Steve McCurry, il fotoreporter statunitense “Senza Confini”

Steve McCurry Senza Confini

Finissage della mostra SENZA CONFINI

Nato a Philadelphia nel ‘50, Steve McCurry comincia giovanissimo a collaborare come fotografo con un giornale locale. Dopo poco decide di recarsi in India per comporre il suo primo vero portfolio con immagini da viaggio. In seguito alla pubblicazione del suo primo lavoro importante sull’Afghanistan nel ‘80, collabora con alcune delle riviste più prestigiose come il Time, Life, Newsweek, Geo e il National Geographic.

Inviato su tanti fronti di guerra, da Beirut alla Cambogia, dal Kuwait alla ex-Jugoslavia, McCurry si è sempre spinto in prima linea rischiando la vita pur di testimoniare gli effetti e le conseguenze dei conflitti in tutto il mondo. Membro dell’agenzia fotografica Magnum dal 1985, è stato più volte premiato con il Word Press Photo, il premio Nobel della Fotografia.

Al PAN Palazzo Arti Napoli, dal 28 ottobre al 12 febbraio 2017 si è tenuta la mostra “Senza Confini”.

Steve è senz’altro uno dei maggiori fotografi contemporanei, un punto di riferimento per una grossa fetta di pubblico, soprattutto dei giovani che sono ispirati attraverso il suo sguardo. Molte delle sue immagini famose, sono diventate delle icone riconosciute in tutto il mondo. La nuova rassegna allestita al PAN ripercorre tutte le tappe importanti vissute dal fotografo statunitense. Il percorso inizia con una sezione di foto in bianco e nero che raccontano il suo primo reportage, negli anni ‘70, in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica. Per poi continuare con il suo famosissimo ritratto alla bambina Afgana diventata un’icona della fotografia mondiale, un simbolo di speranza e di pace, in un mondo di guerre ed esodi di massa. Il suo ritratto più famoso è esposto insieme a altri due scatti, uno dei quali è stato realizzato a distanza di 17 anni, dopo averla ritrovata. Steve McCurry si è ritrovato spesso in situazioni difficili davanti all’obiettivo, ma è comunque riuscito a rappresentarli con poesia, e ha saputo documentare gli orrori della guerra, come l’attentato alle torri gemelle e la guerra del golfo.

La mostra spazia con immagini in tutto il mondo, da lui raccontato con chiarezza e intensità. Nel viaggio fotografico che viene proposto in questa rassegna troviamo una forte presenza della figura umana. All’interno della mostra è stato possibile usufruire di un servizio audio guida in cui lo stesso McCurry racconta le esperienze vissute durante la realizzazione dei suoi scatti.

Da sempre Steve ha amato fotografare per strada, attraverso la sua capacità di osservazione attenta e introspettiva, approfondendo la conoscenza di culture diverse, grazie ai suoi numerosi viaggi. Il suo sguardo è sempre attratto da qualcosa, da qualche attimo di vita. Osserva il mondo con un senso di meraviglia, come i bambini, seppur in un contesto spesso pericoloso e complesso. E lo fa a modo suo, con presenza, e non con distacco dalla scena, attraverso un mezzo fantastico: la fotografia.

di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 167 Marzo 2017

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.