“Room Service”: la Street Art invade la Reggia di Caserta

"Room Service" alla Reggia di Caserta

Voleva compiere un’operazione “sovversiva”: portare la Street Art all’interno delle retrostanze settecentesche della Reggia di Caserta. E non solo ci è riuscita, ma quegli spazi hanno accolto perfettamente le sei opere che, dal 6 settembre scorso al prossimo 15 ottobre, li occuperanno. Lei è Pia Lauro, curatrice della mostra collettiva Room Service. La mostra, promossa dall’Associazione Culturale I.CON.A. e dalla Reggia di Caserta, ha il patrocinio della Provincia e del Comune di Caserta ed è realizzata in collaborazione con Linvea ed Avis di CasertaExibart è il media partner e lHotel Europa Caserta lo sponsor tecnico.

 

Teresa Lanna e la curatrice Pia Lauro di "Room Service" alla Reggia di Caserta
Teresa Lanna e la curatrice Pia Lauro di “Room Service” alla Reggia di Caserta

 

«Questa mostra voleva lanciare un confronto tra il Reale e la Realtà – afferma la curatrice – Le retrostanze del settecento erano luoghi di passaggio, ma anche di riposo, della servitù; posti in cui ritagliarsi spazi d’intimità quotidiana, al riparo da obblighi e convenzioni sociali e il titolo, Room service, nasce dall’idea di ‘servirsi’ degli artisti e delle loro opere per svelare diversi aspetti dei fenomeni contemporanei attraverso la metafora del servizio in camera, come momento di conoscenza della sfera privata di ognuno di noi».

Rero (Ataraxia), Sbagliato (Pronto chi parla?) HaloHalo (Sistema operativo)Lucamaleonte (Esse quam videre), 2501 (Terrae Motus/Caserta). Questi i nomi di artisti e opere, cui si aggiunge Salvatore Prezioso, che dà vita ad una performance musicale, Sgabuzzino sonoro.

«Sin da subito mi sono resa conto che non avrebbe avuto per me alcun senso lavorare semplicemente sul contrasto fra il contemporaneo e l’antico; desideravo, infatti, mettere in atto un confronto più articolato, costruendo così un progetto con diversi piani di interpretazione ed approfondimento -racconta Ho invitato gli artisti a lavorare sul tema del rapporto fra il Reale e la Realtà, chiedendo loro di indagare lo spazio che intercorre fra questi due aspetti della vita dell’uomo, che spesso si sovrappongono, ma che, al tempo stesso, mantengono una seppur sottile profonda differenza. In primo luogo, c’è il confronto fra il palazzo storico, opera di Vanvitelli ed esempio magistrale dell’architettura del tempo, e il linguaggio artistico contemporaneo per eccellenza, quale quello della Street Art. Poi la volontà di coinvolgere artisti che, pur appartenendo tutti al contesto dell’Urban Art, utilizzano linguaggi estremamente differenti per proporre un approfondimento sullo sviluppo e la contestualizzazione di quello che è stato sempre concepito come un movimento, ma che, a mio avviso, da tempo è ormai parte del panorama contemporaneo al pari di altre espressioni artistiche. In più la sfida di confrontarsi con un pubblico eterogeneo, solitamente non abituato alla fruizione del contemporaneo», prosegue.

La prima stanza inaugura il percorso espositivo. Lettere monumentali compongono una scritta: Ataraxia. È anche il nome dell’opera, dell’artista francese Rero, che è solito usare il carattere Verdana, che è quello più utilizzato nel web per la sua compatibilità universale, e cassare i suoi messaggi con una spessa linea nera, come a voler negare un concetto subito dopo averlo affermato. Il termine ha un significato profondo: viene dal greco antico e corrisponde al concetto di ‘assenza di agitazione’, ‘tranquillità’.

Quindi si sposa perfettamente con la funzione del luogo in cui si colloca; fino a che le strisce di carta che invadono la stanza, alla base della scritta, pongono un interrogativo che par mettere in discussione quel senso di pace tanto evocato. Su ognuna di esse, la stessa frase, stampata fronte retro. È del filosofo francese Blaise Pascal, ma è tradotta in inglese: ”We seek rest by struggling against certain obstacles, and once they are overcome, rest proves intolerable because of the boredom it produces” (“Cerchiamo riposo nella lotta contro alcuni ostacoli. E quando li superiamo, il resto si dimostra insopportabile a caus adella noia che produce”). La citazione apre molteplici possibilità di risposta: infinite, così come le interpretazioni del Reale e della Realtà.

di Teresa Lanna
amoreperlarte82@gmail.com

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.