Segreti e bugie sul segreto societario

Segreti e bugie sul segreto societario

Minsitro Finanza Padoan
Minsitro Finanza Padoan
Un modo di ragionare che presuppone che gli individui altro non siano che portafogli che camminano, a disposizione dello Stato

Secondo il ministro dell’economia Padoan, per contrastare l’evasione fiscale internazionale bisogna superare il segreto societario, ora che quello bancario è stato superato.

Che sia questo “segreto societario”, a dir la verità, non ci è ben chiaro.
Già ora non esiste segreto nei confronti del giudice penale, e neanche in caso di accertamento tributario.

Se il ministro intende la riconducibilità effettiva di conti e operazioni finanziarie di trust, società schermo o altre entità non trasparenti, bisogna precisare che l’identificazione dell’effettivo beneficiario è già prevista da una serie di convenzioni internazionali, direttive comunitarie, leggi nazionali, così come risulta già disciplinato lo scambio di informazioni fra autorità nazionali antiriciclaggio, anche da paesi ritenuti ad alta tutela della segretezza.

Naturalmente, richieste del genere devono essere collegate a una persona o società specifica e devono essere conseguenza di una qualche segnalazione di operazione sospetta.

Quello che, dunque, ancora non si può fare sono le operazioni “a tappeto”, il rastrellamento di dati a prescindere da contestazioni specifiche.
Altro potere che non si può esercitare è utilizzare le informazioni ricevute direttamente in un procedimento penale. In quel caso, occorre infatti rispettare le regole internazionali del rito, che passano attraverso le cosiddette rogatorie.

Se per superare il segreto societario Padoan intende la possibilità di condurre operazioni a tappeto ovvero di attivare scambi automatici di informazioni riguardanti tutte le persone fisiche e giuridiche (cosa che, si badi bene, sarebbe proibita anche riguardo alla base dati nazionale contenente i dati sulle operazioni finanziarie compiute in Italia) e, al tempo stesso, superare il sistema delle rogatorie, c’è da aver paura. Questo è un modo di ragionare che presuppone che gli individui altro non siano che portafogli che camminano, a disposizione dello Stato: come in un altro tempo non erano che carne da cannone a disposizione dello Stato.

Già oggi i poteri in capo alle autorità consentono di fare luce su operazioni e conti sospetti in modo assai più che consono alla lotta all’evasione internazionale. Aumentare tali poteri non vuol dire migliorare l’azione di contrasto all’evasione, ma soltanto eliminare le minime garanzie perché non vi sia abuso di indagine.

 Fonte: IBL
Redazione Informare

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.