Sighanda è la vincitrice del Premio Bianca D’aponte – Città di Aversa

Sighanda
Foto di Giovanni D’Angelo

Premio Bianca D’Aponte – Città di Aversa: il prestigioso riconoscimento è andato a Sighanda

Sabato 29 ottobre, c’è stata l’ultima serate del Premio Bianca D’aponte – Città di Aversa. Il prestigioso riconoscimento è andato a Sighanda (al secolo Dominique Fidanza) di Aragona con ‘L’aciddruzzu’. Il trasformismo dell’artista e le sue indiscusse doti vocali hanno  influenzato positivamente il  pubblico e la giuria formata da esperti.

Insieme alle concorrenti, grandi ospiti si sono susseguiti sul palco del Teatro Cimarosa, sotto la direzione artistica di Fausto Mesolella.

Madrina di quest’anno è stata Irene Grandi, che ha presieduto la giuria e cantato, insieme ad alcuni suoi brani di grande popolarità, una canzone di Bianca d’Aponte, ‘Ci ritroveremo’. Fra gli ospiti una leggenda vivente della musica italiana, Fausto Cigliano, che ha interpretato anche uno dei pochi brani in napoletano scritti dalla cantautrice campana, ‘Nenia a Sora Morte’, una composizione molto forte che il Maestro ha definito “una canzone drammatica, profondamente umana. Una poesia immortale”. Il pubblico ha tributato a Cigliano, che era accompagnato alla chitarra da Gianluca Marino, una standing ovation.

Il cuore del festival come sempre è stato nel concorso, che ha assegnato anche la menzione per il miglior testo a Clarissa Vichi di Pesaro con ‘Un fiore’, per la composizione a Giovanna Dazzi di Parma con ‘Orione’, per l’interpretazione a Chiara Minaldi di Palermo con ‘Un’anima’.

Erano previsti anche due riconoscimenti esterni: quello dell’Officina della Musica e delle Parole, ideata da Alberto Salerno, che consiste nella partecipazione gratuita a un corso della scuola, è stato assegnato aNicoletta Noè (al secolo Nicoletta Grazzani) di Lodi con ‘Ad Abelardo, Eloisa’. Quello dell’etichetta “Suoni dall’Italia” di Mariella Nava, con la proposta di un contratto discografico, a Chiara Minaldi.

Le altre concorrenti in gara erano Ilaria D’Amore di Roma con ‘Infiniti miracoli’; Marta Delfino di Savona con ‘Abramovic’; Gabriella Martinelli di Taranto con ‘La pancia è un cervello col buco’; Veronica Punzo di Macerata con ‘Il tempo che ho perduto’.

A cura di Grazia Martin
martin.grazia@hotmail.it

About Grazia Martin

Studente presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli. In precedenza ha fatto parte della redazione di un'altra testata online. Personalità poliedrica, dai molteplici interessi, ha cominciato a scrivere da giovanissima ricevendo anche diversi riconoscimenti, è appassionata di musica; si occupa di musealizzazione delle strutture ex manicomiali e di turismo for all. Guarda con notevole interesse alla storia e alle attuali vicende della città d'Aversa. Per contatti: martin.grazia@hotmail.it