Reggia di Caserta. La sedia volante antenata dell’ascensore

L’ascensore, strumento quotidianamente usato in tutte le abitazioni moderne, ha poco più di un secolo.

Dopo i primi tentativi effettuati intorno al 1850, con motori a vapore, furono adoperati meccanismi idraulici e solo nel 1889, ad opera dell’americano Elischa Graves Otis, si ebbe il primo ascensore elettrico.

Nella Reggia di Caserta il problema di evitare le faticose ascese lungo le ripide scale del palazzo fu affrontato e risolto con la costruzione della “sedia volante”.

In data 11 gennaio 1844, la Soprintendenza Generale della Real Casa comunicò a Giustiniano de Blasiis, incaricato dei siti reali di San Leucio e Caserta, che era volontà del re far costruire una sedia volante nella reggia di Caserta.

Il progetto, redatto dall’architetto Gaetano Genovese, prevedeva una spesa di 3335 ducati da prelevare sui fondi della Real Casa. La gabbia della “sedia” fu realizzata in legno di castagno mentre all’interno si utilizzò legno di acero.
Il movimento della “sedia” era assicurato da un meccanismo, ovvia­mente azionato a forza di braccia, consistente in un sistema di ruote dentate che svolgevano ed avvolge­vano robuste corde di canapa. Non si trascurò poi prevedere an­che un sistema di sicurezza che arrestava la “sedia volante” nel caso si spezzasse una fune. Per avvertire coloro che tiravano la “sedia”, allorquando questa giun­geva ai vari piani, si pensò di fare un indice con una lancetta di ferro simile a quella degli orologi; man mano che la “sedia” saliva o scendeva, sull’indice si rilevava a che punto questa si trovasse. Le lancette erano collegate alla “sedia” con fili di ferro.La relazione finale dei lavori eseguiti, con il dettaglio delle somme spese, fu firmata dall’alunno architetto della Real Casa, Carmelo Gargiulo, e vistata dall’architetto direttore Ispettore della Real Casa, Gaetano Genovese.