Roberto Saviano a Radio Deejay: «Se potessi essere libero, tornerei a vivere a Napoli»

​Questa mattina a Radio Deejay, durante il programma “Il volo del mattino” diretto da Fabio Volo, è intervenuto Roberto Saviano, espressosi su Napoli, sulle critiche che quotidianamente riceve e sull’immagine, che ha fatto il giro del mondo, dei pazienti degenti lasciati a terra nell’Ospedale di Nola.

NAPOLI – «Napoli è una città sempre viva, che non ti dà mai la sensazione di stare in un museo. È anche la città dove mi scortano di più – ha affermato Saviano – e la cosa che mi ferisce è quando mi criticano perchè non vivo a Napoli.  La scorta è una cosa infernale, non te la dai da solo. Come faccio a vivere così blindato? Se posso tornare ad essere libero certo che ci starei e tornerei a vivere».

NOLA – «L’immagine più toccante di questo nuovo anno è quella relativa ai pazienti degenti a terra nell’ospedale di Nola, un’immagine che vediamo in Siria, in Iraq o in Afghanistan e vederla a Napoli fa un certo effetto. Ha creato un corto circuito nell’immagine. Poi il discorso torna sempre lì: una foto del genere ha diffamato quel territorio? Ha distrutto l’impegno d quel medico? No, ma ha aperto la possibilità di parlarne per cambiarlo. La stessa cosa succede con i miei scritti: non è un racconto concorrenziale. Se racconto di paranze non dimentico di Caravaggio a Napoli».

GIUDIZI E RICCHEZZA – «La cosa più difficile è sopportare una specie di giudizio per il quale sono vivo. Stare in vita sembra essere un po’ tradire quello che scrivi. È una logica assurda. Ha ragione solo chi muore: è una dinamica difficile da vivere anche se ho imparato ad aiutarmi con chi già c’era passato. La visibilità incide ed essere ascoltato da milioni di persone genera per qualcuno un fastidio insopportabile. Si sente in colpa chi non ha mai preso una posizione, non si è mai informato per sviare l’argomento. Il fastidio della visibilità viene percepito come una specie di furbizia. Inoltre, l’unica ricchezza che la gente perdona è quella dei calciatori e mai degli scrittori. La verità è che lo scrittore mette in crisi le posizioni di un lettore, il calciatore per suo talento è un’icona irraggiungibile».

di Fabio Corsaro

corsarofabio@gmail.com

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!