Roberto De Rosa: professione bassista

Roberto De Rosa

Si dice che crescendo si accantonino alcune passioni per far posto al lavoro e alle responsabilità, ma ci sono anche quelli che si accorgono che il lavoro che meglio gli riesce è proprio quello che nasce da una forte passione. Questo è il caso di Roberto De Rosa, che ha lasciato gli studi ingegneristici per dedicarsi al basso elettrico e alla musica, riuscendo, con perseveranza e talento, a fare della sua passione il suo lavoro.

Come hai intrapreso la carriera musicale?
«È stato quasi casuale. Ho cominciato facendo le prime serate nei locali, fino a che mi sono accorto che potevo alternare gli studi ad un lavoro appassionante».

Vanti un’infinità di collaborazioni soprattutto perché spazi da un genere all’altro. Come riesci ad essere sempre pronto per tante diverse interpretazioni musicali?
«Questa è sempre stata una mia costante. Quando cominciai a suonare il basso, amavo mettere su un cd e provare a suonarlo, di qualsiasi genere, di ogni autore, suonavo per ore senza fermarmi. Quando cominciarono a chiamarmi per suonare in qualche band, mi accorgevo che sapevo già suonare tutte le canzoni: lo avevo già fatto! Quindi è stato questo “studio” a casa che mi ha permesso di far parte di tante band diverse, senza sentire il peso di diverse sonorità».

 

Roberto De Rosa con il Magazine Informare
Roberto De Rosa con il Magazine Informare

 

In che modo vivi le diverse esperienze palco-web?
«Le vivo entrambe in modo diverso ma con la stessa intenzione. Nel live mi lascio prendere dall’istinto, dalla genuinità dell’improvvisazione. Nel web, sui social, faccio più un lavoro di composizione: rifletto e preparo quello che offro al mio pubblico, cercando ogni settimana di pubblicare un video in cui ho sperimentato suonando canzoni che magari già conosceva, dandogli però la mia interpretazione».

Hai avuto la possibilità di suonare per la RAI, in memoria di Falcone, Borsellino, e Gianfranco Siani, oltre alle comparizioni televisive nella band di Valentina Stella. Come hai vissuto queste esperienze?
«L’emozione è stata forte, c’erano le telecamere, tantissime persone che erano lì a guardarci, e nei primi live della mia carriera mi preoccupavo pensando a come mi sarei comportato di fronte a una grande pubblico, se sarei rimasto fermo immobile, senza sapere più cosa fare. Invece la mia è stata una crescita graduale, suonando da piccoli palchi a concerti sempre più importanti, quindi quando mi sono trovato a suonare per delle esperienze così importanti, sono riuscito a trasformare la tensione in carica, quindi è stato stupendo la sciarsi prendere e suonare con tanta intensità».

Cosa ci riserva Roberto De Rosa per il futuro?
«Continuerò a suonare con Valentina Stella, con cui abbiamo molte cose in programma, tra cui due date il 4 e 5 novembre al teatro Cilea a Napoli. Poi continua il mio lavoro sui social, cercando ogni settimana di caricare almeno un video in cui faccio “citazioni bassistiche”, anche se entro fine anno avrò un mio sito. Lavorerò molto anche con i gruppi con cui collaboro, con tante date live che ci saranno attraverso tutta l’Italia».

Roberto De Rosa è un caparbio sognatore, un grande talento che non si ferma ad aspettare la vita, ma le corre incontro.

di Mirko Zito

Tratto da Informare n° 160 Agosto 2016

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