Pozzuoli, ospedale La Schiana: ridotte le tariffe del parcheggio

strisce blu

L’intervento tempestivo dell’ECO della Fascia Costiera e dell’Osservatorio per la tutela dell’ambiente e della salute ha impedito l’ennesimo prelievo dalle tasche dei cittadini

Nei manuali di diritto amministrativo si può trovare la definizione di Pubblica Amministrazione che, al di là delle sfumature inerenti il singolo testo, risuona più o meno così: “La PA svolge l’attività diretta alla cura concreta degli interessi pubblici, posta in essere in base alla legge e nel rispetto dei fini dalla stessa (legge) predeterminati”. Questo quello che dice il diritto. Ma nella pratica, ossia nell’azione amministrativa posta in essere affinché vengano realizzati i fini di pubblico interesse, quanto di tutto ciò si realizza?

Ve lo diciamo noi: ben poco. Purtroppo oggi la Pa sembra venir meno alla sua missione istituzionale per diventare il primo nemico del cittadino e dell’impresa di cui mina rispettivamente la pazienza e la competitività. Un esempio? L’insulsa tendenza a trovare nuovi modi di vessare il cittadino anche laddove buon gusto e rispetto per la persona umana imporrebbero di agire diversamente, come nel caso, sollevato dall’Eco della Fascia costiera e l’Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute di Ciro di Francia, del parcheggio a pagamento dell’ospedale La Schiana di Pozzuoli. Un salasso che può, anzi poteva prima dell’intervento dell’ECO e dell’Osservatorio, arrivare addirittura a 13 euro al giorno per chi era costretto, e in un ospedale ahinoi può capitare, a rimanere tutta la giornata per assistere un familiare.

Il parcheggio è stato istituito da una delibera della Regione Campania del 2011 a favore di una cooperativa di disabili che dovrebbero intascare parte dei profitti. Lodevole iniziativa che a tutt’oggi va anche a discapito dei disabili stessi in quanto non sono state previste esenzioni per i portatori di handicap, sebbene il capitolato iniziale del bando oggetto delle delibera prevedesse sia le esenzioni per i disabili che la percentuale di strisce non a pagamento, senza le quali non valgono neppure le strisce blu. Così prevede il l’articolo 7 del Codice della Strada: regola che non vale però le aree pedonali, le ztl e le zone di particolare rilevanza urbanistica. E gli ospedali non rientrano in alcuno dei casi citati.

Per questo motivo abbiamo sollevato il caso interpellando gli organi di informazione che ci hanno risposto proponendo la questione al grande pubblico, come avvenuto con l’interesse della nota trasmissione tv “Mi manda rai tre” di cui forniamo di seguito il link (https://www.youtube.com/watch?v=s52ut1-mPQM&feature=share).

Dopo la bufera che si è sollevata e dopo le prese di posizione di vari esponenti politici, la questione sembra essersi avviata verso una equa risoluzione. Difatti verrà richiesta una somma forfettaria pari a 3 euro per l’intera giornata. Il presidente dell’associazione Lucia De Cicco, che per prima ha sollevato la questione, si dice soddisfatta ma nel contempo continuerà a vigilare affinché tutto si svolga secondo diritto e, come in precedenza affermato, secondo buon senso. Gli ospedali non sono delle biblioteche o dei bar. Non ci si reca per piacere ma per necessità e speculare sulla salute dei cittadini, già peraltro tartassati da pressione fiscale elevatissima, non giova a nessuno e soprattutto, devia la pubblica amministrazione dal suo obiettivo primario: la cura e la tutela degli interessi pubblici. La salute è un diritto, ma che il tutto si svolga in maniera efficiente ed equa è un interesse di tutti, anche dell’ottuso burocrate o del insipiente politico.