EDITORIALE – Roberto Saviano è uno scrittore e racconta le SUE verità

Editoriale su Roberto Saviano

Iniziamo questo nuovo anno dedicando la prima pagina ad un personaggio straordinario e allo stesso tempo molto controverso per dichiarazioni forti e che creano non pochi contrasti: Roberto Saviano.
Da anni seguiamo Saviano e nei suoi confronti abbiamo conservato sempre grande rispetto e gratitudine per ciò che ha rappresentato il suo libro “Gomorra”, con il quale ha acceso una luce sul clan dei casalesi e sul sistema camorristico in generale, dando una svolta significativa all’impegno dello Stato verso un clan, forse sottovalutato. Non è possibile dimenticare ciò che i media nazionali hanno riconosciuto a Saviano: le trasmissioni televisive e i suoi monologhi hanno avuto un riscontro straordinario, dando ad uno scrittore, seppur bravo e giovanissimo, un ruolo di oracolo della legalità.

Saviano è una persona molto intelligente, dotato di un’eloquenza straordinaria; in questo ruolo si è impersonato al massimo, forse in buona fede e magari anche senza volerlo, ma questa corona d’alloro sulla testa gliel’hanno messa in tanti e spesso sono gli stessi che adesso gliela tolgono. La solita Italia.
Quando ultimamente Saviano ha affermato che la camorra non è stata ancora sconfitta, che ci sono troppi disoccupati, che Napoli non è rinata, scatenando le giuste reazioni del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e del PM Catello Maresca, ha sbagliato. Sia chiaro, la battaglia ancora non è stata vinta, i morti per strada ci sono ancora, la disoccupazione anche, ma non vedere un cambiamento in atto che è oggettivo e visibile non è coerente. La polemica con il sindaco di Napoli sembra pretestuosa e fuori luogo; il sindaco non è responsabile dell’ordine pubblico, quindi quelle accuse vanno indirizzate allo Stato centrale ed in questo caso avrebbe trovato solo condivisione.

Gli scrivo da Castel Volturno, dove da quindici anni portiamo avanti la nostra azione di testimonianza di legalità attraverso la nostra associazione e non ringrazierò mai abbastanza per ciò che Saviano ha fatto con il suo libro. Ma anche nel nostro caso è poco informato… nonostante il nostro territorio sia utilizzato come set cinematografico ideale per le fiction, tra le quali la sua “Gomorra”, quasi sempre a costo zero per produzioni che incassano milioni di euro, lasciando unicamente l’elemosina al territorio che infanga. Da noi il clan dei casalesi è stato sconfitto (non certo la camorra): sono nate tante associazioni di impegno civico ed il pizzo non si paga. La gente denuncia i reati e l’omertà inizia a scomparire. Tuttavia, lo Stato ancora non ha vinto, e come ha affermato il magistrato Ardituro: «lo Stato centrale, che per troppi anni è stato assente, adesso deve risarcire questi territori con investimenti diretti e creando lavoro», (diversamente sarà stato inutile, ndr).
Saviano resta uno scrittore, che racconta le sue storie, attraverso atti giudiziari e tanta fantasia e per questo è diventato un personaggio internazionale e deve continuare un filone che lo ha reso famoso e credo anche molto ricco. Sbaglia chi gli riconosce un ruolo di garante della legalità. Molti hanno scritto: “l’ha detto Saviano”, senza capire che era semplicemente solo la sua verità.

Saviano potrebbe fare tanto ancora per i nostri territori, principalmente ritornando tra la SUA gente, vivere la realtà e confrontarsi con chi amministra i territori ed ha responsabilità. Innalzandosi sul piedistallo fa solo del male e offusca quel buono che con tanta fatica sta emergendo, principalmente grazie ad una società civile non più supina. Ritengo giusto che nulla va nascosto, occorre parlare ogni giorno del cancro camorristico e denunciare corruzione e mala politica che ancora è fortemente radicata, ma è indispensabile far emergere anche le positività, altrimenti si uccide anche la speranza.
Con grande stima ed immutato affetto, chiediamo a Roberto di mettersi nuovamente a disposizione dei nostri territori, di viverli, conoscerli, sostenerli, creare gruppi d’impegno sociale e culturale che ancora mancano e scrivere un libro che parli di RINASCITA.

di Tommaso Morlando

Tratto da Informare n° 165 Gennaio 2017

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.