Proseguono ad Aversa gli incontri e i gazebo informativi sulle ragioni del No al Referendum

Ad Aversa due nuovi appuntamenti per dire No al referendum costituzionale voluto dal Governo Renzi:

Prosegue ad Aversa la mobilitazione del Comitato per il No al referendum costituzionale, che si riunisce settimanalmente presso il Centro di documentazione “Le radici e le ali” in via Magenta 84.

I prossimi appuntamenti con la cittadinanza, sono per domenica 30 ottobre, con il “Gazebo informativo del No”, installato per tutta la giornata all’angolo tra via Roma e Piazza Municipio e lunedì 31, presso “Le radici e le ali”con inizio alle 20,30 per la consueta riunione di approfondimento, aperta a tutti.

Nello scorso incontro, si sono approfonditi i motivi per cui, la riforma non realizza ciò che promette. La verità è che il bicameralismo resta, ma è la democrazia parlamentare che se ne va.

Il superamento è questo, e questo dovrebbe essere perciò il titolo non menzognero della legge. La Costituzione renziana è il punto di arrivo di una restaurazione il cui fulcro consiste nel trasferire la sovranità dal popolo ai mercati.

Non basta un No per fermare questo processo, ma il No è condizione perché esso possa essere interrotto e rovesciato.

C’è poi il tema, del nodo tra nuova Costituzione e legge elettorale “Italicum”: un nodo voluto e deliberato, che non è stato sciolto quando si doveva farlo e forse non lo sarà mai. Le promesse attuali sono un altro inganno. Chi ha impostato la riforma della Costituzione – cioè Renzi che ne è il responsabile e il beneficiario in prima persona – ha concepito il disegno di garantirsi mani libere per l’intera prossima legislatura

Mani libere significa la tendenziale depressione della democrazia in un paese come l’Italia che ne conserva un buon patrimonio di tradizioni e di forme di partecipazione. La breve durata dei governi passati è stata dovuta alla durezza dei condizionamenti esterni e interni, nazionali e internazionali, del partito di maggioranza relativa e del principale partito d’opposizione, ma anche alla vitalità democratica degli italiani che è invece la cosa che si vorrebbe eliminare (e in questo senso il passo più micidiale è stato fatto dal governo Monti con l’inserimento in Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio che, da solo, ha cancellato il fondamento stesso della Costituzione – il diritto al lavoro).

Tutta la cittadinanza è invitata ad intervenire.

Prosegue ad Aversa la mobilitazione del Comitato per il No al referendum costituzionale, che si riunisce settimanalmente presso il Centro di documentazione “Le radici e le ali” in via Magenta 84.

I prossimi appuntamenti con la cittadinanza, sono per domenica 30 ottobre, con il “Gazebo informativo del No”, installato per tutta la giornata all’angolo tra via Roma e Piazza Municipio e lunedì 31, presso “Le radici e le ali”con inizio alle 20,30 per la consueta riunione di approfondimento, aperta a tutti.

Nello scorso incontro, si sono approfonditi i motivi per cui, la riforma non realizza ciò che promette. La verità è che il bicameralismo resta, ma è la democrazia parlamentare che se ne va.

Il superamento è questo, e questo dovrebbe essere perciò il titolo non menzognero della legge. La Costituzione renziana è il punto di arrivo di una restaurazione il cui fulcro consiste nel trasferire la sovranità dal popolo ai mercati.

Non basta un No per fermare questo processo, ma il No è condizione perché esso possa essere interrotto e rovesciato.

C’è poi il tema, del nodo tra nuova Costituzione e legge elettorale “Italicum”: un nodo voluto e deliberato, che non è stato sciolto quando si doveva farlo e forse non lo sarà mai. Le promesse attuali sono un altro inganno. Chi ha impostato la riforma della Costituzione – cioè Renzi che ne è il responsabile e il beneficiario in prima persona – ha concepito il disegno di garantirsi mani libere per l’intera prossima legislatura

Mani libere significa la tendenziale depressione della democrazia in un paese come l’Italia che ne conserva un buon patrimonio di tradizioni e di forme di partecipazione. La breve durata dei governi passati è stata dovuta alla durezza dei condizionamenti esterni e interni, nazionali e internazionali, del partito di maggioranza relativa e del principale partito d’opposizione, ma anche alla vitalità democratica degli italiani che è invece la cosa che si vorrebbe eliminare (e in questo senso il passo più micidiale è stato fatto dal governo Monti con l’inserimento in Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio che, da solo, ha cancellato il fondamento stesso della Costituzione – il diritto al lavoro).

Tutta la cittadinanza è invitata ad intervenire.

 

A cura di Grazia Martin
martin.grazia@hotmail.it

About Grazia Martin

Studente presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli. In precedenza ha fatto parte della redazione di un'altra testata online. Personalità poliedrica, dai molteplici interessi, ha cominciato a scrivere da giovanissima ricevendo anche diversi riconoscimenti, è appassionata di musica; si occupa di musealizzazione delle strutture ex manicomiali e di turismo for all. Guarda con notevole interesse alla storia e alle attuali vicende della città d'Aversa. Per contatti: martin.grazia@hotmail.it