“Stand your ground”: mostra personale di Fosco Grisendi dal 23 luglio a Lecce

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a Lecce le opere di Fosco Grisendi 

dal 23 luglio al 4 agosto c/o Ex Conservatorio Sant’Anna (ingresso libero)

 

Qual è il limite che separa l’esercizio della forza dall’abuso di potere, l’oggettivo dal soggettivo, la realtà dalla performance? Sono queste le domande aperte che Fosco Grisendi presenta al suo pubblico attraverso un gioco di sintesi e rimandi concettuali capaci di comunicare con semplicità e forza il disagio, l’inquietudine. Artemide’s Garden Art Gallery presenta “Stand your ground”, undici operesu tela di iuta di grandi dimensioni, di cui alcune inedite, tutte realizzate tra la fine del 2014 e gli inizi del 2015, esposte presso l’Ex Conservatorio Sant’Anna (via Libertini) a Lecce da giovedì 23 luglio a martedì 4 agosto. E’ una poetica, quella di Fosco Grisendi, che si sta evolvendo per sottrazione, vicina da un punto di vista estetico a Keith Haring, Roy Lichtenstein e alla Pop Art in generale, da un punto di vista concettuale, invece, a Basquiat, Van Gogh e Banksy: i primi per la loro capacità di esprimere un loro disagio interiore, l’ultimo per la maestria nel sintetizzare messaggi molto importanti attraverso poche immagini.

La mostra si inaugura giovedì 23 luglio alle 20 con il concerto dei b a f f o d o r o, gruppo post-rock/shoegaze dall’Emilia industrialeche ad una musica fatta di atmosfere malinconiche e sognanti unisce un utilizzo di visuals che trasforma il concerto in una esperienza emotiva avvolgente.

“Stand your ground” si realizza con il sostegno di Arte Rustica Santoro e Ri.Cre.Re.Mo di Antonaci Enrico ed è visitabile tutti i giorni dalle 19 alle 21.

Per visite guidate con l’artista si può contattare la galleria Artemide’s Garden al 3277122999.

TESTI CRITICI

Stand your ground, ovvero mantieni la posizione, non arretrare d’un passo. Nasce da un fatto di cronaca americana la nuova produzione di Fosco Grisendi, tesa ad indagare il sottile confine tra verità e menzogna, tra realtà e fiction. Trayvon Martin, diciassettenne afroamericano, viene ucciso all’uscita di un negozio da un colpo di pistola. Il vigilante che gli spara è convinto che il ragazzo sia armato, ma in tasca ha solo un pacchetto di caramelle. Alla fine di un processo che suscita molte proteste e solleva questioni razziali, la guardia viene assolta sulla base della Stand your ground self-defense law, che consente ad una persona armata di uccidere un presunto aggressore in base alla mera percezione di pericolo per la sua incolumità. Una vicenda che colpisce fortemente Fosco Grisendi, portandolo ad approfondire tematiche legate all’uso eccessivo della forza e all’abuso di potere nella società italiana. […] La realtà non si presta ad una lettura univoca. La critica delle illusioni va di pari passo con una drastica sfiducia nella possibilità di raggiungere una verità oggettiva. Così è (se vi pare), scrive Pirandello, alludendo al relativismo delle forme, a quelle maschere, ancora oggi attuali, che corrispondono alle strutture, alle convenzioni, ai ruoli imposti dal vivere comune. Affascinato dal mondo del wrestling, Grisendi sceglie questo genere di lotta come metafora della società contemporanea. Un combattimento che presenta notevoli affinità con la performance teatrale, dalla quale recepisce tecniche di messinscena, costruzione dei personaggi e gioco delle maschere. Difficile intuire il confine tra realtà e finzione, difficile capire quanto il “resistere ad oltranza” dei lottatori corrisponda a determinazione sportiva o spettacolo.                             (Chiara Serri)

