“SocialCircusRodinò” per formare i cittadini del domani

Nel quartiere Barra, periferia orientale della città di Napoli, etichettato con lo stereotipo di rione disagiato e a rischio di criminalità (soprattutto minorile), c’è una realtà scolastica che si distingue: l’Istituto Comprensivo Statale “I. C. 68° Rodinò”, uno dei 5 punti luce Save the Children della Campania che, attraverso la collaborazione con diverse associazioni campane e nazionali, ha avviato un progetto di riqualifica del territorio. Da alcuni anni porta avanti una serie di iniziative di sviluppo comunitario denominato “Giustizia e Legalità” che coinvolge gli alunni e le loro famiglie. Uno dei loro ultimi progetti è il “SocialCircusRodinò”, che nasce come piano di lavoro per una didattica innovativa e sociale, un centro permanente di vita associativa aperta al quartiere a carattere volontario, che opera per fini sportivi, ricreativi, culturali ed educativi. Abbiamo avuto il piacere di parlare con uno degli ideatori del progetto, il prof. Luigi Palumbo (con funzione strumentale progetti, rapporti con enti istituzioni e dispersione scolastica) che ci ha illustrato il percorso della realizzazione. Il progetto è stato realizzato insieme alla Cooperativa Sociale “Tappeto di Iqbal”, leader in Italia nell’utilizzo di pedagogia circense in ambito educativo con minori. L’obiettivo del “SocialCircusRodinò” è di sostenere la crescita morale ed etica dei bambini e dei ragazzi, realizzando interventi capaci di stimolare la cittadinanza e le istituzioni, costruendo nelle aree degradate una comunità educante innovativa che sappia ascoltare e dare spazio ai bisogni dei più giovani attraverso un processo di inclusione. Il progetto avrà il compito di sviluppare il fare produttivo dei ragazzi, incoraggiandoli in esperienze dirette di contatto con la natura, l’ambiente sociale, lo sport e la cultura. Lo scopo principale da trasmettere ai bambini è la memoria storica del proprio quartiere, poiché è stato luogo di grandi nobili e artisti, come il pittore Solimena. Il progetto è stato presentato nel dicembre 2016 al MIUR direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione, e dopo un sopralluogo effettuato dal dirigente del ministero Antonino Di Liberto insieme all’assessore regionale dell’istruzione Lucia Fortini, per la sua validità, con il decreto dipartimentale n. 1484 del 29.12.2016, registrato dagli organi di controllo, in data 16.01.2017, n. 5537 è stata impegnata la somma di 65.000,00 € per far fronte alle spese progettuali.  L’idea è quella di installare un tendone da circo nello spiazzale anteriore alla scuola e la gestione sarà affidata ai ragazzi del “Tappeto di Iqbal”. Il tutto avrebbe inizio nel settembre 2017.
Ma il mondo circense può distogliere i bambini da una realtà così deviante?
«Tutto è nato dalla geniale idea dell’ing. Giovanni Savino creatore de “Tappeto di Iqbal” – ci racconta il prof. Palumbo – reclutando otto ragazzi a rischio del quartiere. Ad oggi quegli stessi, sono la forza trainate della cooperativa, sottraendoli da un futuro segnato. Quindi grazie a quest’esempio, possiamo dire che l’attività circense è un mezzo di riqualificazione sociale».
Quali sono i progetti futuri per il Rodinò? 
«Ci sono diverse attività che vorremo svolgere, abbiamo partecipato a un bando con la “Fondazione Con il sud”, dove viene coinvolto anche la cittadinanza, abbiamo intenzione di adottare una serie di luoghi storici di Barra, per far si che alcune strutture di proprietà comunale possano passare in gestione alla municipalità per poi darle a noi. Inoltre, avendo un laboratorio di coro, vorremo fare anche degli eventi esterni, per dare la possibilità ai ragazzi di poter esprimere, attraverso il canto, la loro sensibilità. Abbiamo, infine, un laboratorio di cortometraggio “Ciak si gira”». L’Istituto Comprensivo Statale “I. C 68° Rodinò” è una splendida realtà scolastica. Attraversando i corridoi di questa scuola, si percepisce l’impegno portato avanti costantemente da ogni singola persona. Ogni opera d’arte realizzata, ci fa percepire quanti talenti possieda il nostro territorio, che spesso viene citato solo per eventi negativi di cronaca.

«Ogni bambino – dice il prof. Palumbo – è un cassetto da aprire», se apriamo i loro cuori e le loro menti troviamo desiderio di normalità e legalità, e ogni giorno cercano di costruire la loro realtà, migliorandola attraverso l’impegno di tanti che collaborano in questo Istituto.

di Maria Grazia Scrima

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About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.