POMPEI: INTERVISTA A NANDO ULIANO, SINDACO SFIDUCIATO

NAPOLI
E’ accaduto ancora.
Basta che alcuni consiglieri comunali si riuniscano segretamente da un notaio per sfiduciare un sindaco e sovvertire il voto popolare democraticamente espresso.
Nando Uliano, eletto nel giugno 2014, dal 30 agosto non è più sindaco di Pompei. Nella notte del 29 agosto 2 consiglieri di maggioranza, Stefano De Martino e Luigi Ametrano (passati all’opposizione a settembre e tornati in maggioranza a luglio), e 8 consiglieri di opposizione, Maria Padulosi, Franco Gallo, Bartolo Martire, Carmine Cirillo, Salvatore Perillo, Lello De Gennaro, Marika Sabini e Angelo Calabrese, hanno sancito la fine di questa amministrazione. Dieci consiglieri su sedici.
Sindaco, aveva percepito segnali premonitori dell’imminente tradimento? No, non ho colto segnali, sembra davvero la scena dell’ultima cena di Giuda Iscariota, una pugnalata alle spalle, un tradimento dei più beceri. La storia concreta è che sono un sindaco scomodo, soprattutto per il mio partito di appartenenza, dal quale oggi prendo le distanze. Sono totalmente deluso dal Pd, sono sempre stato fedele al partito senza mai cambiare casacca, provengo dalla Margherita, primo comitato Renzi e quando tutti votavano Bersani io sono sempre rimasto coerente, mai quello che doveva ‘far tessere per accontentare il signorotto regionale’.
Cosa può aver generato un’azione tanto drastica e sleale? Le mie battaglie per l’acqua pubblica, per combattere l’hub ferroviario, per dire no alle irregolarità agli ingressi degli scavi e le mie ordinanze a favore del decoro, della sicurezza, della viabilità, sgradite a imprenditori, bancarelle, politici di sempre. L’economia va distribuita su tutto il territorio, Pompei è il primo sito al mondo e non possiamo spennare i nostri turisti, ma dobbiamo accogliergli e abbracciarli. In questa visione ho trovato favorevole il Soprintendente Prof. Massimo Osanna e un po’ tutti a dire il vero, tranne la politica locale.
Perchè è contrario all’hub ferroviario? Si parla del grande progetto Pompei. Quando mi si dice “Ti faccio un’altra stazione, ti faccio un piccolo centro commerciale con una pedanina che ti porta direttamente sulle pietre antiche di Pompei”, è evidente che i turisti non si fermeranno più a comprare il souvenir o il gelato, l’economia si paralizzerà e Pompei morirà. Ma non solo Pompei, tutta l’area, da San Giorgio a Ercolano, cerco quindi di tutelare il territorio. Il primo gesto di contrasto alla mia azione è venuto dai 3 consiglieri del Pd, De Gennaro, Sabini e Calabrese, che sono passati all’opposizione, tutto è partito da lì.
Come vive questa sfiducia? In questi due anni sono stato al centro di un golpe. Il protagonista sulla mia strada è sempre stato un notaio, un sindaco votato democraticamente dal popolo sovrano è stato mandato a casa da un notaio! Per darmi la sfiducia avrebbero potuto usare l’aula consiliare, avrebbero dovuto ‘sputtanarmi’ pubblicamente, tutto ciò mi pare estremamente occulto e spero che la magistratura faccia chiarezza.
Sul mensile Informare di agosto ho pubblicato uno speciale su Josi Gerardo Della Ragione, legato a lei da analoga sorte. Molti sindaci, lei in primis, a Bacoli si riunirono in suo sostegno. Sembra incredibile che a così breve distanza la storia si ripeta in un Comune campano. Sono legato da stima a Josi e a de Magistris, due sindaci liberi. Anzi, de Magistris, sindaco di Napoli e metropolitano, è stato tra i primi a esprimermi la sua solidarietà. Non mi fermerò, oggi ho iniziato la mia campagna elettorale e a maggio rifaremo il confronto tra politica ed elettori. Io sono pronto.

Barbara Giardiello
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