ROMA . DOMANI I FUNERALI DI CARLO AZEGLIO CIAMPI IL PRESIDENTE DELLA TRANSIZIONE: MATTEO RENZI PROCLAMA LUTTO NAZIONALE.

di ANTONIO DE FALCO

ROMA.

Si svolgeranno domani 19 settembre alle ore 10.30  i funerali  di  Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica Italiana dal 1999 al 2006 venuto a mancare , all’eta’ di 95 anni, lo scorso 16 settembre.

Per l’occasione Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, ha disposto di onorare la figura del Presidente Emerito con una giornata di lutto nazionale in concomitanza con i funerali e con la esposizione delle bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici.

 

I funerali di Carlo Azeglio Ciampi saranno celebrati in forma privata nella Parrocchia di San Saturnino Martire , nel Quartiere Trieste di Roma, frequentata dall’ex Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere sepolto nella nativa Livorno , al Cimitero della Misericordia, dove si trova la Cappella di famiglia.

La camera ardente, aperta sabato 17 settembre alle ore 16.00 a Palazzo Madama, in Sala Nassirya, sta accogliendo l’ultimo saluto dei numerosi cittadini e  dei rappresentanti delle istituzioni al Presidente che  fortemente volle l’Unione Europea.

Carlo Azeglio Ciampi e’ stato il decimo Presidente della Repubblica Italiana. Era ricoverato da alcuni giorni nella Clinica Pio Xi di Roma  e un peggioramento delle  condizioni di salute ne ha provocato la morte.  Lo conferma il professore Andrea Platania, primario Medicina interna, che lo aveva in cura. «Sono con la famiglia – ha affermato Platania – che in questo momento chiede riservatezza».

Nella storia del nostro Paese sono stati due i presidenti ex governatori della Banca d’Italia, Luigi Einaudi e Carlo Azeglio Ciampi. Il primo ebbe il compito, dopo la dittatura fascista e la guerra perduta, di restituire la fiducia nello Stato e nella sua moneta e di ristabilire quelle condizioni di credibilità finanziaria internazionale che consentirono la ripresa dell’economia. Il secondo, dopo il crollo di quella classe politica che ci governò per cinquant’anni, ebbe il merito, all’inizio di questo secolo, di restituire all’onore degli italiani parole come «patria», «nazione», «bandiera», «inno», cioè la possibilità di essere cittadini fieri della nostra Repubblica.

E’ stato l’unico Presidente della Repubblica Italiana ad essere eletto al primo scrutinio. In  un momento di fortissima contrapposizione tra gli schieramenti politici, solo il suo nome riuscì a coagulare in Parlamento un consenso talmente vasto da farlo eleggere al Quirinale, con una maggioranza amplissima, al primo scrutinio.

Carlo Azeglio Ciampi , prima di ricoprire la carica di Presidente della Repubblica, era stato per 14 anni Governatore della Banca d’Italia e, nel 1993, Presidente del Consiglio a capo di un governo chiamato a svolgere fino al 1994 un ruolo di transizione.Fu poi nominato ministro del Tesoro  riducendo  il nostro debito pubblico fino al punto da renderlo accettabile per l’ingresso dell’Italia nella moneta unica europea.

All’inizio del mandato presidenziale, Ciampi chiese ed ottenne dal presidente del Consiglio Giuliano Amato di poter «rappresentare in quanto presidente della Repubblica l’unità nazionale anche nelle relazioni internazionali», fondando così al Quirinale la «terza gamba» della politica estera e imponendo all’inizio della guerra americana in Iraq che la partecipazione italiana fosse pacifica. Burrascosi, negli anni della presidenza, i rapporti con Berlusconi: di fronte alle scenate del premier, che tentava di ostacolare la nomina di diritto presidenziale di tre giudici costituzionali, minacciò di ricorrere alla Corte costituzionale, e arrivò quasi a cacciarlo dallo studio quando, discutendo della legge Gasparri, si sentì rispondere «ti rendi conto che stai danneggiando Mediaset, una cosa mia?».

 

La sua passione per l’Europa era difficile da dominare, come lo è stata in altri suoi coetanei che alla notizia dell’entrata in guerra contro Francia e Gran Bretagna, il 10 giugno 1940, avevano pianto, avevano imprecato, avevano per ripicca ascoltato di nascosto Radio Londra.

La lacrima che gli era spuntata sotto l’occhio quando prese fra le dita la moneta fu notata dai giornalisti a lui più vicini, in una sala buia e angusta della Zecca. Lui non fu per nulla contento di vederlo scritto: si era commosso alla coniazione del primo euro, la mattina di San Silvestro del 1998. Eppure questa capacità di emozione contribuiva a dargli ascendente.

Il momento  piu’ pesante della sua carriera politica  fu il settembre del 1992, quando la sua ostinazione europeista avrebbe potuto essere messa sotto accusa.  Furono tanti  coloro che, in quella occasione ,  diedero  a lui , all’epoca Ministro del Tesoro, la colpa del disastro. La crisi di insolvenza sfiorata dall’Italia in quell’inizio di autunno, dopo l’uscita della lira dal Sistema monetario europeo, poteva essere attribuita all’ostinazione di Ciampi, governatore della Banca d’Italia, nel tenere fermo il cambio lira-marco fino all’ultimo.

Carlo Azeglio Ciampi  seppe reagire adattandosi: assecondò la discesa della lira per recuperare competitività senza perdere il contatto con il processo istituzionale europeo messo in modo dal trattato di Maastricht dell’anno precedente. Seppe conservare autorità, anzi acquistarne di nuova, tanto da apparire soltanto sei mesi dopo come la scelta ovvia per guidare un governo incaricato di salvare il Paese dal tracollo del vecchio sistema politico.

Al Presidente livornese, infine, si deve l’ operazione di recupero della “patria” , concetto mai veramente chiarito  in seguito alle controverse vicende della unita’ d’Italia e in seguito alla dittatura fascista . Una operazione di recupero morale, culturale e politico che , oggi , sembra essere stata dimenticata.

Domani  l’estremo saluto a Carlo Azeglio Ciampi .  A  tutti noi il compito piu’ difficile : portare avanti la sua lezione civile per porre fine ad una perenne transizione politica.