Speciale Legge Regionale sul servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati in Campania – parte 2

Ing. Angelo MorlandoSpeciale Legge Regionale sul servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati in Campania – parte 2

 a cura di Angelo Morlando e Giovanni Perillo *

La Legge Regionale n. 5 del 24 gennaio 2014, trasforma in maniera sostanziale tutto il ciclo dei rifiuti, pertanto, di seguito, si propone una sintesi dei principali articoli indicando le principali modifiche rispetto al sistema precedente.

Nell’articolo 1 ci sono le definizioni più importanti:

“a) Gestione dei rifiuti urbani: la gestione anche integrata, dei servizi di spazzamento, raccolta, trasporto, avvio, commercializzazione, gestione e realizzazione degli impianti di trattamento, recupero, riciclo e smaltimento…”

Ai Comuni, pertanto, competerà anche la gestione e la realizzazione degli impianti, con una serie di difficoltà operative previste nella fase di avvio, ma con uno scenario a medio-lungo periodo più sostenibile. Agli Enti sovraordinati spetta l’indispensabile compito della verifica e del controllo, sperando che non sia necessario affrontare nuovamente i calvari di commissariamenti e indagini giudiziarie…

“b) Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), la dimensione territoriale per lo svolgimento, da parte dei Comuni in forma obbligatoriamente associata, delle funzioni di organizzazione e gestione dei rifiuti urbani loro attribuite dalla legislazione nazionale e regionale, secondo i principi di efficienza, efficacia, economicità, trasparenza e sostenibilità ambientale…”

Si riparla di ATO… Visto l’esito nel settore del ciclo integrato delle acque, le premesse non sono incoraggianti. Le difficoltà saranno di natura politica con scelte che richiederanno sicuramente la necessità di superare interessi campanilistici. Il ciclo integrato dei rifiuti richiede, mediamente, oltre il 50% del bilancio comunale, pertanto, saranno necessarie scelte politiche anche impopolari.

Si spera che, nel prossimo futuro, sia modificato il termine “sostenibilità ambientale” con “durabilità ambientale”. La differenza è sostanziale: la durabilità è la sostenibilità nel medio-lungo periodo…

“c) Sistemi Territoriali Operativi (STO), le ripartizioni territoriali, interne agli ATO, delimitate dalla Regione per consentire l’organizzazione puntuale dei servizi in base alle diversità territoriali finalizzata all’efficienza gestionale, nel rispetto dei criteri previsti nell’articolo 15, comma 3…”

“d) Conferenza d’ambito, la struttura che riunisce i Sindaci dei Comuni ricadenti in ciascun ATO per l’esercizio in forma obbligatoriamente associata delle funzioni amministrative, anche fondamentali, degli enti locali ricompresi nell’ATO. In caso di decisioni riguardanti esclusivamente i singoli STO, la Conferenza d’ambito si riunisce in seduta ristretta alla quale partecipano unicamente i Sindaci dei Comuni ricadenti nel rispettivo territorio.”

I commi c) e d) pongono alla base della nuova legge regionale, la collaborazione e la solidarietà tra i diversi Comuni. La speranza è l’ultima a morire…

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.