Remo Anzovino riabbraccia Napoli

Remo Anzovino in concerto al Castel Sant'Elmo - Foto di Carmine Colurcio

Nell’ambito della rassegna Sant’Elmo Estate 2017, si è tenuto il concerto del pianista e compositore Remo Anzovino. Dopo una lunga assenza dallo scenario napoletano il musicista di Pordenone è tornato nella “sua” Napoli riabbracciando il pubblico e i vecchi amici del panorama musicale, quali Enzo Gragnaniello, Tony Esposito e Marco Zurzolo. Il tutto è stato possibile grazie all’intuizione del produttore Peppe Ponti, il quale è riuscito a portare uno degli artisti contemporanei più importanti nello scenario mozzafiato di Castel Sant’Elmo nella Piazza d’Armi.

Remo Anzovino in concerto al Castel Sant'Elmo - Foto di Carmine Colurcio
Remo Anzovino in concerto al Castel Sant’Elmo – Foto di Carmine Colurcio

Come hai ritrovato la tua Napoli? Quali emozioni hai provato nel ricalcare il palco in questa città?
«Per me è stata una serata magica ed ho percepito tanta gioia sia da parte del pubblico che da parte dei musicisti che si sono lasciati coinvolgere dall’energia espressa dal mio linguaggio musicale. Proporre un concerto di musica fusion comporta sempre dei rischi, da questo punto di vista è stato altrettanto soddisfacente avere un riscontro positivo da parte del pubblico di una città che porta con sé una grandissima tradizione culturale».

Puoi anticiparci qualcosa sul tuo prossimo lavoro discografico che uscirà a breve?
«Per ora non posso ancora anticipare molto ma il disco uscirà per Sony dopo l’estate. È un progetto per il quale ho lavorato circa cinque anni, in cui si troveranno colonne sonore e tante collaborazioni di livello internazionale. La prima parte di produzione si è svolta a Tokyo, successivamente abbiamo continuato a Parigi, passando per Londra, ed infine la fase di mixaggio è stata fatta a New York. Sicuramente sarà un album di svolta dal punto di vista musicale, nel senso che sia il linguaggio di scrittura sia il suono saranno qualcosa di nuovo rispetto a quello che ho fatto in passato. Già questa sera ho anticipato qualcosa del mio prossimo disco e vedere la reazione positiva del pubblico mi entusiasma molto e mi fa capire che sto percorrendo una buona strada in termini di comunicazione».

Un tributo al grande amico Rino Zurzolo. Qual è il ricordo che più ti lega a lui?
«Mi resta il ricordo di tutti i suoi dischi in cui ha suonato con Pino Daniele, le collaborazioni con Enzo Gragnaniello ed infine i suoi dischi da solista. Lui ricevette i miei dischi ed era molto incuriosito dal mio linguaggio, ed è stato il primo musicista napoletano a credere in questa idea insieme a Peppe Ponti, ossia di riportare la mia musica a Castel Sant’Elmo. È stato particolarmente emozionante ricordarlo con una sua composizione “Falero”, una rumba bellissima, la quale è stata interpretata in maniera impeccabile da tutti i musicisti intervenuti sul palco».

Una serata memorabile, un crescendo di energia che culmina con la standing ovation. Il sapore magico di questo spettacolo lascia tanto entusiasmo ed una certezza: non è un addio, ma un arrivederci!

di Carmine Colurcio

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