Salvatore Castelluccio: «Restiamo uniti e denunciamo: conviene»

Salvatore Castelluccio -Photo credit Gabriele Arenare

Solidarietà e consumo critico. Sono questi i principi, in terre di mafia, per non essere indiretti finanziatori della criminalità organizzata e diventare consumatori consapevoli, promuovendo direttamente la legalità e sostenendo il lavoro di chi non si piega all’estorsione e alle vili minacce della camorra. Chi denuncia e non paga il pizzo rappresenta un passo in avanti verso il progresso e la libertà di una società locale, spesso atrofizzata nella paura e nelle corde di un’omertà stridente che lede la dignità dell’uomo e i suoi diritti.

Le  organizzazioni criminali, che operano anche nel cuore di Napoli, trovano terreno fertile nel frammentato rapporto spesso esistente tra i commercianti di uno stesso quartiere, dove dominano intenti discordanti ed una mentalità reticente. «Non è possibile che in una zona dove chiedono il pizzo io sia l’unica persona che non paga. Oggi i commercianti mi hanno negato anche il saluto. Che paura c’è ormai? Io la faccia ce l’ho messa». A parlarci è Salvatore Castelluccio, proprietario di “Pianeta Donna”, parrucchiere sito in Largo Ecce Homo, a pochi passi dalla basilica di Santa Chiara, che ha avuto la forza di ribellarsi alla camorra che lo ha vessato per anni.

Salvatore Castelluccio - Photo credit Gabriele Arenare
Salvatore Castelluccio –
Photo credit Gabriele Arenare

Oggi sotto scorta, con la sua denuncia Salvatore è riuscito a far arrestare tre estorsori ma la sua clientela è calata del 50%: «La mia vita è molto cambiata da quando convivo con la Polizia ma oggi la mia immagine è il riflesso della mia dignità e delle mia libertà. Abbiamo avuto una perdita importante di clienti – spiega Castelluccio – e non è facile portare avanti un’attività come la mia. Ne abbiamo trovati altri di un target diverso e di un più alto livello. Bisogna sacrificarsi un poco e aspettare che il negozio riparta ma io sono fiducioso per il mio futuro, umano e professionale. Io metto a rischio la mia vita – continua – perché sono solo, ma se ci fossero commercianti che mi affiancassero e avessero la forza di denunciare, si creerebbe un muro contro la camorra. E questa è una cosa che non capiscono».

Tuttavia, Salvatore ha riscontrato un forte sostegno tramite le associazioni e le persone che in continuazione lo supportano. C’è il rischio però che “Pianeta Donna” diventi una “passerella”: «Il supporto non deve essere sporadico o addirittura rappresentato da una singola manifestazione. Qui è venuto anche il prefetto di Napoli (Gerarda Pantalone ndr) a farsi i capelli ma solo una volta e basta. Mi aspettavo magari che ritornasse perché presenze forti come le istituzioni possono lanciare messaggi importanti alle persone». Perché denunciare conviene? «Conviene denunciare perché ti senti in primis onesto con te stesso: cedere è deplorevole. Conviene anche se ti cambia la vita ma sicuramente lo farei di nuovo».

Il silenzio uccide e non si può costruire un futuro diverso con una società omertosa: da dove deve partire il cambiamento? «Dai giovani sicuramente, ma chi deve cambiare siamo noi adulti. Dobbiamo reagire ed educare bene i nostri ragazzi e parlare di questo male che è la camorra… e sicuramente la prossima generazione non sarà come la nostra». A conferma di quanto appena detto, Salvatore ci racconta di un episodio avvenuto con una ragazza appena assunta: «Dopo il primo giorno di lavoro, una ragazza di 19 anni è venuta a conoscenza della mia situazione e il giorno dopo mi ha telefonato per dirmi che non sarebbe più venuta.Credo che sicuramente ci sia stata l’influenza dei genitori in questa scelta».  Nonostante tutto, il messaggio che Salvatore Castelluccio intende trasmettere è il seguente: «Denunciare sicuramente ed essere sempre più uniti: è l’unica cosa che può cambiare davvero Napoli. Secondo me è la città più bella del mondo ma dobbiamo cominciare a cambiare noi».

La redazione di Informare si associa al suo appello, e sosterremo concretamente “Pianeta Donna” dedicandogli uno spazio per i prossimi mesi sul nostro magazine, e attraverso un consumo critico e un’attiva solidarietà. Insieme si vince.

di Fabio Corsaro
Foto di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 155 Marzo 2016

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About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!