Radio Libertà al Te.Co e Antonella Stefanucci al Nuovo San Carluccio

10410322_564187833680995_8717771791290379142_n10632807_10204401968782635_4065173185094717445_nRadio Libertà: Un racconto che ha il fascino dell’epopea

Sabato 29 novembre ore 21:00 e Domenica 30 novembre ore 18:00

Al Teco-Teatro di Contrabbando

Con Alfredo Giraldi e  Luana Martucci

 

Radio Libertà è la storia di una radio nella Barcellona repubblicana. Una radio antifascista voluta e messa su da un avvocato napoletano, Carmine Cesare Grossi, socialista e antifascista, durante la guerra civile spagnola.

Radio Libertà è la storia di una famiglia napoletana, la famiglia Grossi appunto, che sceglie di schierarsi, sceglie da che parte stare, e raggiunge Barcellona facendo un giro lungo, molto lungo, passando attraverso l’Argentina, il Belgio e la Francia.

Radio Libertà è la storia di Ada, una ragazza che ha solo 19 anni quando attraversa l’Oceano Atlantico, con la famiglia, per tornare in Europa e diventare poi la voce della Spagna insanguinata, la voce della Spagna libera, che si rivolge agli antifascisti di tutta Europa perché portino il loro aiuto.

Radio Libertà è la storia di Renato, eroe sconfitto e dimenticato, che vede vent’anni di una vita ridotti in cinque righe di un foglio indifferente, alla fine di un interrogatorio. Un ragazzo di vent’anni che si scontra con la forza disumana della storia che travolge i vinti e non consente scampo. La storia di Aurelio, il quale segue il fratello maggiore sul fronte spagnolo. La storia di Maria Olandese, ex soprano, una donna molto forte, moglie e madre. Una donna capace di fermare i fascisti che vogliono arrestare suo marito con la sola forza del suo sguardo.

Con Alfredo Giraldi, Luana Martucci

Scritto da Alfredo Giraldi con l’aiuto e la collaborazione del prof. Giuseppe Aragno

Aiutoregia Pasquale Napolitano

Regia Luana Martucci

Te.Co: Idee di contrabbando, ma anche innovative e di qualità. Proposte da un gruppo di giovani e talentuosi artisti e musicisti, che fanno di questo progetto non solo un luogo di aggregazione sociale e culturale ma un interessante laboratorio artistico che si pone al centro del circuito dei teatri off partenopei e campani.

Te.Co. Teatro di Contrabbando
Via Diocleziano 316, Fuorigrotta (NA)

Sito: www.teatrodicontrabbando.com

Mail: teatrodicontrabbando@gmail.com

Fb: https://www.facebook.com/pages/TeCo-Teatro-di-Contrabbando/356091164517054?fref=ts

Recapito Telefonico: 334 214 2550

 

È gradita prenotazione ai seguenti recapiti: teatrodicontrabbando@gmail.com – 334 214 2550

 

Indicazioni stradali

  • Rotaia: Poco distante da Te.Co. ferma la ferrovia cumana (stazione Edenlandia) e la metropolitana (stazione di Cavalleggeri);
  • Bus: Un centinaio di metri dividono la sede dallo stazionamento degli autobus di Piazzale Tecchio;

  • Auto: con l’auto è facilmente raggiungibile sia dal circuito urbano sia prendendo la tangenziale e uscendo a Fuorigrotta.

 

CAVALLA PAZZA oramai al trotto….

Antonella Stefanucci in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio il 27-28-29-30 novembre e il 6-7 dicembre (giovedi-venerdì-sabato ore 21.00 domenica ore 18.00) con lo spettacolo di Domenico Ciruzzi “Cavalla Pazza oramai al trotto…”

Prosegue il work in progress di Antonella Stefanucci che partendo dai suoi primi personaggi creati per la TV, come la Professoressa Scarpone o la Signora Colluso, attraverso una ricerca sulla scrittura contemporanea,  tenta di tracciare linee di comicità indipendente con racconti, poesie e schegge comico-surreali..

Monologhi di attualità, di satira sociale s’intersecano con la poesia e la malinconia dei personaggi. Utilizzare un piccolo palcoscenico  da la possibilità e la libertà di creare e sperimentare storie che altrimenti non potrebbero essere rappresentate. “Al trotto” perché il tempo passa e la stanchezza si avverte e a momenti di grande euforia continuano ad alternarsi momenti di malinconia…Euforia-malinconia!Euforia-malinconia! raccontava un altro suo personaggio: Jesui’ una ragazza depressa, oggi diventata donna, diciamo “consapevole”, o alla ricerca della “consapevolezza”, per essere meno aggressivi, meno galoppanti, meno ansiosi, dunque, al trotto.

Tra i monologhi proposti nello spettacolo c’è una “Stupida Performance” la cui protagonista è Virus, un’artista contemporanea, che ha fatto di se stessa un’installazione vivente.

Virus riprende il suo corpo costantemente 24 ore su 24,fa di se stessa un capolavoro vivente, citando Carmelo Bene, Gilbert & George, Marina Abramovic e le donne-statua di Vanessa Beecrof ma in chiave ironica.  Dunque, una “ Stupida Performance”, una piecè teatrale di” avant-garde comique”: la storia di un artista visivo con le sue problematiche e le sue divagazioni. La rottura dell’arte intesa come santuario, come oggetto intoccabile e spesso indecifrabile voluta ermetica da alcuni critici per farne oggetto di un mercato inaccessibile. Stupida Performance invece è il quotidiano dell’arte……

“«Quando si entra in un luogo sacro, ogni inquietudine svanisce e inquietudine entra in te. Dopo pochi minuti hai già capito che spettacolo è. E nel semi-buio pensi: perché non sono andata al cinema? O all’Ikea? O a fare una bella passeggiata? Vorresti fuggire ma non puoi… ti hanno invitata o hai pagato soltanto il ridotto. Se te ne vai, fai una brutta figura. Soluzioni per non soffrir? Dormiiirrrr!».È l’attacco di «Cavallapazza»,l’inizio dello spettacolo. E come si potrebbe fare a non riconoscervi una lucida e impietosa sottolineatura delle sensazioni che – purtroppo sempre più spesso – assalgono ciascuno di noi? Con ciò, dunque, dico anche di uno spettacolo che, pur essendo molto divertente, si propone (senza parere, e perciò con efficacia maggiore) come la coraggiosa testimonianza di un’attrice/guastatrice sul penoso stato attuale del teatro. Si tratta, in breve, di un recital che – su testi e per la regia di Domenico Ciruzzi – assembla con ritmo jazzistico monologhi a sé stanti o riferiti ai personaggi (dalla professoressa Scarpone alla Signora Colluso) già proposti dalla Stefanucci nell’ambito di trasmissioni televisive quali «Telegaribaldi» e «Avanzi». E saltano subito agli occhi l’intelligenza e il livello alto, davvero non comuni con i tempi che corrono, dei testi in questione. Testi tramati di battute che non di rado assurgono alla dignità e alla pregnanza di autentici aforismi”.

Con queste parole inizia la recensione di Enrico Fiore (noto critico teatrale) sull’ultima versione di Cavallapazza, in questo caso STORY..oggi AL TROTTO….