QUANDO L’AMORE NON E’ TUTTO: MATRIMONI FALLITI E FIGLI CONTESI

 

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Johann Wolfgang von Goethe scriveva:” La cosa più bella nei bambini è il ricordo della notte in cui li abbiamo fatti.” Ma, sempre più frequentemente, questo meraviglioso ricordo anche per gli stessi genitori cede il passo all’odio,al rancore di chi sente più forse il peso del fallimento familiare che l’amore nato da quell’unione un tempo ritenuto eterno. Seguendo gli ultimi fatti di cronaca in rapporto ai divorzi italiani l’immaginario collettivo è potuto venir a conoscenza di  una delle piaghe più dolorose che colpiscono le famiglie sentimentalmente in crisi,rancori taciti e dissensi latenti  che conducano  le figure genitoriali a far pagare i propri errori di coppia ai figli ecco il motivo per il quale sempre più si sente parlare di figli contesi . A tal proposito  le cifre del disamore secondo i dati Istat sono ben chiari , nel 2013 ci sono stati 89 mila separazioni e 59 mila divorzi. Nell’89,8% delle separazioni di coppie con figli è stato previsto l’affido condiviso . In Italia ci sono 15 mila casi ufficiali di figli contesi: nella realtà, dicono gli esperti, sono almeno il doppio perché tantissimi non arrivano nelle aule dei tribunali e  le conseguenze per i figli sono ferite e traumi, spesso irreversibili. In aggiunto a ciò secondo l’associazione DonneContro – Movimento femminile per la parità genitoriale- in Italia ci sono 950 mila genitori separati che possono vedere i figli poche ore a settimana, 32 mila bambini sottratti alle famiglie, mentre il volume di affari delle comunità per minori è di due miliardi. Durante i molti talk televisivi o leggendo articoli di giornali sui maggiori quotidiani nazionali  è possibile apprendere come oggi in Italia la situazione si è fatta sempre più complessa, assistiamo a pianti di madre a cui i propri mariti hanno strappato i figli senza un reale motivo o padri che pagano lo scotto di essere considerati il sesso forte della coppia e per questo volti a subire le sofferenze più atroci come quello di non poter vedere a proprio piacimento il frutto di un amore nel tempo reso malato dalla cattiveria e l’odio che solo il genere umano possiede .Spesso e volentieri  il fallimento di un matrimonio,la negazione di poter stare con i propri figli porta  l’uno o l’altro coniuge a compiere gesti  insani  anche contro il proprio essere ed è questo il caso di G.C  42enne commerciante residente a Marigliano  il quale dopo essersi separato dalla moglie sei anni fa e soprattutto dopo aver trascorso  anni e anni di battaglie legali per stare più tempo con il figlio di 10 anni, libertà negata  dal volere della moglie, ha  deciso di farla finita impiccandosi  con in mano una foto del figlio come se avesse voluto donare a lui l’ultimo saluto. Questa una delle ragioni per cui i padri separati  diventano  per varie ragioni l’oggetto negativo da espellere ad ogni costo dalla scena, e questo anche a costo della loro stessa vita. Stando a queste tragiche storie ,che ormai la cronaca ha imparato a farci conoscere ,potremmo domandarci se oggi è possibile che la famiglia,in quanto istituzione sociale,non rispetti più i canoni tradizionali del vivere in comunione con gli altri , non sia più un punto di riferimento per i propri figli ma che al contrario giorno dopo giorno si carichi di  valori negativi, di odi e rancori che distruggono non solo i componenti dello stesso nucleo familiare ma anche il concetto generale che ognuno di loro ha della famiglia in se. Per colpa dell’egoismo genitoriale e dell’incomprensione tra i coniugi a soffrire sono i figli che  sentendosi  privati o dell’uno o dell’altro amore sono condotti a vivere nell’infelicità più totale rispecchiandosi,una volta divenuti  adulti nella parole d Jean Paul Sartre :”Ero un bambino, cioè uno di quei mostri che gli adulti fabbricano con i loro rimpianti”.

About martina giugliano

Nata il 05/02/1991 a Napoli. Laureanda presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Lettere Moderne. Addetto Stampa dell’Associazione “Social Evo“. Speaker radiofonica, tutti i venerdì curo la rubrica free time sulle frequenze di Radio Amore.