Guardia Sanframondi, l’esperienza dei riti settennali di penitenza

Guardia Sanframondi, riti settennali di penitenza - Photo credit Giovanni Bosco

Quattro secoli di “misteri”

Non è facile raccontare l’esperienza dei riti settennali di penitenza. È una delle manifestazioni più discusse del mondo occidentale. Siamo a Guardia Sanframondi, un bellissimo borgo medievale in provincia di Benevento. Qui ogni sette anni 4.000 persone danno vita ai “misteri”.

Foto in ESCLUSIVA di Giovanni Bosco

 

Guardia Sanframondi, riti settennali di penitenza - Photo credit Giovanni Bosco
Guardia Sanframondi, riti settennali di penitenza – Photo credit Giovanni Bosco

 

Tutto il paese si raccoglie in una settimana intensa di processioni. Non ci sono luminarie, bancarelle, concerti, c’è solo un qualcosa che puoi forse capire accostandoti in punta di piedi accanto a questa gente senza la smania di voler dare subito risposte alle tante domande che ti vengono. Vedi bambini di 8 anni che si flagellano e resti senza parole. Poi vedi i figuranti che camminano per 8 ore assumendo sempre la stessa posizione, vedi la gente ammassata sui balconi con macchine da presa, antropologi, psicologi, studiosi da tutto il mondo con taccuini alla mano che prendono avidamente appunti. È una tradizione controversa. Ricordo le prime parole del vescovo all’inizio della processione generale, quella che vede 100mila persone arrivare in questo paesino. “Non cerchiamo la vostra opinione. Non giudicateci”. Lapidario. In effetti se volessimo immediatamente giudicare quello che si presenta davanti agli occhi, sarebbe veramente facile e soprattutto ci troverebbe tutti concordi. Quando vedi i “disciplinanti” che si percuotono le spalle con uno strumento fatto da un gruppo di strisce metalliche unite da una catenella, ti viene facile sorridere, erigerti ad essere evoluto e tirare conclusioni sulle loro personalità. E quello dei disciplinanti non è il punto cruciale dei riti. Parlo della processione generale, quella che avviene alla conclusione della settimana dei riti. Il silenzio è surreale, si sentono solo le litanie urlate da donne anziane, l’“Ora pro nobis” dei manifestanti e il rumore dei colpi sui corpi.

 

 

I battenti, uomini coperti da un saio bianco, incappucciati, con delle spugnette di sughero dalle quali escono punte di spilli, si percuotono petto e gambe. Alcuni accennano colpi lievi, altri assestano colpi con forza, da far schizzare il sangue. In mezzo a loro camminano donne con bottiglie di vino e aceto che disinfettano continuamente le ferite. Silenzio, puzza di sangue e vino, caldo, folla. Svenimenti continui, un via vai di ambulanze spaventoso. Non tutti arrivano pronti per questa esperienza. C’è un momento particolare nella sfilata dei battenti. Ad un certo punto la coda del corteo si incontra con la testa. I battenti si trovano quindi davanti alla statua dell’Assunta.

È questo il momento in cui si battono con veemenza. Dopo questo momento, i penitenti scappano per le stradine del paese, occultano singolarmente il saio lontano dalla folla e tornano nella processione con i vestiti “civili”. La tradizione risale ad oltre 4 secoli fa (1620 il primo documento) e non accenna ad estinguersi. La chiesa locale parla di “dialogo generazionale e allo stesso tempo spirituale che interroga le sfide di ogni tempo”. È una tradizione vera, sentita e veramente non “estetica”.

 

 

L’ordinanza sindacale che vieta la pubblicizzazione di qualsiasi prodotto, che intima la vendita all’interno dei locali esclusivamente delle merci del settore di appartenenza, ne è una conferma. Pur avendo un impatto impressionante di gente da ogni parte del mondo, non c’è ombra di commercio/speculazione. Non capita raramente inoltre, che fotografi un pò invadenti si ritrovano a fasciarsi la testa per un colpo di “disciplina” ricevuto da un penitente.

 

 

LE ORIGINI

Secondo alcuni i riti settenari nascono da riti precristiani di origine pagana. La cronaca più antica di Guardia Sanframondi risale al 1620, anno in cui, a causa di una grave carestia, gli abitanti decisero di dedicare questa processione alla Madonna Assunta.

servizio a cura di Francesco Diana

Tratto da Informare n° 173 Settembre 2017

 

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