“San Leucio Silk” : la seta casertana torna a nuova vita

Questo è il nuovo marchio che si pone l’obiettivo di recuperare l’antica produzione serica dell’area Casertana. Il brand è stato presentato presso la Camera di Commercio di Napoli nell’ambito dell’evento Una storia antica dalla trama moderna – San Leucio Silk, promosso dalla rete San Leucio Textile e dalla Camera di Commercio di Caserta. All’evento, dopo i saluti di Andrea Prete, Presidente Union Camere Campania, è intervenuto Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta, il quale ha affermato che la crisi e la concorrenza del mercato estero avevano determinato un periodo di ombre per la produzione leuciana, la svolta si è avuta praticando una sinergia con Unioncamere, recuperando un pezzo di storia e istituendo un marchio pubblico a cui possono partecipare tutti coloro che rispettano il disciplinare e intendono fare rete, cogliendo nuove opportunità d’impresa. Il presidente della Rete San Leucio Textile, Gustavo Ascione, si è soffermato sul tema della cooperazione tra le imprese per lo sviluppo dei mercati, affermando che il marchio ha due anime: da un lato la qualità del prodotto, garantita dall’utilizzo di fibre naturali, tinture ecocompatibili, un alto livello di rifiniture; dall’altro l’etica di produzione. Chi aderisce al marchio si impegna a rispettare il codice etico ereditato dalla tradizione borbonica che ha avuto le sue basi sul rispetto e la valorizzazione dell’ambiente, del territorio e della risorsa umana. L’eccellenza della lavorazione ad un prezzo accessibile mira così ad un allargamento della platea di fruitori.

A trattare il profilo strategico e il valore del marchio il consulente marketing Vincenzo Cimmino che ha sottolineato come trecento anni fa con il codice di San Leucio nacque un modo inedito e “illuminato” di approcciarsi alle produzioni. Da quel codice etico nasceva un prodotto etico, a cui il marchio “San Leucio Silk” si ispira. Oggi per tradurre questo valore in business è fondamentale saperlo raccontare, puntare su una comunicazione emotiva. L’ideazione di un marchio identificativo della denominazione del prodotto intende contraddistinguere i manufatti dei membri della rete da quelli di altre imprese, in base a origine, natura, qualità dei tessuti. La Camera di Commercio, proprietaria del marchio, affiancherà in questo progetto tutte le imprese che vorranno commercializzare, anche a livello internazionale, i prodotti realizzati.

Ereditando la tradizione borbonica settecentesca, il lavoro sinergico tra i produttori serici e l’istituzione camerale, con la costituzione del marchio collettivo comunitario “San Leucio Silk”, punta così a promuovere e tutelare su tutto il territorio dell’Unione Europea l’eccellenza di una produzione tessile che è la perfetta fusione tra modernità, tradizione ed innovazione e che trova sbocchi in disparati campi, dall’arredamento all’haute couture. Ne testimonia il prestigio, solo per fare alcuni esempi, la presenza delle sete di San Leucio in Vaticano, al Quirinale e nello Studio Ovale della Casa Bianca, al Parlamento di Malta e a Buckingham Palace.

di Antonino Calopresti

calopresti.antonino@libero.it