Stele per la strage dei ghanesi il sindaco diserta e accusa tutti

Repubblica — 19 settembre 2010   pagina 2   sezione: NAPOLI

È UNA bufera più lunga del previsto, che invece di placarsi si rafforza.È la tempesta scatenata dal sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone sulla lapide in ricordo dei sei immigrati ammazzati dalla camorra davanti a una sartoria di Castel Volturno e che travolge, nelle parole del primo cittadino, la chiesae le associazioni di volontariato. È la strage del sangue e delle polemiche. Con il sindaco che arriva a dire: «Faremo la fine degli Indiani d’ America. La nostra comunità morirà sotto il peso dell’ immigrazione». Furibondi i Movimenti di migranti e rifugiati: «Inaccettabile». Due anni fa, il 18 settembre del 2008, l’ uccisione di sei ragazzi ghanesi per mano della camorra. Ieri il sindaco di Castel Volturno, Antonio Scalzone, a capo di una giunta di centrodestra, non ha voluto commemorarli. «Non voglio ricordare quelli che potrebbero essere bande criminali in una base logistica dello spaccio di droga», aveva detto. E poi ha attaccato la chiesa e le associazioni di volontariato che quella commemorazione, invece, l’ hanno voluta non solo per ricordare che quei sei ragazzi erano innocenti, ma per ribadire che sono il silenzio e l’ indifferenza che alimentano la camorra. Nonostante le polemiche della vigilia, ieri mattina, almeno duecento persone sono arrivate alla sartoria “Ob Ob exotic fashions, luogo dell’ eccidio voluto dal boss Giuseppe Setola. «Fu una strage di innocenti – ha ribadito Mimma D’ Amico del centro sociale ex canapificio – La camorra voleva mostrare la sua ferocia al fine di sottomettere e terrorizzare l’ intera comunità africana.I sei ragazzi ghanesi non sono morti invano e la loro memoria ci rende più forti e determinati nelle nostre lotte». Il vescovo di Capua, monsignor Bruno Schettino, è stato franco: «A me non consta che questo era un luogo di spaccio. Chi ha le prove li tiri fuori. Ognuno si assuma le responsabilità di ciò che dice». E gli avvocati difensori delle vittime e dei familiari hanno reso noto che nel processo in corso sta emergendo con chiarezza l’ innocenza dei sei ragazzi uccisi. «Basta con gli oltraggi alla memoria delle sei vittime innocenti della strage di Castel Volturno», è intervenuta la parlamentare del Pd Pina Picierno: «Diritti e legalità camminano insieme e per questo sono inaccettabili gli insulti e gli oltraggi alla memoria delle vittime innocenti». Chi rincara la dose nei confronti del sindaco è Tommaso Morlando, esponente regionale dell’ Idv, già amministratore a Castel Volturno: «Il sindaco perde sempre l’ occasione per stare zitto. Noi manifestiamo contro la strage e contro la camorra e non certamente per strumentalizzare questi fatti. Scalzone doveva stare qui insieme ai cittadini. Tutto il resto riguarda la magistratura che deve fare luce, come deve fare luce sull’ inchiesta aperta sul suo conto». Tra le polemiche la stele in ferro. Al centro c’ è una targa con i nomi dei ragazzi uccisi, simbolo di fratellanza, che ricorderà la strage di camorra. Confusi tra la gente anche il vescovo emerito di Caserta, Raffaele Nogaro, l’ attore Peppe Lanzetta, il consigliere regionale Pd, Corrado Gabriele, il coordinatore di Libera, Valerio Taglione e i rappresentanti delle comunità africane della provincia di Caserta. Ma il sindaco Scalzone non arretra di un millimetro dalle sue posizioni. Rincara la dose: «La colpa è della Chiesa e delle associazioni di volontariato, se Castel Volturno si trova in questa situazione. Sono loro che attirano su questo territorio prostitute, spacciatorie criminali di ogni risma. Su questa umanità disperata ci sono molti interessi. Ci campano un po’ tutti, perché sono bravi a sfruttare soldi pubblici. Vedi, ad esempio, l’ associazione “Jerry Masslo” che sulla disgrazia della morte di un poveraccio ucciso in una rapina ha fatto le proprie fortune. E poi c’ è il centro di prima accoglienza della Caritas che fa danni enormi, insieme ai padri comboniani». La soluzione? Secondo Antonio Scalzone, è semplice: «Se si tagliano i fondi a queste associazioni, non ci saranno più immigrati sul nostro territorio. Anzi, magari ci dovrebbe mettere mano anche un po’ la Guardia di Finanza su questi bilanci. Ormai abbiamo fatto la fine degli Indiani d’ America, noi siamo gli indiani d’ Italia. Se fosse per me farei come hanno fatto a Rosarno… «. E ce n’ è anche per Roberto Saviano: «Ha avuto il grande merito di aver fatto conoscere al mondo che a Casal di Principe esiste la camorra, ma non sono d’ accordo quando dice che sono gli immigrati gli unici a ribellarsi alla criminalità. Vivono sulle nostre spalle. Non pagano i servizi essenziali, a partire dalla tassa sui rifiuti. Il problema è che qui i clandestini non sanno starci in modo civile. E l’ ho detto anche al ministro Maroni: non ci potrà mai essere una soluzione. Le cose sono chiare. Via tutti gli immigrati. Chiudere i centri e i rubinetti delle risorse pubbliche per le associazioni che vivono sulle spalle degli immigrati». – RAFFAELE SARDO

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.