Sospese, sollevate ma attive le figure di Fosco Grisendi. Alcune pensanti, ma solitamente operanti. Rimandano agli antichi atleti greci o romani quelle sportive, altre isolate e dimentiche nell’ambiente. Gli sfondi neri esaltano l’effigie; lo sfondo bianco stuzzica solo il segno. Figuri insieme strani ed animali impressionano un quadro sognante. Attività circensi, da luna park o olimpioniche riempiono insieme gli spazi. Sembrano quasi mute, assenti le figure presenti: impressioni d’un attimo fuggente. Un fermo immagine importante ne esalta il momento; un ventaglio di differenze animate in un flash laddove si ostina a rimaner presente. In questa chiave di lettura è perfetto Fosco Grisendi; il ricordo, la memoria della prestazione  viene esaltata ed evocata nella raffigurazione. Guardare è fermare una dimensione intemporale che torna presente come attimo rimemorato. Una esercitazione artistica, questa, presente a se stessa. Da qui, la nostalgia paradossale tributata a quanto è stato. L’arte, infatti, ferma in un momento (nella fattispecie con una immagine) l’aria avvenuta negli ambienti raffigurati: un ring, una palestra, un ambiente sportivo, un circo o altro. Si fa sempre più evidente in Grisendi la sua sottrazione che, secondo svariate soluzioni, via via si svuota; restituendo la sua poetica in un flash, purificata da tutto l’apparato rappresentativo e descrittivo. La sua operazione con la quale toglie una quantità di immagini lasciando solo un’impronta, un segno, non è una liberazione fine a se stessa. Lo dimostra il fatto che egli intende lasciare una traccia che preceda l’emozione, la sensazione. Grisendi racchiude e isola l’evento, che si separa dall’organismo nell’insieme. Un residuo, insomma, geniale e artistico, lasciando un gesto della sua firma. Ed è ciò che resta della firma.Queste composizioni, l’artista, le crea per chiunque, affinché vestano l’attimo, mandando tutto l’impianto decorativo a scatafascio. Nello sport in un attimo ci dà questo: un calciatore in un assist può dare questo, un pugile in un attimo… un tennista in una volée può dare questo. Ma non è più sport ma un momento grandioso di sport, esaltante e indimenticabile, per cui la gente pagherebbe pur di rivedere quell’attimo. Grisendi esemplifica quello su cui pensatori hanno teorizzato e scritto anche saggi, ed altri artisti hanno praticato come fondamento del linguaggio artistico. L’artefice si produce dunque a sospendere quel che resta del prodotto artistico, come irripetibilità dell’evento… vivente una sola volta!

E’ la sensazione che ci investe davanti alle opere di Fosco Grisendi.                                   (Antonio Zoretti – giugno 2015)

BIO FOSCO GRISENDI Nato a Parma nel 1976, Fosco Grisendi vive e lavora a Montecavolo di Reggio Emilia. Si avvicina alla pittura a partire dal 2004 e prende parte a diverse esposizioni personali e collettive. Tra le più significative si segnalano, Stella in summernight (Edificio Rosa Niglio Itri, Stella Cilento, 2010), Equipe Show 2011, La scatola dei giochi(Equipe 5, Mezzolombardo, 2011), AW3 – Attaccare Arrendersi Resistere (Spazio Gerra, Reggio Emilia, 2011), Tra fumetto e street art (Il Mauriziano, Reggio Emilia, 2012), AntWork 2012 – Land! Terra! (Spazio Gerra, Reggio Emilia, 2012),Economie artificiali e tigri di carta (Chiesa di San Carlo, Reggio Emilia, 2012), Neopop.Art (Spazio San Giorgio, Bologna, 2012), Let us drown (1.1_ZENONEcontemporanea, Reggio Emilia, 2013), On/Off (Associazione On/Off, Parma, 2013),Lustrum (1.1_ZENONEcontemporanea, Reggio Emilia, 2014), Let us drown (Fondo Verri, Lecce, 2014), Fidenza 1979 (Ex convento delle Dame Orsoline, Fidenza, 2014), Tecniche miste (Galleria RezArte Contemporanea, Reggio Emilia, 2014),Stand your ground (Officina delle Arti, Reggio Emilia, 2015; Spazio Inangolo, Penne, Pescara, 2015), Incontro tra arte e boxe, edizione 2015 (Torre di Porta Gabella, Ripa Teatina, Chieti, 2015, promosso da Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA e Comune di Ripa Teatina), partecipando inoltre a numerose fiere d’arte e design: Immagina Arte in Fiera (Galleria 8,75 Artecontemporanea, Reggio Emilia, 2009), Open Design Italia (Modena, 2010), Immagina Arte in Fiera (Atelier 34, Reggio Emilia, 2010), Krakow Art Fair (Ufofabrik Contemporary Art Gallery, Cracovia, 2012), The Others (Ufofabrik Contemporary Art Gallery, Torino, 2012), Immagina Arte in Fiera (Ufofabrik Contemporary Art Gallery, Reggio Emilia, 2012), Bergamo Arte Fiera 2013 (Ufofabrik Contemporary Art Gallery, Bergamo, 2013) ed Artvilnius’13 Contemporary Art Fair (Ufofabrik Contemporary Art Gallery, Vilnius, 2013). Nel 2011 è stato selezionato da Workin’ Label di San Cataldo (LE) per la residenza artistica Suoni a sud. È stato selezionato tra i finalisti del Premio Marina di Ravenna 2012 (Galleria FaroArte, Marina di Ravenna, 2012) e RezArtePremioTricolore (Reggio Emilia, 2014) con mostre presso Km 129 (Reggio Emilia, 2014) e Galleria Rosemarie Bassi (Remagen, Germania, 2014). È stato segnalato dalla giuria del Premio Combat Prize 2013 e 2014. Ha realizzato l’immagine grafica di À vagg (2012) e Buia luce (2015), dischi del gruppo musicale baffodoro. Fa parte del gruppo Bee live, al quale è stato assegnato tramite selezione pubblica un atelier presso l’Officina delle Arti a Reggio Emilia.

