Una realtà più che una favola

Storica promozione in serie A, tra le grandi del calcio italiano, per il Crotone. Questa realtà si può spiegare semplicemente attraverso la persona di Raffaele Vrenna. E’ quest’uomo che nel 1993, raccogliendo le ceneri di una società fallita, decide di voltare totalmente pagina dando vigore e forza a un club che, per 80 anni, non era riuscito a guardare oltre la serie C. L’idea, il progetto è stato lo stesso perseguito con ostinazione da altre piccole società di successo come Empoli e Chievo: volare alto attraverso i giovani e il bel gioco.

Questo percorso ha portato in soli 7 anni il Crotone dalla promozione calabrese alla B e che poi, dopo inevitabili alti e bassi, ha tracciato nelle ultime 10 stagioni un solco ben definito, viatico verso un successo annunciato grazie al lavoro effettuato da allenatori innovativi ed ambiziosi (Gasperini, Moriero, Lerda, Corini e Drago, tanto per citarne alcuni) e ragazzi di belle speranze (Florenzi, Bernardeschi e Cataldi tra tutti).

Così, pian piano, è iniziata la scalata: si è passati dal primato degli 11 risultati utili consecutivi del 2012 al record di punti del 2014 (63) che hanno garantito il 6° posto e uno storico posto nei playoff promozione. Fino allo stupendo, storico e inatteso traguardo di quest’anno.

Già proprio nell’anno meno atteso è arrivato Ivan Juric che grazie alla conoscenza dell’ambiente (aveva indossato i colori rossoblù dal 2001 al 2006 contribuendo alla promozione in B del 2004), ha dato la scossa decisiva, malgrado la sua minima esperienza da allenatore (è alla seconda stagione da tecnico dopo l’avventura a Mantova). Juric, però, da solo non ce l’avrebbe fatta se non fosse stato supportato dal magnifico lavoro svolto dal direttore sportivo. E’ questa figura societaria che ha posto le fondamenta per la realizzazione del capolavoro sopperendo all’addio al calcio di Galardo e alle dolorose partenze di Ciano, Dezi e Maiello con gli acquisti di Cordaz, Stoian, Barberis e Palladino ed i prestiti, rivelatisi decisivi.

Gente vogliosa di emergere unita ad altra a caccia di riscatto. Un mix sulla carta esplosivo che ha prodotto gol, spettacolo ed emozioni. Le stesse, che il Crotone proverà a far vivere in serie A inseguendo nuove sfide, senza stravolgimenti. Come d’altronde insegnano le ultime sorprendenti neo-promosse Sassuolo, Empoli e Carpi. Esempi di un sport operaio in cui le idee contano più dei soldi. L’ultima speranza per gli inguaribili romantici che al calcio-business non voglio proprio saperne di inchinarsi.

 

di Antonino Calopresti

calopresti.antonino@libero.it