrenza 11 dicembre 2016, nell’ambito di un nuovo piano di trasporto ferroviario per la tratta Roma-Napoli (regione Lazio/regione Campania), ha provveduto a pubblicizzare il nuovo orario invernale dei treni 2016/2017 con gravi apparenti penalizzazioni per i territori campani e laziali;
in particolare alla stazione ferroviaria di Sessa Aurunca – Roccamonfina (Caserta) fermavano 14 treni giornalieri con arrivo diretto alla stazione di Roma Termini. Il nuovo orario di Trenitalia in vigore dall’11 dicembre 2016 ha previsto la soppressione di 12 su 13 di questi fermate;
Trenitalia ha stabilito con il nuovo piano/orario di sostituire il servizio di «trasporto ferroviario diretto» fino ad oggi assicurato in favore dei viaggiatori del vasto territorio aurunco, con un poco comprensibile servizio di «trasporto ferroviario indiretto» che prevede, cioè, un primo collegamento ferroviario fino alla Stazione di Formia (stazione di scambio) ed un secondo collegamento con necessità di un cambio treno a Formia, sia per partenza da Roma che per arrivi a Roma;
il nuovo piano/orario sembrerebbe essere gravemente peggiorativo del servizio di trasporto ferroviario attualmente offerto;
nel corso delle ultime settimane si registra una forte protesta dei cittadini del territorio aurunco contro l’entrata in vigore del nuovo piano di trasporto di Trenitalia, ritenuto discriminatorio per i diritti al lavoro, allo studio e alla famiglia, in primis dei lavoratori e degli studenti di quel territorio –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopraesposti e come Trenitalia abbia inteso assicurare con il nuovo piano di trasporto, le esigenze di mobilità dei viaggiatori del territorio aurunco, a fronte di una sostanziale soppressione di tutte le fermate dei treni diretti a Roma o provenienti da Roma presso la stazione ferroviaria di Sessa Aurunca-Roccamonfina;
quali servizi di trasporto siano stati previsti in sostituzione di quelli attuali, al fine di consentire ai pendolari (lavoratori e studenti del territorio aurunco) di raggiungere quotidianamente in treno Roma e la provincia di Latina e di fare ritorno a casa con puntualità e senza penalizzazione dei tempi di viaggio;
quali strumenti siano stati predisposti al fine di verificare l’effettiva validità del nuovo piano di trasporto;
quali correttivi siano stati già previsti qualora il nuovo piano di trasporto dovesse rilevarsi, già dalla fase sperimentale, inidoneo ad assicurare il diritto di circolazione dei cittadini del territorio aurunco. (5-10158)”, si legge nella interrogazione a firma di Sgambato, Manfredi e Tino Iannuzzi.

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