Quattro le giornate dedicate al dialogo sulle mafie che si sono susseguite a Napoli

untitled   “LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI” … MA NON QUELLE ISURREZIONALI DEL 1945

Quattro le giornate dedicate al dialogo sulle mafie che si sono susseguite a Napoli nel complesso d San Domenico Maggiore . Dal 5 al 8 novembre 2014 numerosi sono state le personalità di spicco che hanno preso parte all’evento . Esponenti dell’accademia ,della magistratura, delle istruzioni ,della politica ,dell’economia e  delle forze di polizia si sono confrontati a Napoli per conoscere e riflettere sui nuovi scenari della” globalizzazione mafiosa”. I temi affrontati sono stati ricchi e variegati, dal problema delle infiltrazioni delle mafie al nord e in Europa a cui ha preso parte Rosy Bindi Presidente della Commissione Parlamentare antimafia, alle trattative Stato Mafia .Dall’interrogativo Posto da Don Ciotti: Serve ancora l’antimafia ? alla giornata dedicata al ricordo Dei Magistrati  Falcone e Borsellino . A tal proposito Isaia Sales- curatore dell’evento – dichiara: “È la prima volta che si riesce a mettere insieme alcuni dei principali rappresentanti delle tre diverse componenti che si occupano del contrasto alla criminalità organizzata sotto il profilo scientifico-accademico, socio-assistenziale e investigativo-giudiziario, ed è per questo che queste giornate napoletane rappresentano un momento di riflessione di assoluta importanza anche e soprattutto per i territori storicamente meno colpiti dal fenomeno mafioso come il Nord del Paese, che oggi sono ormai travolti dal dilagare di una criminalità organizzata che li trova decisamente impreparati a contrastarla”. Durante una delle giornate ,Don Chotti  -alla domanda esistono ancora le mafie- risponde: “ Credo profondamente che le mafie non siano un mondo a parte ma facciano parte del nostro mondo quindi vivono tra di noi ,le verità passeggiano dentro le nostre città ma vengono nascoste dalle stesse istituzioni ,non c’è una strage di mafia in Italia di cui si conosca la verità questo perché il vero problema non sono i poteri legali ma sono i poteri legali che si muovono illegalmente capito questo forse la situazione nel nostro paese migliorerà esponenzialmente “. Il dialogo posto in essere nasce proprio per far si che l’uomo non si nasconda più dietro la parola ANTIMAFIA perché come prosegue Don Chiotti:”Essere contro le mafie è sulla bocca di tutti,chi è che dichiara di non essere contro le mafie ,anche i mafiosi lo asseriscono, tutti sappiano che a Villa Abate ad organizzare i cortei e le manifestazioni pacifiche  erano gli stessi uomini d’onora  ecco perché  essere contro le criminalità  è un problema di coscienza non è una carta  di identità da estrarre a proprio piacimento, ci sono troppe persone che si nascondono dietro l’antimafia che oggi è malata. Ci sono antimafie che non si documentano,che non studiano,che si nascondono dietro le bandiere e dietro gli uffici statali ,c’è tanta antimafia complice quindi noi tutti grazie a questi incontri pubblici dobbiamo riflettere ed interrogarci”. Queste quattro giornate sono nate proprio per diffondere una giusta informazione riguardo la globalizzazione mafiosa e la crescita che queste hanno avuto dalle origini ad oggi . Se si pensa a quanto in passato il dialogo sulle mafie non esisteva ,a quanto in passato  si avesse timore anche nel pronunciare termini che ad oggi sembrano noti e risaputi  si intuisce come nella  società in cui viviamo la situazione è cambiata radicalmente. Oggi si organizzano meeting, convegni , dialoghi aperti con il pubblico su temi importanti che diversamente sarebbero affrontati sono in aule di tribunali durante un processo giudiziario. Questo vuol dire che l’uomo e in generale la società conosce molto più affondo le logiche di un potere nefasto come quello mafioso e ad oggi ha meno timore di conoscere , ha più consapevolezza, ha la capacità morale e civile di poter comprendere qual è la strada più giusta da perseguire evitando così di incorrere nell’errore che prima esisteva anche perché l’ignoranza non permetteva all’uomo incolto di poter scegliere in maniera giusta e libera.

Martina Giugliano

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.