b a f f o d o r o – post-rock/shoegaze dall’Emilia industriale

I baffodoro nascono a Sassuolo (Modena) nel 1998. Uniti dalla passione per la musica nelle le sue molteplici forme e sfumature, nel corso degli anni subiscono vari cambi di formazione, fino a quando, nel 2004, la band assume il suo assetto definitivo, sviluppando un’identità musicale fatta di atmosfere malinconiche e sognanti. La ricerca strumentale del gruppo si evolve verso sonorità morbide e avvolgenti che si infrangono in muri di chitarre noise-punk.

Dal 2008 alla musica vengono affiancati i visuals, una sorta di live cinema montato in diretta che si fonde con la parte strumentale, trasformando il concerto in una esperienza emotiva avvolgente. Hanno realizzato tre ep autoprodotti: Neve Ep (2007), Primavera Oscura (2008) e A vàgg’ (2012). www.youtube.com/watch?v=GxbTk5w_8nc

 

Artemide’s Garden the Rural Art Gallery

Si propone come centro servizi per l’arte contemporanea. Ha come settore di intervento l’arte contemporanea coniugata all’ottica della sostenibilità ambientale. The  Rural Art Gallery – “Artemide’s Garden” è il sogno di coniugare l’amore per ogni forma di comunicazione artistica  con la salvaguardia della natura.

Permette di favorire gli scambi tra artisti di età e paesi diversi, che avranno la possibilità di vivere l’ambiente rurale e pieno  di storia che offrono le piccole aziende agricole che seguono i valori dell’auto-produzione, della filiera corta e della produzione biologica. Offre a livello locale la possibilità di recuperare e  valorizzare le specificità del territorio arricchendole con la possibilità di socializzare, scoprire e condividere nuovi stimoli e realtà nell’ottica della sostenibilità.

Le principali attività che il centro servizi si propone di realizzare sono:

  • dibattiti, corsi, laboratori, gite e scambi culturali per la promozione dell’arte contemporanea e dell’inter-culturalità;
  • tutela degli spazi pubblici utilizzati; sensibilizzazione alla cura dell’arredo urbano;

  • apertura a collaborazioni con le realtà locali e internazionali, al fine di creare una rete solida e duratura tra la comunità, gli artisti e tra questi e le piccole attività locali;

  • coinvolgimento di piccole attività ricettive per accogliere gli artisti e i partecipanti stranieri.

 

soluzioni e innovazioni

Oggigiorno la cultura e l’arte contemporanea, soprattutto nelle zone del nostro territorio per lo più rurali nascono e crescono in condizioni ambientali avverse e vengono, quando va bene, confinate in spazi residui. Il progetto cerca di rendere più visibile una necessità vitale: un’urgenza di espressione artistica che molto spesso si colloca in modo interstiziale e imprevisto rispetto ai percorsi ufficiali. Partendo d queste premesse “The Garden of Artemide” intende restituire gli spazi rurali poco frequentati, le piccole aziende agricole dedite all’auto-produzione, agli artisti, in special modo a quelli che operano in ambiti inusuali, trasversali o che manifestano un atteggiamento lontano da certi meccanismi consolidati nel mondo dell’arte contemporanea. Con mostre, incontri musicali, teatrali e culturali in genere, rinfreschi con cibo locale, naturale e biologico, visite didattiche per scuole e laboratori organizzati all’interno dell’azienda agricola, si avvicinano non solo i turisti ma offre alla comunità la scoperta diretta dell’arte contemporanea locale e internazionale nonché a frequentare le varie realtà rurali locali, che sono la nostra principale ricchezza.

difesa della natura e crescita culturale vanno di pari passo

Vivere un contesto culturalmente stimolante aiuta non solo il bambino ma anche l’adulto grazie all’allenamento del libero pensiero, ad essere più sicuri di sé, più autonomi, ad essere più consapevoli. Frequentare e vivere in una realtà agricola che segue principi di vita sostenibili e coltura biologica, ha costi bassi per l’intera comunità e non solo, anche grazie al baratto e alla condivisone permette di vivere qualitativamente meglio ed ha un più alto rendimento a livello del benessere fisico ed economico. Con il supporto che una realtà agricola può offrire, dall’avere prodotti freschi e cibo sano tutti i giorni, agli esperti in agronomia,  in medicina naturale, in guide ambientali e culturali e altre figure c’è tutto il necessario nella quotidianità locali senza  doversi spostare nel traffico o andare alla ricerca di un parcheggio per raggiungere diversi uffici o negozi.Grazie alla continua organizzazione di nuovi incontri  culturali, corsi e laboratori sarai in grado di trovare stimoli sempre nuovi, socializzare facilmente e acquisire velocemente nuove competenze.