Startup Grind Napoli: tutto Il successo campano di una Community Made in Silicon Valley

Un po’ di domande dal globo per il direttore Andrea Varriale di rientro dagli States e in piena fase “preparativi” per i prossimi eventi dedicati al mondo dell’impresa e degli startuppers.

Cosa significa per te essere direttore di un progetto ambizioso come Startup Grind che ad oggi è insediato in 200 città nel mondo e vanta un milione di imprenditori già connessi a livello mondiale?

«Al termine “direttore” preferisco quello di “leader”, meno ortodosso ma sicuramente più attuale. Si presta bene sia alla nuova concezione di azienda che si va delineando sia al traino di un qualunque team di lavoro come quello di cui mi sono circondato nel network di Startup Grind Napoli.

Essere leader è tutt’altro che facile, ad alcuni risulta naturale per gli altri deve rappresentare un modo d’essere che si può semplicemente apprendere. Non c’è nulla che non possa essere imparato. Un vero leader suscita entusiasmo e sentimenti positivi nelle persone che ha intorno. Motiva i propri collaboratori e al contempo da’ e infonde loro fiducia.

Chi ha il compito di trascinare un gruppo e tenerlo vivo su di un progetto non deve contare sul dispotismo e l’autoritarismo e nemmeno può fare affidamento esclusivamente sulla bravura o sulle sue competenze, sono necessari piuttosto empatia e capacità di ascolto.

Come leader di Startup Grind Napoli sento di avere una missione nella missione, ovvero guidare verso la crescita la community di imprenditori di cui faccio parte, trasmettendo i valori che ne sono alla base, ma contestualmente fare in modo che anche gli altri membri e i napoletani tutti legati al mondo dell’imprenditoria sentano loro questo obiettivo».

 

Sei da poco tornato dalla Silicon Valley stringendo ancora tra le mani il Best Stage Award 2017, spiegaci l’importanza di questo premio.

«Il riconoscimento che ci è stato attribuito fa riferimento all’evento organizzato a dicembre nel Maschio Angioino. La scelta di questa cornice storica e artistica come location è stata la ragione principale della premiazione ma l’operazione è stata possibile solo grazie al lavoro e alla disponibilità di Marco Gaudini e Arturo Perifano del comune di Napoli che colgo l’occasione per ringraziare. Una scelta operata secondo un principio che guida costantemente il mio lavoro in ogni campo: valorizzare il territorio dal quale proveniamo e al quale apparteniamo, cercando di creare un’armonia imprenditoriale e un’alleanza produttiva con tutte le personalità chiave del settore. Mettere in risalto le bellezze non solo monumentalistiche ma anche naturalistiche e artigianali del bel paese, non può che fare bene alla nostra città e all’intera nazione. Dobbiamo fare più promozione dentro e fuori il territorio, puntare alla cultura e ai beni di cui è ricca la nostra patria, mirare al turismo e alle capacità che specialmente il popolo napoletano possiede di sviluppare idee creative, uniche e originali, ma nello stesso tempo investire nella ricerca, e soprattutto puntare alla nuova economia Galattica che, ormai già una realtà negli altri paesi, guarda alle opportunità legate al programma spaziale e al settore della difesa e non solo».

 

Quali sono le caratteristiche di un vero “grinder”?

«La Community è stata avviata in Silicon Valley diversi anni fa ed è stata fondata su tre valori decisamente importanti: “make-friends-not-contacts”, “helps-others-before-yourself”, “give-don’t-take”. Ecco, direi che il vero grinder è colui che rispetta in pieno questi valori e che li pone in essere nella vita di ogni giorno, traducendoli in azioni concrete oltre che nello giusto spirito con cui vivere questo senso di appartenenza. Un vero grinder è colui che ha voglia di migliorare se stesso e la propria vita rendendo migliore prima quella degli altri, si tratta di un vero stile di vita. In riferimento alla mia esperienza personale posso affermare che da quando ho di scelto di vivere seguendo questo presupposto, focalizzandomi sulla risoluzione dei problemi altrui, l’universo mi sta premiando».

 

Come esperto di criptocurrency quali pensi siano gli errori più comuni nell’immaginario collettivo riguardo al Bitcoin e quale il futuro di questa moneta virtuale?

«Attualmente sono ancora tante le inesattezze e le imprecisioni che riguardano non solo il Bitcoin ma l’intero sistema della moneta virtuale. Ciò che è evidente è una percezione distorta della realtà specialmente perciò che concerne l’idea che Bitcoin possa essere qualcosa di “controllabile” dai Cinesi, o un’opzione monetaria scelta dai criminali.

Di sicuro il Bitcoin non contribuisce all’economia illegale mondiale, non c’é spazio nella capitalizzazione Bitcoin per le cifre che dovrebbero girare se il dato fosse reale. Né tantomeno il Bitcoin può essere impiegato per operazioni di riciclaggio di denaro, poiché l’ordine di grandezza del suo valore dovrebbe essere di gran lunga più elevato. Ma questo, ripeto, è solo uno dei tanti pensieri erronei che circolano in rete e tra la gente. Per quanto riguarda il futuro, una cosa è certa: il Bitcoin non può non prescindere dalla tecnologia Blockchain e viceversa. La mia visione in sintesi è questa: tutto il valore che risiede nella moneta fiat verrà convertito poco a poco in moneta di scambio del sistema Blockchain, pertanto chi favorirà il processo di conversione godrà di ottime opportunità di guadagno».

 

Qualche anticipazione sugli eventi e gli speakers dei prossimi mesi?

«Beh, proprio a proposito di Bitcoin, nel mese di Luglio avremo modo di ospitare Stefano Pepe, CEO di UniquID, la start up californiana che si occupa della sicurezza e facilità d’uso dell”Internet of things”. Stefano dialogherà con noi proprio di Tecnologia Blockchain, Cryptomonete & Bitcoin, sistemi bancari e carte di credito alternative, growth hacking e della sua avventura nella Silicon Valley. Ma prima ancora, a Maggio, saranno ospiti del nostro evento mensile Sonia China e Valentina Piccioli di Tinkidoo. Si tratterà di un evento particolare sia perché il primo organizzato nell’Auditorium de Andrè di Scampia, sia perché dedicato a qualcuno di molto speciale: i bambini».

 

E in previsione per Giugno?

«L’evento di Giugno sarà una sorpresa e perché sia tale non vi svelo nulla».

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"