Rifiuti Zero: l’unica scelta che salva il nostro pianeta

WP_20150430_13_19_47_ProIl professor Connet, presso la sede dell’Athena Club di Varcaturo, ha illustrato la filosofia di Zero Waste: dieci consigli per un ambiente più salubre nel rispetto della vita

L’Athena Club di Varcaturo, frazione di Giugliano in Campania, ha avuto l’onore di ospitare giovedì 30 aprile Paul Connett, professore di chimica e tossicologia, uno dei maggiori esperti della strategia rifiuti zero. L’associazione Eco della Fascia costiera, come sempre protagonista sul territorio, ha curato un evento di grande richiamo che rappresenta un vero e proprio punto di rottura rispetto alla imperante logica dell’incenerimento e delle discariche.

Nel vivace dibattito che si è instaurato tra i partecipanti al convegno e il professor Connett è venuta fuori la vivacità di un personaggio straordinario che sa come calamitare l’attenzione delle persone con argomenti convincenti e dimostrati scientificamente. Nelle sue parole Giugliano, con l’intera Terra dei Fuochi, rappresenta una realtà problematica che necessita di una presa di coscienza da parte di tutti, cittadini, istituzioni e mondo imprenditoriale, per far sì che un’azione sinergica, e solo essa, posa invertire la tendenza attuale. Una tendenza autodistruttiva che apporta esclusivamente benefici di guadagno economico (lecito e illecito) nell’immediato per coloro che non vogliono rispettare le regole, ma che poi va a danno di tutti nel breve e medio termine. L’industria stessa, secondo Connett, deve dare il buon esempio ricorrendo a produzioni che riducano al minimo la produzione di rifiuti.

In Italia ci sono esempi di comuni che hanno abbracciato la filosofia del Zero Waste, come il comune di Cappannori, che con le sue buone pratiche ha spinto colossi come la Lavazza a modificare la produzione delle capsule di caffè che dal forte impatto ambientale della loro fabbricazione originaria, sono passate ad un impatto molto ridotto in seguito all’introduzione, nel processi di fabbricazione delle stesse, di metodologie che hanno permesso di renderele compostabili. Un grande passo avanti in sintonia con quanto affermato dal professor Connett secondo il quale le industrie soprattutto possono ridurre, se vogliono, l’impatto ambientale delle loro produzioni.

Dopo aver illustrato la filosofia che sta alla base del Movimento Rifiuti Zero il professor Connet ha menzionato le dieci pratiche che se adottate da parte dei cittadini, delle industrie e delle istituzioni possono costituire pratiche virtuose che cominceranno a dare i loro frutti sull’ambiente nel breve e medio termine:

  1. separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non è quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
  2. raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro è previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
  3. compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
  4. riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.
  5. riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.
  6. riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
  7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.
  8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
  9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
  10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.

Questo è il manifesto di Rifiuti Zero, questo è Paul Connett. E questa è l’Eco della Fascia costiera: alternativa all’incenerimento e scelta consapevole del riuso. A beneficio di tutti

Francesco Romeo

E.C.O. della Fascia Costiera