“Porfido, tesoro perduto. Scatta la caccia ai cubetti”. Di seguito il dossier integrale del Consigliere Comunale Gaetano Troncone

sampietrini
Gentile assessore prof. ing. Mario Calabrese,
Le scrivo in merito al rifacimento di manti stradali del corso Umberto I, corso Arnaldo Lucci e di via Gennaro Serra.
Si tratta di importanti strade ottocentesche che fino a qualche anno fa erano lastricate con cubetti di PORFIDO (10 cm x 10 cm x 12 cm), pregiata pietra di origine effusiva originatasi durante il periodo Permiano inferiore e appartenente alla cosiddetta PIATTAFORMA PORFIRICA ARTESIANA, una pietra assai pregiata che, secondo i prezzari della Regione Campania, vale 75,58 euro al mq.
E’ una pietra pregevole, dunque, che non a caso ritroviamo frequentemente nei principali centri storici italiani e che è dotata di notevoli caratteristiche tecniche (elevata resistenza a carico di rottura e pressione, elevata resistenza agli attacchi chimici, attrito, ecc.).
Purtroppo ho constatato che a Napoli, a seguito dei lavori di rifacimento dei manti stradali (corso Umberto I, corso Arnaldo Lucci e via Gennaro Serra), queste pietre sono scomparse e non si sa dove siano finite. La sostituzione di queste pietre con l’asfalto compromette il decoro e la bellezza di alcune importanti arterie della nostra città e fa sospettare che dietro questi lavori potrebbe nascondersi  una speculazione ai danni del Comune di Napoli.
Le faccio notare, ad esempio che corso Umberto I, lunga 1.200 metri e con una gareggiata che varia tra i 17 e i 18 metri (623 metri tratto Piazza Garibaldi, Piazza Nicola Amore e 586 metri il tratto compreso tra Piazza Nicola Amore e Piazza Giovanni Bovio) prima dei lavori era rivestita da 21.684 mq. di PORFIDO che, secondo l’ultimo  Prezzario dei Lavori Pubblici Della Regione Campania del 2014 (voce tariffa E.22.10.10.d) ha un costo di 75,58 euro al mq (10 cm x 10 cm x 12 cm), il che equivale ad un presunto valore in pietre di 1.638.490 euro!.
Stessa situazione in via Gennaro Serra, lunga 163,20 metri e larga 5,45 per un totale di 890 mq., cui corrisponde un costo del materiale di 67.266 euro.
Assai più inquietante quello che è accaduto a corso Arnaldo Lucci, lungo 714,58 metri con una larghezza che varia tra i 15 e 19 metri per una superficie complessiva di 14.071 mq., dove sono spariti 1.063.490 euro di PORFIDO. Il dubbio che mi è sorto, a seguito di un mio sopralluogo, è che il porfido, in questo caso, potrebbe essere stato sommerso dal tappetino di asfalto che in alcuni punti si sta già distaccando, sebbene messo di recente, facendo affiorare le pietre in superficie. In questo caso, oltre al danno di avere perso il materiale, ormai definitivamente compromesso, ci sarebbe alche la beffa di lavori eseguiti non a regola d’arte per cui molto presto occorrerà nuovamente intervenire.
A questo punto mi chiedo come sia possibile che la Soprintendenza per i Beni architettonici e del Paesaggio, ora Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio,  e il Comune abbiano autorizzato simili interventi e mi chiedo soprattutto dove siano finiti i 36.645 mq. di PORFIDO, del valore di 2.769.636 euro!.
Questo materiale poteva essere reimpiegato per riparare le tante strade di Napoli, ancora rivestite di PORFIDO, dove ci si è limitati a fare rappezzi con asfalto bituminoso (si vedano, a titolo di esempio, via Piedigrotta e via Cervantes).
Mi rivolgo a Lei, egregio assessore #MarioCalabrese, affinché chiarisca i miei dubbi sugli interventi succitati e presti la massima attenzione sui prossimi lavori che si realizzeranno a breve in piazza Carlo III, via Masoni, via Amerigo Vespucci, via del Riposo (via Santa Maria del Pianto). Dalle schede tecniche descrittive, in allegato, potrà notare che si tratta di una superficie lastricata da pietre di PORFIDO di 92.194 mq., del valore, in pietre, di circa 7 milioni di euro (precisamente 6.968.070 euro).
Gentile assessore prof. ing. Mario Calabrese, so che lei è anche uno stimato professionista e sicuramente saprà che tutti questi interventi si potrebbero evitare se si mettesse in pratica una costante manutenzione ordinaria dei sampietrini nel loro assetto, senza ricorrere poi ad inutili e costosi interventi. La invito, pertanto, dove sia assolutamente necessario, a rimuovere le pietre, inserendo nei capitolati d’appalto la possibilità di considerare il porfido non come materiale da trasportare a rifiuto (semprechè vengano veramente trasportate a rifiuto e non rivendute) ma come “cambio merce”.
Per concludere, vorrei porre l’attenzione su uno dei prossimi interventi che interesserà tratti di via del Riposo e di via Santa Maria del Pianto che costeggiano il nostro principale cimitero situato a Poggioreale, dove le due strade hanno una superficie lastricata in PORFIDO di 34.870 mq e il materiale qui vale 2.635.475 euro! Siamo nell’estrema periferia della città in uno dei tratti meno percorsi e meno conosciuti di Napoli e non si capisce come mai, considerando la situazione drammatica in cui si trovano le nostre principali strade cittadine (centrali e periferiche), si voglia intervenire proprio qui. Mi chiedo a questo punto se dietro questo lavoro non si nascondono gli appetiti delle ditte che non vedono l’ora di mettere le mani sui 2.336.290 cubetti di PORFIDO!.
Il Presidente Commissione Affari Istituzionali
Cons. Arch. Gaetano Troncone