SPRAR: SISTEMA DI ECCELLENZA PER L’ACCOGLIENZA DEGLI IMMIGRATI E DEI RIFUGIATI POLITICI

Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) costituisce una rete di centri cosiddetti di “seconda accoglienza” destinata ai richiedenti asilo e ai titolari di protezione internazionale.

A differenza dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), centri emergenziali privati che sopperiscono alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi preposti dagli enti locali in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti, esso non è preposto a un’assistenza immediata ma può contare su una struttura di intervento integrata che ha come obiettivo quello di offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario e favorirne il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una ritrovata autonomia.

Lo SPRAR garantisce accoglienza a 360°: da quella che si potrebbe definire accoglienza assistenzialistica si passa a ridonare alla persona strumenti più “occidentali” rispetto a quelli che possiede per tutelarla e accompagnarla in un mondo diverso dal suo, per far emergere attitudini, competenze e anche deficit sui quali poter lavorare.

A Itri il progetto SPRAR è gestito dal Comune ed è attivo dal 2013, anno in cui l’amministrazione comunale ha avuto accesso ai finanziamenti del FNPSA (Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo) tramite la presentazione di un progetto dedicato.

Il progetto prevede l’accoglienza di singoli e famiglie per un massimo di 25 utenti con un’età minima di 18 anni, i quali attraverso una serie di attività verranno aiutati a integrarsi nella nostra società; i minori di 18 anni possono essere accolti solo se accompagnati mentre non vi è possibilità di accogliere persone con problemi fisici e psichici gravi, le quali vengono affidate a centri o strutture specializzate tramite il sistema centrale dello SPRAR che si trova a Roma.

La permanenza media è di 6 mesi, salvo nel caso in cui l’ospite si trovi a svolgere attività sul territorio che necessitino di ulteriore tempo per essere portate a conclusione.

La coordinatrice del progetto SPRAR a Itri è Maura Burali d’Arezzo con la quale collaborano una psicologa (Anna Saccoccio), un’operatrice legale (Francesca Paone), una responsabile per la salute (Chiara Ruggieri), un responsabile per i tirocini (Cristoforo “Rino” Soprano) e un responsabile per la contabilità (Antonio Di Leta).

Tutte le spese effettuate devono essere dettagliate e rendicontate, e i fondi non utilizzati vengono puntualmente restituiti al FNPSA.

Per ogni ospite vengono riconosciuti 35 euro al giorno, 30 dei quali gestiti direttamente dai responsabili del progetto per il pagamento delle spese da esso derivanti e in particolar modo per gli affitti, le utenze e l’arredo delle abitazioni nelle quali i richiedenti vengono ospitati, per l’acquisto di prodotti per l’igiene personale e di medicinali. I restanti 5 euro vengono consegnati direttamente agli ospiti i quali quindi ricevono la somma mensile di 150 euro che può arrivare a circa 200 euro con l’erogazione di 5 o 6 buoni pasto da 7 euro ciascuno, in base alla disponibilità del momento.

Spesso parte di questa somma mensile viene destinata all’acquisto di telefoni cellulari, in quanto i rifugiati qui non hanno nessuno, sono lontani dalle proprie famiglie e il telefono rappresenta l’unica possibilità di mantenere contatti con madri, padri, figli, fratelli, sorelle ed altri familiari sparsi in altri paesi del mondo. Inoltre consentono momenti di svago da una realtà che li ha accolti ma che non è comunque la loro.

In che modo si provvede all’integrazione degli ospiti e a far ritrovare loro una propria autonomia?

Facendo studiare loro l’italiano sin dal giorno successivo all’arrivo con l’ausilio di insegnanti e mediatori che vengono retribuiti con i soldi dei finanziamenti, e nel caso dei minori tramite l’inserimento scolastico; mediante l’assistenza sanitaria tramite tutte le cure che il S.S.N. offre; accompagnando i richiedenti presso Questure e Prefetture per consentire loro di essere in regola con i documenti; tramite l’attivazione di borse lavoro.

Nel caso specifico di Itri, oltre alla otto borse lavoro attivate dal Comune, alcune imprese e artigiani locali si sono resi disponibili ad insegnare gratuitamente un mestiere che potrebbe servire in futuro per costruirsi una nuova vita.

Lo SPRAR offre inoltre la possibilità di frequentare corsi esterni come nel caso di un giovane che ha frequentato un corso da pizzaiolo ed oggi, dopo i 6 mesi trascorsi a Itri, ha trovato lavoro in un ristorante-pizzeria del nord Italia dove vive e lavora stabilmente.

Bisogna quindi andare oltre i preconcetti e le finte verità, in una società sempre più multietnica come la nostra il confronto, l’accoglienza e l’integrazione sono sempre più indispensabili.

I rifugiati, quelli veri, non sono una minaccia ma una risorsa. Purtroppo la non conoscenza e la paura generano la chiusura delle nostre menti, causando una regressione dei valori su cui siamo abituati a vivere. I rifugiati, quelli veri, scappano da condizioni di violenza, instabilità, da guerre e da sopraffazione e di certo non vengono qui per rivivere le stesse condizioni.

Il nostro territorio oggi si trova quindi ad accogliere cittadini del mondo, che arrivano alla ricerca di nuove prospettive e di un vero e proprio futuro, e sarebbe bello se tutti volessero e potessero contribuire alla riuscita di questi obiettivi.

Il progetto SPRAR di Itri ha durata triennale e, salvo proroghe, terminerà il 31 dicembre 2016 con grande dispiacere delle persone che vi lavorano e di quei cittadini che sono contenti di vedere ragazzi provenienti da altre terre integrarsi nel nostro paese e che ormai si sono abituati a convivere con loro.

 

Federica Saccoccio

federica.saccoccio@yahoo.com

 

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